Little Steven Soulfire: il fuoco dell'anima


Quella di Little Steven, caro alla mia generazione anche con il nome di Miami Steve Van Zandt, è stata una vita da gregario.
Dotato di un leggendario orecchio musicale che ha fatto di lui un arrangiatore naturale e uno dei migliori chitarristi della scena del Jersey Shore, fratello di sangue di Springsteen fin dai primi giorni, è stato la spalla del miglior Southside Johnny (e la mente dei suoi Asbury Jukes), la spalla di Bruce nella E Street Band, brevemente un solista durante gli anni ottanta con un unico hit (Bitter Fruit in coppia con Ruben Blades), attore caratterista alla TV, e anche produttore dal buon tocco, per esempio con Gary US Bonds e Darlene Love.
Al momento di tirare il bilancio di una vita spesa sui palcoscenici, al contrario di molti musicisti che si sono raccontati in biografie più o meno riuscite (spesso meno), Steve lo fa con un 33 giri, il lavoro che vuole essere il riassunto ed il greatest hits di una vita.  I prodromi di Soulfire erano presenti nella bella produzione di Introducing Darlene Love, un disco del 2015 tanto anacronistico quanto godibile.
Per tutti questi motivi, non ultima l’età di Steve, Soulfire è un disco nostalgico ed al tempo stesso magnifico.
È il disco che fa propria la missione di riassumere un intero genere musicale, quello del Jersey Soul, la musica che gruppi di belle speranze suonavano nei tanti locali dell’east coast ispirandosi alla musica americana che precedette la British Invasion: Phil Spector, Stax e Motown, Chubby Checker, Gary Bonds, Del Shannon, Mitch Ryder, Roy Orbison e compagnia.
E lo fa nel migliore dei modi. Tutto sopra le righe, dando fondo  al wall of sound di Spector ed alle big band di fiati del Jersey, leggi Asbury Jukes. Un disco dove il racconto del passato fornisce la benzina di un suono che strabocca di ritmo, energia e passione. Un disco che, al pari di un cristallo, proietta sull’ascoltatore l’arcobaleno dei colori del blues, del soul, dei fiati, delle ballate. Un disco che richiama le atmosfere dei Jukes, dei Disciples Of Soul di Men Without Women come di Voice Of America, di Dedication e On The Line, ma anche il funky di Sun City e non risparmia il big drum sound degli anni ottanta, caro a Steve, avvolto in una copertina psichedelica fuori tema che vuole simboleggiare il fuoco dell’anima.

Il sublime riassunto di una musica che ha costituito la colonna sonora dei nostri vent’anni, che ci ha fatto sognare, danzare e sudare. La musica che usciva dalle nostre autoradio, dipingendo la via Emilia di Route 66.
Un disco della nostra anima, uscito in questi giorni avari, quando non ci contavamo più.
Un disco che mi sarebbe un gran colpo se finisse al primo posto della classifica di Billboard.

firmato: “Miami” Blue Bottazzi 


  1. Soulfire
  2. I’m Coming Back (originally on Southside Johnny and The Asbury Jukes 1991 LP, BETTER DAYS)
  3. The Blues Is My Business (written by Kevin Bowe and Todd Cerney, recorded by Etta James in 2003)
  4. I Saw The Light
  5. Some Things Just Don’t Change (originally found on Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1977 LP, THIS TIME IT’S FOR REAL)
  6. Love On The Wrong Side of Town (co-written with Bruce Springsteen and originally found on Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1977 LP, THIS TIME IT’S FOR REAL
  7. The City Weeps Tonight
  8. Down and Out in New York City (written by Bodie Chandler and Barry De Vorzon and originally recorded on James Brown’s 1973 Black Caesar soundtrack)
  9. Standing in the Line of Fire (co-written with Gary U.S. Bonds and (L.) Anderson and originally found on Gary U.S. Bonds’ 1984 STANDING IN THE LINE OF FIRE)
  10. Saint Valentine’s Day (originally found on The Cocktail Slippers’ 2009 LP, SAINT VALENTINE’S DAY MASSACRE)
  11. I Don’t Want To Go Home (originally found on Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1976 debut LP, I DON’T WANT TO GO HOME)
  12. Ride The Night Away (co-written with Steve Jordan and originally found on Jimmy Barnes’ 1985 LP, FOR THE WORKING CLASS MAN; later recorded for Southside Johnny and The Asbury Jukes’ 1991 LP, BETTER DAYS)


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