Long Playing The River


Negli stessi giorni era prevista la stampa del quinto disco del Boss, intitolato The River, dal titolo di una nuova ballata. Doveva trattarsi di un long playing di dieci brani, ma a Bruce non bastava più. Gli onori di No Nukes lo avevano coinvolto a tal punto che voleva offrire qualche cosa di veramente grosso e speciale al pubblico. Così recuperò i suoi musicisti per riaprire le registrazioni. Nei mesi che seguirono furono aggiunti Sherry Darling, Cadillac Ranch, Drive All Night e tutte le altre e quando alla fine ci si ritrovò con venticinque canzoni, fortunatamente a qualcuno venne in mente che l’album avrebbe anche potuto uscire doppio - ed anche così molte canzoni rimasero fuori. 
The River era una rock opera sui sentimenti umani, sui ties that bind, i valori che contano. Bruce raccontava storie di amore e delusione, di vita e di morte, di gioia e dolore, di speranza e frustrazione, di rischio e di sconfitta. Musicalmente il suono era quello della band dal vivo, il suono scintillante dei magnificent seven di New York City. Le canzoni erano concentrate in pochi minuti, con l’organo ed il piano che dialogano fra loro, e il sax di Big Man che si inserisce per l’assolo. 
Il secondo disco abbondava di canzoni lente. C’era Point Blank. In Fade Away, lui implorava l'amante che lo lascia: «Non voglio scomparire, dimmi cosa posso fare, dimmi cosa posso dire / perché dolcezza, non voglio scomparire». Le storie erano raccontate in prima persona, la speranza, la gioia, l’angoscia, la delusione. Drive All Night era una lunga ballata lenta, dedicata alla fidanzata dell’epoca Joyce Heycer, che traeva spunto dalle improvvisazioni live di Backstreet
Ognuna delle quattro le facciate era chiusa da brani tristi, addirittura disperati, ed in disperazione crescente dalla prima alla quarta. Independence Day è triste perché è raccontata alla vigilia del giorno di lasciare la famiglia, ma c’è la speranza della vita che si sta aprendo davanti. Dopo tutto si trattava di un inizio, non di una fine. Di una sconfitta cantava The River, proprio perché rinnega i sogni e le speranze. Lui incontra a scuola Mary a 17 anni, la mette incinta, si sposano davanti ad un giudice senza un cane a festeggiare e si trova un lavoro. 
«Ma poi per colpa della crisi non ci fu più tanto lavoro / ora tutte quelle cose che mi sembravano importanti, Mister, sono svanite nel nulla / ora mi comporto come se non ricordassi / Mary si comporta come se non le importasse». The River fu la prima di quella magnifica serie di ballate che sfoceranno in Nebraska
Il protagonista di Stolen Car campa rubando le auto di notte e aspetta sempre di essere preso, ma non succede mai: «Lei mi ha domandato se ricordo le lettere che scrivevo quando il nostro amore era giovane / lei mi ha detto che la notte scorsa ha letto quelle lettere e l'hanno fatta sentire vecchia di cento anni». 
Wreck On The Highway chiudeva la quarta facciata e l’intero disco. Su una musica delicata Bruce cantava la storia più triste, l’unica in cui compare la morte. Canta di tornare a casa dal lavoro quando incontra una macchina fuori strada ed un ragazzo morente che piangendo gli chiede «Mister, non mi aiuteresti per favore?» Più tardi mentre l'ambulanza si allontana, Bruce immagina una ragazza svegliata nel cuore della notte per sentirsi dire «Il tuo uomo è morto». E racconta che gli capita di svegliarsi angosciato nella notte e di guardare la donna che dorme al suo fianco.


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