Calendario Rock


Calendario: solo un divertissement per attenuare la monotonia di un inizio anno con la pioggia, un gioco che consiste nel trovare il vinile più appropriato ad ogni mese.

Per gennaio un disco livido come Rock Bottom è perfetto, indipendentemente dal fatto che la sua copertina sia dedicata al mare. Può sempre essere il mare d'inverno.
A febbraio sarebbe facile giocarsela sul Mardi Gras, con Dr.John o Willy DeVille o i Neville Brothers. Invece alla gioia un po' allucinata del carnevale ho preferito il panorama monotono e ancora livido di Darkness On The Edge Of Town.
A marzo inizia la cavalcata alla ricerca del sole; il californiano Happy Trails, con la chitarra elettrica che galoppa lungo la suite di Who Do You Love.
Ad aprile arriva la primavera ed i prati si fanno verdi. I prati psichedelici di Atom Heart Mother.
A maggio la primavera scoppia e le messi crescono: John Barleycorn Must Die.

Giugno è il canto estivo di Moondance.
Luglio è la danza reggae di Bob Marley, quello nascente di Live.
Ad agosto l'estate si è fatta afosa, come Exile On Main Street.

A settembre si infiltra la malinconia: quella di No Others, o After The Gold Rush, Harvest o magari Grevious Angel.
A ottobre scoppia l'autunno, malinconico e bucolico di Ommadawn.
Per novembre ci vuole un disco così malinconico da diventare triste; questa volta metropolitano, The God Given Right di Lee Fardon.
E a dicembre ci si confronta inevitabilmente con le feste di Natale, e si fa il conto di chi c'è e di chi manca. Avrei detto Big Time di Tom Waits, ma su Blue Valentine (il disco che mi ha battezzato) c'è Christmas Card...

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