sabato 18 gennaio 2014

Pauline Butcher La mia vita con Frank Zappa


Ho appena finito di divorare FREAK OUT la mia vita con Frank Zappa, il libro di memorie di Pauline Butcher, la sua segretaria inglese dal 1967 all'inizio degli anni settanta.
Pauline non era un'appassionata di musica, non era una groupie, aveva gusti piuttosto borghesi però era (è) dotata di una viva intelligenza, di una apertura mentale e di diari accurati, tre caratteristiche che l'hanno messa in grado di realizzare una testimonianza molto lucida, molto accurata e, sono sicuro, molto obiettiva, di fatti di cui abbiamo sempre avuto informazioni di seconda mano, il periodo delle Mothers originali, la grande casa di Zappa a Laurel Canyon, e la scena musicale di Hollywood di quegli anni vivaci.
Una testimonianza che mi ha affascinato e mi ha aiutato a mettere a fuoco dettagli di situazioni di Zappa e della scena musicale che credevo di conoscere e soprattutto di aver infilato al posto giusto molti pezzi del puzzle. Mi spiace solo di aver già dato alle stampe il capitolo di Zappa sulla mia storia del rock, viceversa avrei approfittato a larghe mani dei racconti di Pauline.
Un'osservazione a margine: gli anni sessanta furono quelli della liberazione sessuale, ma questi diari mettono in bella evidenza come anche quello del rock fosse un mondo profondamente maschilista, dove la donna era subalterna all'uomo ed il suo ruolo potesse andare poco oltre alla groupie, la segretaria ed il riposo del guerriero.
Non a caso Pauline sottolinea esplicitamente come Zappa ritenesse che un mondo migliore potesse nascere dalla liberazione sessuale dell'umanità, ma di come ritenesse evidentemente che questa rivoluzione non dovesse riguardare la moglie (e suppongo la madre e la sorella).
Una lettura per tutti quelli che come me amano mettere a fuoco un periodo ed una cultura irripetibili, quelli della scena della musica rock.
Tradotto molto bene da Paolo Bassotti, regalato da Eleonora.