Long Playing Bob Dylan


In un certo modo cantando la fine della storia con Suze Rotolo, l’album sigillava la chiusura di un periodo. Non a caso il disco del 1964 si intitola Another Side of Bob Dylan, un altro lato di Bob Dylan. L’anno si aprì con una fuga, o meglio con un viaggio, un viaggio iniziatico. Un viaggio coast to coast on the road in stile Kerouac, da New York a Los Angeles, su una Ford station wagon in quattro amici fra cui il cantante Paul Clayton e il nuovo road manager alla guida.
In bella vista sul cruscotto dell’auto un vasetto con la scritta marijuana conteneva… marijuana. Nel baule una macchina da scrivere sulla quale Dylan compose quasi tutti i testi del nuovo album.
Il viaggio doveva servire da ispirazione, per parlare con la gente, con gli operai, con i minatori. Attraversando la Carolina, Dylan volle cercare il poeta Carl Sandburg per fargli dono del suo nuovo disco. Fu solo dopo aver chiacchierato a lungo con lui che risultò evidente che il poeta non aveva la minima idea di chi Dylan fosse. A New Orleans in Louisiana, Dylan volle portare i compagni in un bar per neri, ma fu buttato fuori dal proprietario.
Le celebrazioni del Mardi Gras accesero nella sua mente l’ispirazione per scrivere Mr. Tambourine Man, sul baule della Ford. Passarono per Dallas, Texas e per Denver nel Colorado dove Dylan tenne un concerto. Quando lungo la strada furono fermati dalla polizia, cercarono la simpatia degli agenti dichiarandosi musicisti, e quando essi restarono indifferenti al nome di Dylan, che non avevano mai sentito, spiegarono di essere sul tipo dei Kingston Trio.
Mentre Dylan era in viaggio, i Beatles arrivarono in America per il loro primo tour, quello che avrebbe cambiato la musica americana. La radio trasmetteva nella hit parade otto canzoni dei Beatles fra le prime dieci in classifica. Dylan era estasiato, ed in particolare amava I Wanna Hold Your Hand. Dichiarò ai suoi compagni di viaggio che quella era la direzione che stava prendendo la musica e al ritorno a New York acquistò la sua prima chitarra elettrica. D’altra parte anche i Beatles furono estasiati da The Freewheelin’.
Alla fine il viaggio coast to coast terminò a Carmel a casa di Joan Baez. Quando tornò a New York City, Dylan aveva il materiale per il nuovo disco, e questa volta non erano più canzoni di protesta ma riflessioni sulla propria vita. Ma prima di registrarle ripartì di nuovo, alla volta del vecchio mondo, destinazione Londra e Parigi.
A Parigi fu presentato all’attrice tedesca Nico, con la quale proseguì il suo viaggio, attraverso la Germania fino alla Grecia. I due spesero assieme una settimana a Vernilya, un villaggio non lontano da Atene, dove Dylan rifinì le canzoni che aveva scritto per il nuovo album. Scrisse una canzone per Nico ed il suo neonato (figlio di Alain Delon), I’ll Keep It With Mine, che finì sull’album Chelsea Hotel della cantante.
Tornato a casa, realizzò Another Side come instant record: le registrazioni iniziarono ai Columbia Studios di NYC il 9 giugno 1964 alle  sette e mezzo di sera e all’una e mezza, sei ore dopo, il disco era terminato. Another Side non ebbe il successo di quelli che lo avevano preceduto (e neppure di quelli che lo seguirono), forse perché mancava di un brano trainante, ma in effetti degli altri dischi gli manca anche la tensione.
Delle canzoni di Another Side ben quattro sarebbero divenute cover dei Byrds, le più significative Chimes of Freedom (registrata anche da Springsteen, nell’arrangiamento dei Byrds) e My Back Pages, mentre It Ain’t Me Babe fu la canzone che diede il successo al gruppo dei Turtles.

Leggi tutta la storia su Long Playing, una storia del Rock 

Post più popolari