Gov't Mule il rock sudista


Gli Allman Brothers Band sono stati di certo la più iconica delle band del sud degli States. Costruirono la loro leggenda attorno al live At Fillmore East, del 1971, ma si dimostrarono in grado di sopravvivere alla morte della loro punta di diamante, il chitarrista Duane Allman, appoggiandosi al sound delle tastiere e della voce soul del fratello Gregg Allman ed alla morbida chitarra di Dickey Betts, mentre Chuck Leavell, al piano, veniva reclutato per riempire il vuoto lasciato da Duane. Quando dopo molte vicissitudini ed un paio di decenni, si resero conto di essere diventati una leggenda americana, si ributtarono nella mischia assumendo un secondo chitarrista, Warren Haynes, di un quarto di secolo più giovane dei membri originali. Al basso era stato reclutato Allen Woody. Dal momento che i ritmi di lavoro del gruppo non erano serrati, Warren e Woody trovarono il tempo di mettere assieme un gruppo per conto proprio, per suonare nei club mentre non erano impegnati con la band principale. Con il batterista Mike Abts (con cui Warren aveva suonato nella band solista di Dickey Betts) misero assieme un power trio, un gruppo sul tipo dei Cream, gli Experience o i Mountain: basso batteria, Gibson Les Paul e gli amplificatori Marshall con i cursori sul 10. Mantenendo il basso profilo che li contraddistingue, si battezzarono i Gov’t Mule, abbreviazione di Government Mule: il mulo dei militari, quadrupede non dotato di bellezza né talento ma adatto al lavoro duro delle retrovie.
Più che per il rock blues, i Mule si distinsero per la passione e l’amore per il rock’n’roll. Pur senza essere un genio musicale alla Mozart, né un virtuoso da circo, nel corso di mille concerti, instancabilmente come un mulo, Warren Haynes riuscì a conquistarsi il ruolo di chitarrista più amato della sua generazione. I Mule non solo eseguivano pezzi scritti da loro (Soulshine di Warren divenne uno dei brani migliori del repertorio della nuova Allman Brothers Band), ma anche e soprattutto si esibivano in cover leggendarie. Suonavano pezzi di Hendrix, Zeppelin, Free, James Brown, Neil Young, persino Zappa, fino a standard del jazz come Afro Blues del repertorio di John Coltrane, per esempio in un memorabile concerto con il chitarrista jazz John Scofield. Le citazioni divennero la loro cifra stilistica, che fece dei Gov’t Mule la più famosa cover band del paese e dei loro show una fonte di inesauribile delizia per il pubblico.

La morte di Allen Woody, avvenuta nell’estate del duemila in un motel del Queens, accentuò addirittura questa direzione, quando in sua memoria il gruppo registrò una quantità di canzoni con il gotha dei bassisti della storia del rock, dai Creedence ai Deep Purple, dai Grand Funk Railroad ai Tower of Power, dai Primus agli Yes, dai Widespread Panic ai Phish, dagli Hot Tuna ai Grateful Dead, dai Cream agli Who. Con ognuno dei bassisti il gruppo registrò una canzone, che era una cover o un brano nuovo scritto nello stile della band di riferimento. Le canzoni furono raccolte in due dischi, intitolati The Deep End vol. 1 e 2, dal testo di una canzone, Banks Of The Deep End, forse la più bella fra le tante scritte da Haynes.
I Gov’t Mule fecero loro l’abitudine dei Phish di eseguire nel corso degli show di Halloween interi album di altri artisti, come i Led Zeppelin o i Pink Floyd (Allen Woody e Mike Abts aveva fatto parte, assieme a Marc Ford dei Black Crowes, di una tribute band che portava il nome di Blue Floyd), ed anzi la estesero anche ad altre serate, come gli show di Capodanno...

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