Graziano Romani Soul Crusader Again - the songs of Bruce Springsteen


Iniziavano gli anni novanta e sullo stereo della mia auto a diesel girava a ripetizione la cassetta color beige di un disco in inglese, No Sad Goodbyes, opera di una band italiana, i Rocking Chairs. Erano gli anni di Bruce Springsteen, e con quelle canzoni la via Emilia diventava la Route 66, la Val Trebbia si trasformava nel Laurel Canyon e la mia città stava nel New Jersey. Erano canzoni che evocavano tutto quello che è stato il nostro mondo.
Romani ho continuato a seguirlo in quel bel disco di cover con il supergruppo dei Megajam 5, e poi nella sua carriera solista, da Storie della Via Emilia a Between Trains e Soul Crusader, dischi di cover varie e di cover del Boss.
Soul Crusader Again mi riporta a quei giorni e a quelle emozioni. Lo Springsteen guru che seguivamo con passione ed ingenuità. Le cover sono belle, intense, vissute e gli arrangiamenti sono essenziali, nudi ed energici, in stile Darkness On The Edge Of Town, per capirci, con gli assolo di armonica. L’esecuzione di Graziano ricca di cuore e di anima, come sempre.
I miei pezzi preferiti sono quelle più oscuri, meno sentiti, come The Long Goodbye (il mio preferito), Protection (che il Boss cantò in duetto con Donna Summer), e quelle tratte dai dischi di Gary US Bonds: Hold On, Club Soul City, Love’s On The Line. Ancora, la bella oscura Man At The Top, e la reinventata Lift Me Up, liberata del falsetto dell'originale. Ed è un bel viaggiare a ritroso, nella nostalgia dei nostri giorni verdi, quando eravamo giovani e forti e ingenui e ottimisti e correvamo against the wind…

Mi ci sono fatto di nuovo una cassetta (ok, l'ho messo sull'iPod) e l'ho messa in auto, per guidare verso l'orizzonte in questa estate afosa. Ed è una bella coincidenza che sia uscito assieme al ritorno di Little Steven. Due fratelli di sangue.

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