martedì 10 giugno 2014

The DMBook


La Dave Matthews Band è una delle più notevoli realtà della musica rock dagli anni novanta ad oggi. Se in America è un gruppo decisamente mainstream, abituato ad esordire con i propri album al primo posto della classifica, e gratificato dai tour più affollati di pubblico, in Europa (ed anche in Italia) è più un gruppo di culto, nel cuore di uno zoccolo duro di fan che lo adora incondizionatamente. Il motivo di questa differenza sta nel fatto che la DMB ha portato nella musica rock un diverso modello di business, non basato sui canali delle major discografiche, ma su una autoproduzione e autopromozione, sostenuta principalmente dal passa parola dei fan, come per altre band come Phish e Blues Traveler. Dal momento che la DMB si muove in tour perenne, per centinaia di date all'anno, soprattutto in USA, la spiegazione è presto data. Perciò a maggior ragione colpisce che una delle prime biografie in assoluto della band, e di certo una delle più complete, sia opera di un'autrice italiana e che sia stampata prima in Italia che nei paesi di lingua inglese, dove pure è già prevista la traduzione.
The DMBook è un tomo di 330 pagine ricco fino al completismo, colmo di ogni informazione abbiamo mai potuto sperare di trovare sul gruppo, scritto in modo accattivante con professionalità e confidenza. Quella che si dice una lettura avvincente. Si parte dall'infanzia dei musicisti e si arriva ad ogni informazione di prima mano dei giorni nostri.
Il libro ha in qualche modo una sua ufficialità ed è stato favorito e autorizzato dal gruppo, tanto che se un'osservazione si può fare è che Corsina Andriano ha un'approccio più da fan che critico, il che non è una sorpresa se si considera che è anche presidente di Con-Fusion, il fan club italiano della DMB, attivamente coinvolto nella promozione e nell'organizzazione degli eventi.
Il DMBook è una fonte preziosa di informazioni, al punto di dare talora per scontata una conoscenza del gruppo e delle sue canzoni che non tutti i lettori posseggono, rendendolo forse più mirato al die-hard fan che all'appassionato di musica, che rischia talora di perdere il filo della storia.
Quello che è certo è che The DMBook è un libro di cui si sentiva la mancanza.