Long Playing Groove


C’è chi chiama i gruppi in perenne tour con il nome di jam band, per l’abitudine alle lunghe improvvisazioni ed agli show fiume. Io li definisco groove, con riferimento al loro comune denominatore, il serrato ritmo funky, strettamente analogico, che sostiene le canzoni, ballate con uno sviluppo musicale complesso e non banale. Non a caso le band di successo degli anni novanta hanno goduto di grandi sezioni ritmiche: musicisti come Carter Beauford, Jon Fishman e Brendan Hill alla batteria, e Bobby Sheehan, Mike Gordon e Stefan Lessard al basso. Un’altra caratteristica comune di queste band è l’amore per il rock classico degli anni sessanta e settanta, di cui hanno assorbito gli elementi e le canzoni. Ispirati alla filosofia di band / famiglia sul modello dei Grateful Dead, i gruppi del groove si sono dedicati alla musica come ragione di vita ed in cambio hanno trovato nel pubblico un seguito di culto, paragonabile a quello dei dead-head. Proprio come i Dead, queste band si dimostrarono in grado di registrare buoni dischi, ma hanno dato il loro meglio negli happening dal vivo, concerti memorabili che di rado sconfinano nel vecchio continente, ma di cui abbiamo testimonianze in infinite registrazioni. Le groove band mostrarono fin dall’inizio un grande rispetto per il pubblico, permettendo alla gente di registrare i concerti. I Phish mettevano a disposizione una area a chi voleva registrare, e rifiutarono le pressioni della casa discografica per interrompere questa abitudine. In più fornirono quantità di registrazioni di concerti, all’inizio tramite collane dedicate di CD come LivePhish o LiveTrax, poi con gli instant records consegnati alla fine dello show, ed infine pubblicando le registrazioni dei concerti sui siti web. In questo Phish e DMB furono d’esempio a gruppi più anziani come gli Allman Brothers Band, i redivivi Little Feat e la E Street Band di Springsteen. Strettamente radicati al territorio attraverso costanti tour, i gruppi groove hanno un pubblico più scarso in Europa. I Phish si ritagliarono un seguito di nicchia nel nostro paese in occasione di un tour italiano con Santana, e Dave Matthews Band entrò nel radar del pubblico dopo un leggendario concerto a Lucca nel 2011.
I padrini del movimento groove furono i Blues Traveler di Brooklyn. Il cantante e armonicista John Popper, il chitarrista hendrixiano Chan Kinchla ed il bassista Bobby Sheehan, alla fine degli anni ottanta si spostarono dal New Jersey a New York cambiando il proprio nome da Blues Band a Blues Traveler. Dividevano lo stesso appartamento a Brooklyn, e concerto dopo concerto, con la forza del passaparola si guadagnarono una rete di follower. Una groupie, Gina Z, a cui dedicarono una canzone sul primo album, divenne la loro tour manager. Furono d’ispirazioni per altri musicisti, come gli Spin Doctors, con cui finirono per dividere il palcoscenico. Attirarono l’attenzione del manager David Graham (figlio di Bill, quello dei Fillmore) e firmarono per la A&M, per cui registrarono i loro album di successo. Entrarono in simpatia a Dave Letterman ed al suo capobanda Paul Shaffer, da cui furono invitati una quantità di volte a suonare al late show televisivo, circostanza che fornì loro una visibilità nazionale. Nel 1992 prese l’avvio il festival itinerante dell’H.O.R.D.E., di cui i Blues Traveler divennero ospiti fissi, assieme a DMB, Spin Doctors, Phish, Sheryl Crow, Ben Harper, Ziggy Marley, Widespread Panic, ma anche Gov’t Mule e Allman Brothers Band.
La musica dei Blues Traveler evoca le melodie delle band americane degli anni sessanta, dalle ballatone in crescendo sostenute dalla voce romantica e piena di John Popper, ai rock blues dove la sua armonica duella con la chitarra elettrica di Kinchla. Popper ha la dote naturale di scrivere ballate orecchiabili come Conquer Me, Run-Around, Hook, Carolina Blues.

Ave a te, mia alpinista, impegnata nel tuo compito
so che vai di fretta, ma c’è qualcosa che devo chiederti
Ti sei mai sentita sola ad arrampicarti così in alto?
Stai correndo verso il paradiso o stai scappando dall’inferno?
Se è questa la tua intenzione, non stai andando molto bene
Se ti dicessi un segreto, vorresti saperne di più?
Ho una sfida che spero non ignorerai:
conquistami, fammi capire e rendimi libero
Ho cento milioni di cose da mostrarti come molte altre cose ancora da vedere
ma solo se mi conquisti

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