Long Playing No Nukes


Il primo gennaio 1979 al Richfield Coliseum di Cleveland, Ohio, si concluse il tour di Darkness, che con oltre 150 date era risultato il più lungo della E Street Band. Era ora di rientrare in studio per un nuovo album, con una decina di canzoni già pronte. C’erano The Ties That Bind, Point Blank e Independence Day già nel live show, ed un hit intitolato Hungry Heart. Roulette era una canzone scritta di getto dopo l’incidente nucleare di Three Mile Island. Poi una dolce canzone d’amore intitolata Cindy, Jackson Cage e Ramrod. Era difficile che Springsteen ispirasse una canzone ad un avvenimento realmente accaduto che non riguardasse la sua sfera personale di emozioni e sentimenti. Era accaduto con The Promise come sfogo alla causa legale con Appel, ma proprio per questo la canzone era stata accantonata. Accadde anche con Roulette. La canzone fu scritta e registrata di getto, ma poi, come spesso accade all’artista, esclusa tanto dall’album quanto dai concerti di No Nukes, dove pure Roulette avrebbe avuto un ottimo motivo di essere eseguita. 
Bruce accettò di prendere parte ai concerti organizzati al Madison Square Garden dal MUSE con il nome di No Nukes, nel fine settimana fra il 19 ed il 23 settembre 1979. Il boss prese parte come ospite speciale alle ultime due serate, quelle con maggior afflusso di pubblico. Durante il primo concerto eseguì Promised Land, Prove It All Night, Thunder Road, Rosalita ed una ballata acustica inedita intitolata The River, per concludere con Stay in duo con l’amico Jackson Browne e come bis una versione di Quarter To Three dell’idolo della sua giovinezza, Gary U.S. Bonds. La seconda serata partì alla grande. Lo precedette un’ottimo show di Tom Petty con gli Heartbreakers. Poi fu la volta di Springsteen: era il suo trentesimo compleanno e la serata si annunciava speciale. “Bene, ho più di trent’anni ormai, credo di non potermi più prendere sul serio”. Una ragazza gli passò una torta, ma l’artista la tirò sul pubblico. “Fatemi avere il conto della lavanderia!”
Racconta Dave Marsh, che era fra il pubblico quella sera, che c’era molto nervosismo nell’aria durante i primi pezzi. Durante Rosalita Bruce cominciò a gesticolare verso gli uomini del servizio d’ordine, ma non c’erano risse da sedare. Di nuovo Bruce li chiamò, ma ancora non riuscirono a vedere niente. Alla fine l’artista lasciò perdere la canzone, scese tra il pubblico delle prime file e tornò tenendo la fotografa Lynn Goldsmith per un braccio. Urlò al microfono “Questa è la mia ex ragazza!” e la fece sparire dietro il palco, da dove fu allontanata rapidamente. Nessuno aveva compreso bene cosa stesse succedendo. Erano venuti a festeggiare i trenta anni del Boss e si trovavano di fronte ad una scena difficile da interpretare. Bruce si avvicinò al microfono ciondolando la testa. Clarence lo guardava. “Non so, non so. Certe notti I just don’t know...”

Più tardi avrebbe spiegato alla stampa “Le avevo chiesto di non fotografarmi e mi stava distraendo”. La band riprese con Rosalita ed il concerto si impennò verso il finale con una grande versione di Quarter To Three, durante la quale Bruce sceneggiò il James Brown di Night Train, con tanto di svenimento, i due che lo vengono a rialzare, lo scatto e la ripresa anche più selvaggia. Il successo di Springsteen a No Nukes fu enorme. Il cantante era arrivato ad un livello di popolarità e rispetto paragonabile in molte fasce di pubblico a quella per Elvis Presley. Alla fine dell’anno uscì un triplo disco con le registrazioni di No Nukes in cui Bruce appariva con Stay ed una versione accorciata del Detroit Medley




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