mercoledì 11 febbraio 2015

The Waterboys Modern Blues


Ho cominciato ad acquistare dischi nel 1974, quando il rock’n’roll era rappresentato da Aladdin Sane di David Bowie, Goodbye Yellow Brick Road di Elton John, Transformer di Lou Reed, It’s Only Rock’n’roll degli Stones. Un genere che è entrata a far parte del mio DNA.
Questo Modern Blues potrebbe tranquillamente essere un disco di quell’anno, come pure dei Mott The Hoople, di Ian Hunter, o dei David Johansen e Garland Jeffreys degli anni ottanta, fino a Peter Wolf.
R.O.C.K. insomma. Come potrebbe non esaltarmi?
Con tutto che i Waterboys, gruppo pan-britannico, sono in giro da 31 anni, quasi 32, ma sono noti soprattutto per il disco del 1988, quel bel Fisherman’s Blues, completamente diverso da questo Modern Blues, in cui facevano il verso al Bob Dylan di Desire. Un gruppo eclettico, anche perché sono soprattutto il gruppo del cantante Mike Scott, attorno a cui hanno girato letteralmente dozzine di altri musicisti.

Destinies Entwined sa del Bowie heavy di Aladdin Sane, con tanto di accompagnamento di fiati.
November Tale è un soul Motown con tanto di violini.
Still A Freak è Suffragette City o Saturday Night Allright For Fighting.
I Can See Elvis una ballata metropolitana alla Garland Jeffreys o Jim Carroll.
The Girl Who Slept for Scotland? Vorrei dire Lou Reed, in realtà più Prefab Sprout.
Rosalind, beh, Bowie. Con un organo da Ian McLagan (Faces, ça va sans dire).
Beautiful Now è più anni ottanta.
Nearest Thing To Hip, il Van Morrison di Wavelenght, con tanto di sezione fiati.

“...da uno stereo gracchiante uscivano i fantasmi di Sun Ra, Charlie Parker, Miles e Coltrane...”

Insomma, un disco rock della madonna. E ancora non vi ho detto del torrido, incredibile rock conclusivo di Long Strange Gloden Road, una maratona di 10 minuti.
L’unica cosa che stona è la copertina folk rock da Fairport Convention, che non testimonia il rock dei solchi. Perché non una cabina del telefono rosso inglese?

Sarebbe stato un gran disco anche nel 1974, come nel 1980.
Modern Blues è il mio genere di disco, e Mike Scott il mio nuovo eroe.