È arrivata la seconda edizione di Long Playing, lato A: una storia del Rock


All’inizio era il nulla, la noia prima del big bang. Erano gli anni cinquanta, l’America era uscita da un guerra mondiale per entrare nella guerra fredda, ed erano i cupi giorni del maccartismo e della caccia alle streghe, con una pericolosa deriva per la libertà di espressione.
Il jazz non era più la musica popolare dell’era dello swing, la musica leggera era una lagna e vendeva sempre meno, mentre le major si trovavano ad affrontare una crisi di vendita dei dischi. Gli anni cinquanta fino a quel momento si erano dimostrati uno dei periodi più conformisti della storia americana.
La società americana praticava ancora un apartheid di fatto fra bianchi e neri, mentre il jazz aveva smesso di essere musica popolare per diventare un’affare di élite per un pubblico più colto di intellettuali, studenti ed hipster. Jack Kerouac scriveva On The Road, testimoniando di una nuova generazione urbana, diversa nelle aspettative, nei bisogni e nel modo di vivere da quella post-rurale dei padri. I neri, spinti dalle scarse prospettive di miglioramento sociale, si spostavano dagli stati della cotton belt (gli stati del sud, produttori di cotone, dove i nonni erano stati schiavi nelle piantagioni dei bianchi), verso il nord industriale di città come Detroit, la motor city, e Chicago, la città ventosa. Con i neri si spostava la loro musica, il blues, che dalla tradizione folk acustica si faceva elettrica, per poter essere udita nel rumore della città, e veloce, per far ballare.
Quello era il rhythm & blues, il blues elettrico: canzoni per ballare alla fine del giorno. Il pop dei giovani operai neri delle fabbriche, che si riversavano in locali di periferia da due soldi, e 45 giri trasmessi sulle radio del pubblico di colore. Le canzoni rhythm & blues erano registrate da piccole etichette indipendenti locali, alcune delle quali sarebbero diventate leggendarie. La più celebre di tutte fu la Chess di Chicago, dei fratelli Leonard e Philip Chess, due immigrati ebrei polacchi di seconda generazione che erano passati dalla gestione dei bar nel south side di Chicago, alla produzione, registrazione e vendita di race records, dischi per il mercato dei neri. La Chess era organizzata in maniera industriale: c’era l’autore dei brani e produttore, come il grande Willie Dixon, un ex pugile professionista. C’erano musicisti di sala per le sedute di registrazione, come lo stesso Dixon al contrabbasso, Otis Spann al piano e Maurice White alla batteria. C’era una minuscola sala d’incisione di proprietà (al 2120 di South Michigan Avenue) per non dover ricorrere all’affitto di uno studio esterno. C’erano gli interpreti, Muddy Waters, Little Walter, Howlin’ Wolf, e persino una ragazza, Etta James.
Sulla east coast, la più importante etichetta indipendente di rhythm & blues era la Atlantic Records di New York, di Ahmet Ertegün, un immigrato turco, mentre a Memphis nel Tennessee un piccolo produttore discografico locale, Sam Phillips, fondava la Sun Records. Era stato quel Sam Phillips a registrare nel 1951 la canzone che passò alla storia come il primo disco di rock’n’roll: Rocket 88, stampato dalla Chess Records e attribuito a Jackie Brenston and his Delta Cats, che era il sassofonista dei Kings of Rhythm di un diciannovenne Ike Turner.
Mentre le etichette tradizionali americane di musica leggera, come la Columbia e la RCA, si trovavano ad affrontare una crisi di vendite, le etichette indipendenti, gestite per lo più da ebrei e stranieri, che come tali non si facevano problemi di razzismo, prosperavano.
I giovani bianchi non acquistavano i dischi di musica per neri, quasi per tabù culturale, tanto che ci si riferiva ad essi come race records. Erano eccitati dalla nuova musica, ma sembravano vergognarsi di ascoltare artisti neri. Era la scena dei cats, i primi rocker in t-shirt bianca e jeans arrotolati, ispirati a modelli cinematografici come Marlon Brando e James Dean.
Fu Sam Phillips a pronunciare la frase: “Se trovo un cantante bianco con la voce da nero, faccio un miliardo di dollari”. 
Sarebbe stato il rock’n’roll a trasformare gli anni bui negli happy days.

1. Il Rock’n’roll
Elvis
Rock Around The Clock 
Bo Diddley
Sun Records
Johnny B. Goode
Tutti Frutti
The Night That Music Died

2. Happy Days
American Graffiti
Only The Lonely 
Wall Of Sound 
Surfin’ USA

3. Sweet Soul Music
Soul
Tamla
Stax

4. Bob Dylan
Greenwich Village
Blowin’ In The Wind
On The Road
It’s All Over Now
Like A Rolling Stone
Stage Fright
Knockin’ On Heaven’s Door 
Rolling Thunder Revue
Oh Mercy
Never Ending Tour

5. Songwriter
Simon & Garfunkel 
Tim Hardin
Leonard Cohen

6. Swinging London
Beatles
Rolling Stones
dopo i Beatles

7. British Invasion
Cronologia 
Who
Animals
Yardbirds 
Kinks
Mod 
Bluesbreakers 
Fleetwood Mac 
Byrds
        
8. Summer of Love
L’estate dell’amore
UFO Club e Londra Psichedelica 
Haight-Ashbury e San Francisco 
Jefferson Airplane
Grateful Dead
Santana
La città degli angeli
The End

9. La musica si fa totale
Trinity
Nice
Jethro Tull

10. New York
Velvet Underground

11. Festival
Monterey Pop
Woodstock Music & Art Fair 
Isola di Wight
Altamont Free Concert 
Bath, Glastonbury ed i festival inglesi
Festival Express
Summer Jam at Watkins Glen 
Concerto per il Bangladesh 
The Last Waltz
No Nukes

12. Americana
The Band
Eric Clapton
Allman Brothers Band
Van Morrison
Creedence Clearwater Revival 
Neil Young

13. Rock duro
Wild Thing
Detroit Michigan 
Bob Seger
Super Session
J Geils Band

14. Electric Folk
il folk inglese 
Fairport Convention 
Nick Drake

15. Cosmic America
Geografia americana
Gram Parsons
Townes Van Zandt 

16. Le donne del rock
Summertime
Ring Of Fire
Baby I Love You
We Shall Overcome 
You’ve Got A Friend 
Season Of The Witch 
Easy Money 
Somebody To Love 
Acid Queen
Blue
Love Is A Rose 
Black Woman

17. Avanguardia
Frank Zappa
Captain Beefheart 
Todd Rundgren

18. Progressive
Pink Floyd
King Crimson
The Famous Charisma Label
il Gigante Gentile
The Lamb Lies Down On Broadway 
Yes
Tubular Bells

19. I racconti di Canterbury
Soft Machine
Caravan
Kevin Ayers
Gong
Matching Mole
Robert Wyatt
Centipede
Hatfield and the North
Henry Cow
Steve Hillage

20. Le porte del Cosmo
Can
Tangerine Dream
Hippie
Kraftwerk

21. A qualcuno piace Fusion
Jazz Rock
Weather Report
Soft Machine
Stomu Yamash'ta

22. Rock italiano
La canzone del sole 
Cantautori
La musica ribelle 
La luna nuova


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