giovedì 29 ottobre 2015

Ron Wood


Anche se Ron è la chitarra solista (o non sarebbe forse più appropriato definirlo la seconda chitarra?) dei Rolling Stones da ormai quarant'anni, quando si fa il suo nome viene più naturale associarlo ad un'altra rock'n'roll band londinese, di breve durata ma di fama imperitura, i Faces. La spiegazione sta probabilmente nel fatto che gli Stones di Wood sono in realtà da decenni la tribute band di quella che fu la più grande rock band al mondo. Ron è un ottimo chitarrista, ma il suo talento è offuscato da un carattere di basso profilo per eccellenza; presente in ogni momento topico della nostra musica, non ha mai sgomitato per le luci della ribalta. Mick ha detto di lui: "Ron ha la capacità di concentrazione di una formica". Simile persino fisicamente a Keith Richards, è da sempre un suo ottimo amico, forse anche perché non si è mai sognato di pestargli i piedi.
Come Richards disse una volta: "Quando era nel gruppo Mick (Taylor) io suonavo solo la chitarra ritmica; con Ron posso suonare ogni parte". 



Ron Wood è sulla scena dall'inizio della scena beat, in piena Swinging London. Schierato Mod, suonava in un gruppo R&B che portava il nome di Birds. Quando il chitarrista Jeff Beck lasciò un altro gruppo di uccellacci, gli Yardbirds, quel gruppo seminale si divise in due tronconi, due supergruppi ricchi di buone speranze. Uno furono i Led Zeppelin, con Jimmy Page alla chitarra, destinati a diventare il gruppo inglese più popolare dopo lo scioglimento dei Beatles. L'altro il Jeff Beck Group, a cui furono invitati a partecipare il cantante Rod Stewart (un gran vocalist, che qualche anno dopo la rivista Rolling Stone avrebbe definito il talento più sprecato del rock) ed il batterista Ainsley Dunbar. Ron Wood fu ingaggiato come chitarra ritmica, ma finì per suonare il basso. Tanto che nel tempo libero suonava il suo vero strumento nel gruppo mod dei Creation.
Le affinità fra i due supergruppi erano tali che il brano Becks Bolero del primo album del Jeff Beck Group porta la firma di Jimmy Page. Una sola delle due band trovò però la giusta alchimia sonora, ed il Jeff Beck Group non raggiunse mai il grande successo. Rod Stewart decise di registrare un suo album solista nel 1969, dal titolo An Old Raincoat Won't Ever Let You Down. Partecipavano Ron e il tastierista Ian "Mac" McLagan, del gruppo mod degli Small Faces, che era restato orfano del cantante Steve Marriott (che li aveva lasciati per fondare gli Humble Pie con Peter Frampton).
Rod e Ron furono invitati nel lineup degli Small Faces. Siccome i ragazzini erano ormai cresciuti, fu lasciato l'aggettivo Small ed il gruppo rimase Faces (anche se il primo disco in America era ancora attribuito al vecchio nome). Rod al microfono, Wood alla chitarra, Kenny Jones alla batteria, Ronnie Lane al basso, McLagan alle tastiere. Furono un gruppo leggendario, sia come immagine (di britannici amiconi, casinisti ed inclini all'abuso di birra), sia come suono, un rock delle chitarre sporco che avrebbe influenzato in futuro persino gruppi americani come i Black Crowes. Nascevano però con un peccato originale che sarebbe loro costato il vero successo; Rod Stewart non rinunciava alla propria carriera solista parallela (persino per una diversa casa discografica), ed i compagni lo accusarono, con una certa fondatezza, di tenere per sé tutte le canzoni più orecchiabili, quelle che sarebbero finite in classifica ed avrebbero fatto di Stewart una star. Le polemiche minarono all'interno la band, che registrò solo dal 1970 al '73. Quando Ronnie Lane, amareggiato, lasciò i Faces, anche Ron Wood cominciò a guardarsi attorno. Anche gli Stones, in quel momento al vertice dell'energia, avevano i loro problemi: il giovane (e straordinario) chitarrista Mick Taylor, che non aveva legato umanamente con gli altri, e specialmente con Richards, lasciò il gruppo. Lo stesso Richards cominciava ad essere distratto dall'abuso di eroina.
Ron era già da tempo vicino a Richards e Jagger. La canzone It's Only Rock'n'roll (But I Like It) degli Stones, sull'album omonimo, era stata registrata a casa di Wood, da Jagger con Wood, Bowie e Kenney Jones; anche se attribuita come tradizione a Jagger & Richards, era in realtà composta da Jagger e Wood. Nelle registrazioni del suo album solista, I've Got My Own Album to Do, avevano partecipato Jagger, Richards, Bowie oltre ai membri dei Faces.
Quando gli Stones registrarono l'album Black & Blue erano senza chitarra solista; il ruolo fu svolto da Richards e da una serie di ospiti: Harvey Mandel (dei Canned Heat e John Mayall), Wayne Perkins (musicista di studio dei Muscle Shoals in Alabama) e Ron Wood. Ad uno di essi sarebbe dovuto toccare il ruolo di nuovo chitarrista solista della band; fu scelto Wood perché inglese, ed amico di sempre. Come dimostrano le registrazioni dei concerti, il suo affiatamento fu molto buono. Se Mick Taylor era il virtuoso della solista, Wood era piuttosto il doppio di Richards. Sia l'album Some Girls del 1978, che il relativo tour, andarono alla grande, grazie anche al ritorno "di testa" di Richards, ripulito dalle droghe.
Mano a mano che gli Stones appassivano dal punto di vista creativo, aumentava lo spazio per le prove soliste - mai troppo premiate dalle classifiche. Se i più popolari furono i dischi leggeri di Jagger, i migliori sarebbero stati quelli di Keith Richards con la sua band, gli X-Pensive Winos. Ma se la devono giocare alla pari con almeno un paio di lavori di Ron Wood (non di più, ma insomma, la capacità di concentrazione era quella...).
Va aggiunto che il celebrato Mick Taylor dopo gli Stones non fu più in grado di registrare nulla di decente.


