Long Playing, lato B: il ritorno del Rock


Il rock stava morendo? Più scorrevano i primi anni settanta, più spesso questa domanda ricorreva nei titoli delle riviste musicali. Era una domanda irritante per un ragazzino entusiasta come me che il rock lo aveva appena scoperto, ma era difficile negare che nei confronti dei magici anni sessanta, il decennio fosse in risacca creativa.
L’energia della Swinging London era andata esaurita da un pezzo. I Beatles, che da sempre costituivano la bussola della scena, non c’erano più. L’eroina aveva mietuto le sue vittime, altri musicisti erano divenuti pop star, l’utopia del flower power era evaporata. Alla mancanza di idee e di creatività i musicisti sembravano cercare di sopperire con il virtuosismo. Il rock’n’roll era fuori moda, Elvis, Chuck Berry ed i Beach Boys erano un anacronismo etichettato come oldies but goodies (vecchi ma buoni), ed i loro discepoli erano farseschi gruppi revival. Non era ancora giunta la new wave a rivestire il passato della dignità di era classica. Il disco con il faccione rosso del Re Cremisi faceva scuola ed i gruppi più popolari del momento erano quelli che si ispiravano a quel genere che solo più tardi avremmo definito Progressive: EL&P, Yes, Pink Floyd, Genesis, Van Der Graaf Generator, Gentle Giant, Jethro Tull, Procol Harum. La condizione necessaria a sopravvivere era aver successo in America.
Gli ascoltatori più sofisticati si spingevano a scoprire il suono underground della Virgin Records, quello di Mike Oldfield, Robert Wyatt e della scena di Canterbury di Caravan, Hatfield & The North ed Henry Cow. La Virgin aveva spalancato le porte anche alla musica elettronica tedesca, mettendo sotto contratto i Tangerine Dream, che con i loro dischi di musica cosmica avevano conquistato il pubblico. I figli del Miles Davis elettrico erano dappertutto: i più rispettabili fra loro erano i Weather Report di Joe Zawinul e Wayne Shorter, i più virtuosi John McLaughlin ed i Return To Forever. C’era anche una robusta scena italiana, la migliore di sempre: dai gruppi sinfonici PFM e Banco del Mutuo Soccorso, a quelli fusion Perigeo e Napoli Centrale, dai rocker Finardi e Bennato, ai cantautori De Gregori e Guccini. Ma l’Italia soffriva in quegli anni di un isolamento musicale: gli artisti stranieri non venivano più a suonare dalle nostre parti per colpa delle contestazioni e degli sfondamenti avvenuti in occasione dei concerti di Led Zeppelin, Lou Reed, Zappa e Van Der Graaf Generator.
Ogni ragazza aveva in casa un disco di Cat Stevens e di John Lennon. In America le classifiche appartenevano alla musica della west coast di CSN&Y ed Eagles, e di Bob Dylan che era tornato in tour con The Band (Before The Flood). Il rock’n’roll echeggiava nelle note a tutto volume dei gruppi hard rock di successo, i Led Zeppelin ed i Deep Purple.
Ma in effetti una vivace scena rock resisteva. Nei locali da ballo inglesi la disco music era di là da arrivare, e i sabato sera erano all’insegna dei dischi di Marc Bolan, David Bowie, Elton John. I ragazzi esibivano jeans con estreme zampe d’elefante, cinture con la fibbia alta due spanne, grandi occhiali e lunghe chiome, ed indossavano stivali con le zeppe, mentre i cantanti si spruzzavano il volto di brillantini. Era il glam rock, il rock delle chitarre. Al cinema, Il Fantasma del Palcoscenico di Brian De Palma ne faceva la parodia, come pure intrisi di glam erano Lisztomania (dove Rick Wakeman trasformava le suonate di Franz Liszt in singoli heavy metal bubblegum) e Tommy di Ken Russell (entrambi recitati da Roger Daltrey).
Nel 1973 la santa trinità del rock era costituita da Rolling Stones, David Bowie e Lou Reed. Nei club rimbombavano i contagiosi giri di chitarra di Brown Sugar, Honky Tonk Women e Jumpin’ Jack Flash, che Bowie imitava con Jean Genie e Rebel Rebel. Anche Vicious di Lou Reed era in debito con gli Stones, mentre la ballata di Walk On The Wild Side faceva il paio con Angie. Elton John spopolava con Crocodile Rock e l’inno era Let’s Stick Together di Bryan Ferry.


Long Playing lato B il Ritorno del Rock 
seconda edizione 

Prefazione 
Riassunto delle puntate precedenti 

1. Gli anni settanta 
Marc Bolan 
Faces
Mott The Hoople 
Roxy Music 
Elton John

2. David Bowie 
gli anni settanta
Berlino
gli anni ottanta 
gli anni novanta 
Blackstar

3. Lou Reed 
Transformer 
Berlin 
Street Hassle 
New York 
Lulu

4. Reggae 

5. New Orleans 
i fratelli Neville 
Big Easy Fantasy 

6. Hollywood: la West Coast 
Warner 
Little Feat 
Bonnie Raitt
Randy Newman 
Ry Cooder 

7. Tom Waits 
Asylum Years 
Frank’s Wild Years 
Closing Time 

8. Warren Zevon 
Excitable Boy 
Sentimental Hygiene 
Knocking On Heaven’s Door 

9. Il Rock Rurale 
Outlaws 
Dwight Yoakam 
Steve Earle 
Lyle Lovett 
Joe Ely 
John Mellencamp 
John Hiatt 
Calvin Russell
JJ Cale

10. Il ritorno del Rock 
Greetings 
the E Street Shuffle 
Born To Run 
Darkness 
the River 
Nebraska 
Born in the USA 
Tunnel of Love 
the Ghost of Tom Joad 
All the Way Home

11. London Calling 
il Pub Rock 
Sex Pistols 
Clash 
Billy Bragg

12. La new wave inglese 
Graham Parker 
Nick Lowe 
Ian Dury & the Blockheads
Joe Jackson
Police 
Dire Straits
Ska

13. Elvis Costello 
Attractions 
King of America 
Flowers in the Dirt 

14. CBGB 
New York Dolls 
Suicide 
Modern Lovers 
Patti Smith 
Television 
Ramones 
Blondie 
Talking Heads
Robert Gordon
Fleshtones

15. Willy DeVille 
Mink deVille
Loup Garou

16. Greenwich Village Revisited 
Willie Nile
Steve Forbert 
Carolyne Mas
Jim Carroll 
Garland Jeffreys 
Elliott Murphy 

17. Il Rock Romantico 
Bob Seger 
Tom Petty 
Greg Kihn 
Chris Isaak 
Del Fuegos 
Sheryl Crow

18. L.A. & Americana 
Los Angeles 
Paisley Underground 
San Francisco 
Cowpunk 
Blasters 
Los Lobos 
Marshall Crenshaw

19. Gli anni ottanta 
The Smiths 
Big Star 
R.E.M. 
Discipline 

20. Irish Rock 

21. Gli anni novanta
Grunge 
Groove
Phish 
Dave Matthews Band 
Counting Crows 
Wallflowers 
Jeff Buckley 
Nick Cave 
Dig!

22. Gli anni duemila 
Wilco (i Beatles)
Black Crowes (gli Stones)
Cowboys Junkies (i Velvet Underground)
Gov’t Mule (il Rock sudista)
Avantgarde
Songwriter 
Alt-Country (the Band)
Lucinda Williams 
Mary Gauthier

Epilogo 

Long Playing, lato B, il ritorno del Rock

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