Long Playing Beatles


... John sposò la fidanzata di Liverpool e degli anni dell’apprendistato di Amburgo, Cynthia, quando lei rimase incinta di Julian. Anche Paul era stato sul punto di sposare la giovane fidanzata Dot, anch’essa incinta. Ma quanto Dot ebbe un aborto spontaneo al terzo mese di gravidanza, Paul si era sentito libero di prendere il largo. John era energico, arguto, sicuro di sé ma anche incline alla depressione. Mano a mano che i Beatles crescevano, il matrimonio con Cynthia gli andava sempre più stretto. All’inizio il matrimonio era stato addirittura tenuto segreto per non ostacolare il successo del gruppo, e Cynthia aveva dovuto rendersi invisibile.
Lei gli rinfacciava di essere assente, mentre a John la differenza fra la vita con il gruppo e quella casalinga risultava sempre più inconciliabile. A casa John “guardava la TV e si faceva le canne”. Quella con Cynthia e con Julian non era la vita che sognava. Nel 1966 John conobbe Yoko Ono, un’artista concettuale giapponese, ad una sua mostra all’Indica Gallery intitolata Unfinished Paintings and Objects. Una delle opere esposte era una scala in cima alla quale lo spettatore usando una lente d’ingrandimento poteva leggere su una tela una piccola scritta “Yes”. Era un concetto molto beatlesiano, ripreso anche in Yellow Submarine. Per di più Yoko pareva indifferente al fatto di trovarsi di fronte ad un Beatle, mostrando (o fingendo) di non conoscere neanche il gruppo, il che colpì decisamente John. Per lei John avrebbe lasciato la famiglia ed avrebbe realizzato una coppia artistica che per molti versi (certo non da quelli della composizione delle canzoni) scalzò quella con Paul.

George Harrison era il più giovane del quartetto. Quando si era proposto ai Quarrymen aveva solo 14 anni. Dopo diverse insistenze fu accettato nel gruppo per il suo talento nel suonare la chitarra solista, ma rimase sempre comprensibilmente intimidito dal duo creativo. Nei primi dischi dei Beatles non si poteva che essere messi in soggezione dal peso di Lennon e McCartney. Nei Beatles fu rispettata la regola che ognuno dei membri avrebbe avuto uno spazio come cantante solista sugli album, persino Ringo nonostante una estensione vocale limitata. Nell’album d’esordio George cantava Do You Want To Know A Secret, mentre su Help! firmava la prima canzone, I Need You. Il naturale senso di inferiorità nei confronti di John e Paul lo spinse probabilmente ad avvertire più degli altri la necessità di un guida, che trovò nella spiritualità, in particolare quella indiana, molto popolare in Inghilterra, che con il subcontinente aveva un passato di rapporti coloniali. Fu George ad introdurre il sitar nelle canzoni dei Beatles, a partire dall’arrangiamento di Norvegian Wood, passando per Love You To e svettando in Whitin You Without You. Negli anni con i Beatles il talento di George letteralmente sbocciò. Dopo le prime incerte composizioni, scrisse una quantità di canzoni sempre più notevoli, fino ad arrivare a firmare il singolo di Abbey Road, la splendida Something, che fece il numero uno in classifica. Sullo stesso album era sua anche la mitica Here Comes The Sun.
Lennon e McCartney non erano pronti ad accettare tutta la produzione di Harrison, tanto che allo scioglimento del gruppo il chitarrista aveva messo da parte una tale quantità di canzoni da realizzare addirittura un triplo vinile, All Things Must Pass, che si sarebbe dimostrato il miglior album solista realizzato da un Fab Four. Nel 1966 George sposò la modella Pattie Boyd, che aveva conosciuto sul set di A Hard Day’s Night. La storia successiva è nota: trascurata da George, totalmente preso dalla spiritualità degli Hare Krishna di cui aveva riempito la sua dimora, il castello di Friar Park, di Pattie si innamorò perdutamente l’amico Eric Clapton, che per lei scrisse Layla ribattezzandosi Derek. Una volta data la stura al proprio talento, il George del dopo Beatles rivelò un carattere piuttosto egoista. Non si fece scrupoli a minare la famiglia dell’amico Ringo intraprendendo una relazione con sua moglie Maureen. Forse a titolo di risarcimento gli fece dono di due delle canzoni migliori della carriera solista del batterista,
Ringo era il simpatico, quello buffo del gruppo, già dal suo aspetto vagamente spaesato e malinconico. Modesto e spiritoso, era il batterista di talento a cui il gruppo dovette buona parte della sua fortuna. Nonostante non fosse un cantante dotato, fu il solista di alcuni dei brani più celebri del gruppo, come Yellow Submarine e With a Little Help from My Friends. Firmò anche due canzoni dei Beatles. Ringo scoprì una passione per la recitazione, creando un personaggio in qualche modo affine a quello dello stralunato Peter Sellers (a fianco del quale recitò in The Magic Christian). Non c’è dubbio che era Ringo il protagonista di Help!, il secondo film dei Beatles. Ringo sposò Maureen, una parrucchiera di Liverpool che era stata una fan della prima ora ai tempi del Cavern Club. Da Maureen, Ringo aveva avuto una famiglia felice e tre figli, di cui Zak sarebbe divenuto il batterista degli Who dopo la morte di Keith Moon.

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