martedì 29 luglio 2014

Tom Petty and the Heartbreakers > Hypnotic Eye


Erano anni che un nuovo disco di Tom Petty & The Heartbreakers non smuoveva tanta aspettativa. D'altra parte un poco alla volta la band della Florida aveva smesso di correre e si era ricoverata su un binario morto. Poi il tuffo nelle radici con il side project dei Mudcrutch (il gruppo che all'inizio degli anni settanta aveva dato origine agli Spezzacuori) e il magnifico Mojo hanno rimesso il locomotore americano in carreggiata. Ripresi i tour mondiali (si sono visti anche in Italia per uno show memorabile) gli Heartbreakers hanno reclamato il loro meritato posto nel poker di "ultime grandi band", con gli Stones, Crazy Horse, zio Bob, il Macca e pochi altri, quelli del pubblico dei grandi eventi. Per cui eccolo qui, annunciato e svelato con uno strip tease mediatico, oggi è il giorno dell'uscita nei negozi del nuovo Tom Petty & The Heartbreakers.
Da un pezzo Petty non corre più con il pieno di benzina nel serbatoio, ed è naturale: anche lui ha passato i sessanta e di dischi ne ha già registrati parecchi. Nel live show si è reso conto che Mike Campbell raccoglie un bel po' di applausi, e volentieri si è fatto a lato del palco per lasciargli spazio al timone. Anche Mike se ne è accorto, ed ha iniziato ad appesantire la mano sulle corde, in una metamorfosi verso il Jimmy Page del nuovo millennio. Nel gruppo non ci sono più da un pezzo Howie Epstein, immolato come troppi all'eroina, e Stan Lynch, ritirato a vita privata, ma c'è ancora il grande Benmont Tench alle tastiere, che a giudicare dal recente album solista, soffuso, delicato, bucolico, evocativo, (fragile), è in piena forma. Ma si sa che fra lui e Tom c'è un po' di quella frizione che si forma fra i talenti, e così non è lui il nuovo luogotenente che affianca il capitano stanco.
Al primo annuncio Tom aveva parlato di un ritorno al rock di Damn The Torpedoes (magari!), poi Rolling Stone aveva parlato del suono dei due album d'esordio. A conti fatti Hypnotic Eye è più dalle parti di Long After Dark e di The Last DJ, dischi dal suono radiofonico. D'altra parte lo splendido Mojo, un capolavoro jam psichedelico da anni settanta, aveva acceso poco la fantasia dei fan, molti dei quali forse preferirebbero che gli Heartbreakers appiccicassero il loro logo ad un disco di Eagles o America.
La produzione è pesante, ed il suono è carico, saturo, monocromatico. La ritmica è quella di un metronomo, senza lavorar troppo di fino né di fantasia, come nei blockbuster degli anni ottanta, ed il suono è potente ma piatto, senza profondità, del tipo che suona bene anche nelle cuffiette e sui computer. Poco Benmont Tench, niente The Band, niente Americana, ma chitarre elettriche e rock picchiato. Ma a dispetto (o in virtù) di queste premesse le canzoni non sono affatto male. Non l'anonimo singolo American Dream Plan B, ma Sins Of My Youth, la lunga Shadow People, la picchiata Power Drunk. Forgotten Man ricorda persino a Steve Ferrone i suoi doveri di batterista. Fault Lines e You Het Me High pestano come un Led Zeppelin di Physical Graffiti. Ad ascoltarlo in auto c'è pericolo di infrangere il codice stradale. Full Grown Boy è un omaggio a JJ Cale, compagno di etichetta degli esordi e "vicino" di casa.

A conti fatti Hypnotic Eye è un credibile e accattivante nuovo disco di Tom Petty (o Mike Campbell?) & The Heartbreakers, soprattutto in tempi in cui i dischi non sono più registrati per vendere a milionate ma solo per sponsorizzare i ricchi tour: non per niente in America verrà dato in omaggio con il biglietto del concerto.
Che poi alla fine il rock & roll è questo: musica per la gente, per le radio, per gli stadi. Sono le radio e gli stadi ad essere  andati a male, non gli Heartbreakers.
Petty può esserne soddisfatto, anche perché in fondo credo che il suo cuore non sia più nelle arene e negli spezzacuori: non vede l'ora di registrare di nuovo con i Mudcrutch e poter tornare a suonare con loro in palestre scolastiche e club anonimi, per divertirsi e non dover dimostrare nulla a nessuno. È la stessa cosa che succede a Chris Robinson, che appena può preferisci l'anonimato dei Brotherhood allo stardom dei Black Crowes.

