Long Playing Dr. John


Un altro dei musicisti più noti della città, Dr.John, pianista vudù dalle sfumature jazz, che a dispetto del colore bianco della pelle veniva dai bassifondi neri della città, trovò il successo ma a Los Angeles. Un dito della mano sinistra gli mancava a causa di un colpo d’arma da fuoco ricevuto in un locale. Si trasferì in California dopo un periodo di detenzione. Nella città degli angeli assunse la bizzarra identità di uno stregone vudù, con un aspetto influenzato da Screaming Jay Hawkins, e si conquistò uno spazio con Gris-Gris, un disco fra psichedelia e magia nera, e Gumbo, una raccolta di classici della città. In The Right Place, del 1973, era prodotto da Allain Toussaint e suonato dai Meters. Portava in giro uno spettacolo chiamato Dr. John’s Medicine Show ispirato al Mardi Gras di New Orleans, e nel suo gruppo suonò anche Chris Wood dei Traffic. Rischiò di toccare il successo quando fu invitato a partecipare al festival di Woodstock - ma all’ultimo momento lungo la strada decise di non andare quando il manager lo avvisò che gli organizzatori non avevano versato l’anticipo pattuito. 
Godette infine un momento di popolarità quando eseguì Such A Night al concerto di addio di The Band al Winterland di San Francisco, immortalato dal film The Last Waltz di Martin Scorsese. 
Che notte, che notte
dolce confusione sotto la luna 
la notte giusta per rubare
I nostri sguardi si sono incrociati 
mi hai fatto capire che dovevo farmi sotto 
Sei arrivata con Jim, il mio miglior amico
ed eccomi che provo a rubarti da lui 
ma se non lo faccio io, lo farà qualcun altro 
Non potevo credere alle mie orecchie
mi si è fermato il cuore 
quando mi hai chiesto di accompagnarti a casa 
Se non lo faccio io, lo farà qualcun altro
A New Orleans Jimmy Buffet aprì uno dei suoi locali denominati Margaritaville. 
Willy DeVille registrò su Le Chat Bleu il cajun di Mazurka, che la Capitol neanche volle sulla edizione americana del disco. Negli anni ottanta Willy si trasferì da New York a vivere nella Big Easy, vicino di casa di Mark Knopfler, per spostarsi infine a Memphis ad allevare cavalli. Anche se in città il suo nome non è molto noto, ci registrò un ottimo disco di classici, Victory Mixture, prodotto da Carlo Ditta, e ne intitolò uno successivo Loup Garou, con la foto di copertina in elegante abito da vampiro davanti al Jean Lafitte's Blacksmith Shop, in fondo alla Bourbon Street, a quanto si dice il più antico bar degli Stati Uniti.
Ciao amore mio, ovunque tu sia 
sono stato un pazzo, ma ora ho capito 
Ho giocato al gioco dell’amore, ho perso ed ora piango
ma se tutti torni, amore mio, cambierò 
Sì, lo farò
Un gruppo rock che concentra soul a la Little Feat e lenti con le atmosfere di New Orleans era quello dei Subdudes.
Molti musicisti rock sono stati influenzati da New Orleans. John Fogerty scrisse per i Creedence la canzone diventata un inno della città, Proud Mary. Bob Dylan registrò in città il suo ultimo capolavoro, No Mercy, nei cui suoni distorti si coglie la canicola estiva. Fu su insistenza del produttore Daniel Lanois che gli riuscì di comporre Man In The Long Black Coat
I grilli friniscono e l’acqua è alta 
c’è un vestito di cotone steso ad asciugare
la finestra è spalancata
gli alberi africani sono piegati da una brezza d’uragano
Non ha detto una parola, non ha lasciato una nota 
lei se ne è andata con l’uomo con il lungo cappotto nero
Robbie Robertson intitolò un album Storyville, dal perduto quartiere delle prostitute e del gioco. Ry Cooder registrò Jazz ispirato al dixieland ed al ragtime. La musica dei Little Feat, per quanto un gruppo di Hollywood, fu molto influenzata dai suoni della città. Caddero nell’incantesimo anche gli artisti inglesi: Mark Knopfler ci visse, Robert Palmer registrò con i Meters, Brendan Crocker e Mickey Jupp ne subirono l’incantesimo musicale. Sting cantò Moon In Bourbon Street
Colonna sonora
Dr. John: Gumbo (1972) 
Meters: Rejuvenation (1974) 
Zachary Richards: Travailler C'èst Trop Dur - Anthologie 1976-1999
Bob Dylan: No Mercy (1989) 
Neville Brothers: Yellow Moon (1989) 
Robbie Robertson: Storyville (1991) 
Willy DeVille: Victory Mixture (1990) 
Subdudes: Live At Last (1997) 

Dave Matthews Band: Big Whiskey & the GrooGrux King (2009)

Post più popolari