Dischi scomparsi (records not on spotify)

 


Su internet ciò che non trovi, non esiste. E non è mai esistito. Vale anche per i dischi: Spotify, Apple Music, Amazon Prime sono un juke-box infinito di tutte le canzoni del mondo, all you can ear. Ma proprio per questo, le canzoni che mancano non sono mai state scritte, non sono mai state cantate, non sono mai state registrate. Una damnatio memoriae. 

Con l’aiuto degli amici di FaceBook, ho compilato un elenco di capolavori, dischi a cinque stelle, che per un motivo o per l’altro (immagino soprattutto di etichette scomparse, ma non solo) non possiamo ascoltare se non abbiamo (conservato) il disco. 

  • Metro 
  • Warren Zevon > Transverse City 
  • Southside Johnny & Asbury Jukes > Better Days 
  • Peter Hammill > Over 
  • Lee Fardon > The God Given Right (e tutti gli altri) 
  • Mickey Jupp > Juppanese 
  • Captain Beefheart > Trouth Mask Replica 
  • Graham Parker & the Rumour > Heat Treatment 
  • Rockpile > Seconds Of Pleasure 
  • Del Fuegos > Boston, Mass (e tutti gli altri) 
  • Stan Ridgway > Mosquitos 
  • Green On Red > The Killer Inside Me (No Free Lunch, ...)
  • Kenny Wayne > Born with the Blues and Raised on Rock’n’roll 
  • Roy Orbison > In Dreams (che a dispetto del titolo, non è un’antologia di materiale già edito, ma nuove incisioni dei vecchi successi per la produzione di T Bone Burnett, così buona da risultare a mio parere il miglior album di Orbison) 
  • Lucio Battisti (i dischi senza Mogol) 
  • Dion > Born To Be With You 
  • Everly Brothers > EB84 (Born Yesterday, prodotti da Dave Edmunds)
  • Dave Edmunds > Closer To The Flame 

Insomma, si tratta di dischi che sono patrimonio dell’umanità. 

A cui si aggiungono innumerevoli non capolavori, troppi per essere coperti e citati (fra cui: Bob Seger > Ride Out, The Inmates, Jason Reed > Iowana, T Bone Burnett > Trap Door (Behind the Trap Door), Mink DeVille > Sporting Life, Ian Dury > Lord Upminster, Legend (la band di Mickey Jupp)... 


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