Sull'onda del successo di Some Girls, Wood registrò il suo album migliore, Gimme Some Neck, con un accompagnamento di all star, fra cui Jagger e Richards, Mick Fleetwood, Charlie Watts e Jim Keltner, Mick Taylor, McLaglan e Bobby Keys. Con una cover dell'inedita Seven Days di Bob Dylan, ed un buon numero di belle canzoni come We All Get Old, , F.U.C. Her, Lost and Lonely, Ron mise assieme quello che potrebbe essere considerato il miglior album degli Stones da allora, con richiami anche del suono dei Faces. Per il tour dell'album mise assieme un gruppo che battezzò New Barbarians, di cui fece parte occasionalmente anche l'amico Keith Richards, anche perché la band suonò ad Ontario nel Canada in supporto agli Stones per quei concerti benefici che il giudice aveva disposto come pena nel famoso processo per possesso di eroina intentato a Richards stesso. Del repertorio facevano parte Sweet Little Rock N Roller (Chuck Berry), Love In Vain (Robert Johnson), Honky Tonk Women e Jumpin' Jack Flash.

Nel resto della produzione solista di Wood figura anche un Live At The Ritz (non straordinario) assieme a Bo Diddley, ed un altro ottimo album, I Feel Like Playing, con una copertina dipinta dallo stesso Wood (che è un pittore dilettante), che contiene una magnifica ballata dal lungo titolo: Why You Wanna Go And Do A Thing Like That For. Una canzone che da sola basterebbe a illuminare la carriera del buon vecchio Ron Wood.
Che altro dire, se non che quando nei concerti degli Stones si vedono Keith e Ron guardarsi negli occhi sorridendo mentre suonano la chitarra, come si fa a non amarli?