Blue Bottazzi



“Ciao ciao intellettuali sessantenni. Il rock & roll è canzoni, è riff di chitarre, è ballare, è picchiare di batteria. Se non vi piace il suono di Hypnotic Eye, aveste avuto all'epoca l'età di oggi non vi sarebbero piaciuti neanche i Led Zeppelin e i Mott The Hoople. Questo è rock & roll teso e senza compromessi, e chi se ne frega dei distinguo, delle evocazioni e dei confronti. 
Un bel disco da suonare in auto, da suonare alla radio e da suonare in concerto. Un disco per chi ha voglia di divertirsi”. 

Silver Surfer


P.S.: in realtà anche proseguendo negli ascolti Hypnotic Eye non decolla. È un disco senza swing, faticoso, affaticato, non spontaneo. È nella discografia della band in qualche modo un episodio simile a The Last DJ. Come in quel precedente i testi sono intelligenti, di protesta, ma le canzoni non prendono e soprattutto la produzione e la sezione ritmica inseguono un suono mainstream forse negli anni ottanta, ma che non funziona. Magari in USA va in classifica, ma fra un anno nessuno se lo ricorderà più.


riassunto delle puntate precedenti:

Tom Petty & the Heartbreakers (9 nov 1976, Shelter) ☆☆☆☆☆
esordio esplosivo
Official Live ‘Leg (Apr 1977, Shelter, promo) ☆☆☆☆
4 canzoni
You’re Gonna Get It (2 may 1978, Shelter) ☆☆☆
realizzato in fretta 
Damn The Torpedoes (19 oct 1979, Backstreets MCA) ☆☆☆☆☆!
perfetto
Hard Promises (5 may 1981, Backstreets MCA) ☆☆☆☆
rallentato 
Long After Dark (2 nov 1982, Backstreet MCA) ☆☆☆
elettronico in stile anni ottanta
Southern Accent (26 mar 1985, MCA) ☆☆☆☆
sarebbe splendido, ma sono due dischi separati che non si mischiano
Pack Up the Plantation: Live! (26 nov 1985, MCA) ☆☆☆☆
ottimo nell’edizione doppia in CD
Let Me Up (I’ve Had Enough) (21 apr 1987, MCA) ☆☆☆ ½
belle le due canzoni all’inizio delle facciate
Traveling Wilburys Vol. 1 (18 oct 1988, Warner Bros) ☆☆☆☆ ½
mitico
Full Moon Fever (Tom Petty solo, 29 apr 1989, MCA) ☆☆☆☆☆!
perfetto
Traveling Wilburys Vol. 3 (29 oct 1990, Warner Bros) ☆☆☆☆
Into the Great Wide Open (2 jul 1991, MCA) ☆☆☆☆
molto bello

Greatest Hits (16 nov 1993, MCA)
contiene Mary Jane Last Dance 
Playback (6 CD, 20 nov 1995, MCA)

Wildflowers (solo, 1 nov 1994, Warner Bros) ☆☆☆☆
statico e lungo, ma gli highlights sono ottimi
"She's the One" (6 aug 1996, Warner Bros) ☆☆☆☆
breve e delicato, ma con alcune splendide canzoni
Echo (13 apr 1999, Warner Bros) ☆☆☆
bassa pressione
The Last DJ (8 oct 2002, Warner Bros) ☆☆
rock elettrico ma poco ispirato
Highway Companion (solo, 25 jul 2006, Warner Bros) ☆☆☆
alla fine di bello c’è la prima canzone

Mudcrutch (29 apr 2008, Reprise) ☆☆☆
Mudcrutch Live (EP, 11 nov 2008, Reprise) ☆☆☆
divertenti

The Live Anthology (5 CD, 23 nov 2009, Reprise) ☆☆☆☆
splendide canzoni, inevitabilmente manca il groove
Mojo (11 jun 2010, Reprise) ☆☆☆☆☆
leggendaria cavalcata psichedelica
Mojo Tour 2010 (14 dec 2010)

Hypnotic Eye (29 luglio 2014) ☆☆☆
orecchiabile