mercoledì 25 giugno 2014

Mary Gauthier > Trouble and Love


Non ho dubbi che Mary Gauthier sia la mia cantante preferita degli anni duemila; per qualità della voce a pari merito con Margo Timmins dei Cowboy Junkies, ma insomma la Maria è una cantautrice ed una cantastorie di prim'ordine. Anche se in Italia non è famosa come i Rolling Stones, ha già realizzato tutti i propri capolavori (Drag Queens in Limousines, Filth and Fire, Mercy Now) che nel mio cuore tengo nella stessa stanza dei dischi di Tom Waits per la Asylum records. Quello che voglio dire è: visto che il suo stile è decisamente caratterizzato (sangue e dolore in ballate folk acustiche appena tinte di Louisiana) quando esce un nuovo disco è difficile pensare che possa aggiungere qualcosa. Poi ascolti il nuovo disco e capisci che ti piace semplicemente perché ci nuove canzoni, nuove storie, nuove ballate, di quelle che piacciono a te.
Chiuso con il precedente The Foundling il tema ricorrente del dolore di essere cresciuta orfana, Trouble & Love ci racconta dei supplizi dell'amore e non amore, anche in questo da un'ottica personale, come nella When A Woman Goes Cold dell'apertura, dove una donna canta di una donna, in coerenza con le pulsioni erotiche di Mary.
False From True è una ballata immobile abbellita da un contrabbasso suonato con l'archetto, dove Mary si lamenta: "amare te mi ha lasciato ammaccata e triste, non distinguo la verità dalla menzogna..."
Oh Soul è resa più vivace dal contrappunto di cori gospel, che danno un colore blues alla ballata.
Worthy ha una bella slide, che chissà perché mi fa pensare agli Stones di Exile.
Al contrario di quanto accade di solito, il disco cresce canzone dopo canzone (otto, bene a fuoco) verso un gran finale, come succede nei concerti. Autoprodotto, rinuncia come negli ultimi dischi (da quello prodotto da Joe Henry in avanti) ai delicati tocchi country dell'arrangiamento; io non sono un fan della musica dei cowboy, ma devo dire che ci stavano bene, un po' come nelle ballate di Townes Van Zandt.
Immobile e addolorato proprio come un disco del grande texano, Mary Gauthier in Trouble & Love richiama di più un altro gigantesco cantautore americano, Neil Young. Walking Each Other Home potrebbe uscire da uno dei dischi della trilogia del dolore del canadese. How You Learn To Live Alone (come si impara a vivere soli) è straziante e dolcissima e vale tutto quanto il disco.
Another Train chiude come una cavalcata alla On The Beach, un lungo brano lancinante che trabocca di poesia, sul muoversi su un "altro treno".