lunedì 6 gennaio 2014

la befana porta i preferiti di BEAT del 2013

Sul podio: 

(1) David Bowie: The Next Day 
Lo davamo tutti per ritirato per sempre, ma soprattutto lo davamo per ritirato al momento giusto (o poco dopo), cioè quando aveva ormai dato tutto quanto aveva da dare. Invece i 10 anni lontani delle scene gli sono stati preziosi per ricaricare le pile e soprattutto trovare argomenti. The Next Day è il suo Blonde On Blonde, il suo doppio LP capolavoro. Ispirato alle sonorità di Low ed Heroes, minimaliste, essenziali, elettroniche, industriali, è più sviluppato, ricco e complesso dei due dischi degli anni '70.

(2) Todd Rundgren: State 
Un altro artista d'avanguardia degli anni settanta tornato dall'oblio. Questo è americano: il Mozart di Philadelphia. Per il suo ritorno si è fatto prestare un po' di CD dal figlio ed ha realizzato un disco hip-hop. Sotto ci sono sempre le sue belle canzoni, è la veste ad essere nuova ed accattivante.

(3) Gov't Mule: Shout!
L'ultima delle grandi band degli nani settanta (sì, lo so che si sono formati dei '90). Hanno le canzoni, gli arrangiamenti, i passaggi strumentali di una volta, quando un disco cresceva ascolto dopo ascolto per poi rimanere per sempre. Shout è uno dei dischi più divertenti della loro collezione assieme a The Deep End (1 & 2), grazie alla felice idea di proporre un disco in proprio ed uno con un cantante ospite del calibro di Dave Matthews, Elvis Costello, Dr.John o Steve Winwood.

La musica Rock non sarà magari più quella che era, ma questi tre sono all'altezza di ogni classico d'annata.

Dischi caldi: 

Carolyne Mas: Across The River
Un grande disco per il ritorno di una stella del firmamento americano. La Mas canta in veste quasi acustica (piano, chitarra e voce) toccanti serenate di NYC, da Broadway allo swing, a cover di Willie Nile, Steve Forbert e Bruce Springsteen. 

Anders Osborne: Peace
Un grande rock dalle parti della nuova scena psichedelica dei fratelli Robinson dei Black Crowes, di Tom Petty & The Heartbreakers e compagnia, ma anche degli Stones di Exile. Chitarre elettriche e ballate romantiche, ma anche rock moderno senza orpelli.

Un disco che è uno scrigno di grandi canzoni senza un solo filler. Un'isola del tesoro per qualsiasi musicista in cerca di cover, grazie alle canzoni in bilico fra il Village e Nashville, folk deliziosamente orecchiabili, ballate da cowboy e folk irlandesi. C'è sapore di Willie Nile, Forbert, un po' di Elliott Murphy, c'è la California degli anni sessanta, c'è Dylan.

Jacco Gardner: Cabinet Of Curiosities 
Uno dei dischi più divertenti dell'anno: Summer of Love, 1967, Syd Barrett, Turtles, Sgt.Pepper. Canzoni che recitano l'incantesimo dei pensieri felici e trascinano in uno spazio tempo affascinante, in un altrove da questo presente in grigio, in una favola nordica che non avremmo più voglia di lasciare. 

Paper Airplanes: Little Letters 
Affascinante il suono indie inglese di Little Letters, arrivato in zona cesarini tanto che non l'ho ancora recensito, ma seguendo le ferree regole dell'algoritmo del calcolo dei miei dischi preferiti si è piazzato fra Jacco Gardner e il Macca (e con altri ascolti potrebbe anche salire più in alto). La bella voce della cantante porta alla mente la Markéta Irglová che canta If You Want Me nella colonna sonora di Once. Malinconico, inglese ma anche vivace. 

Paul McCartney: New 
Un suono moderno ma con le canzoni di una volta, i cori di Paul e dei Beatles. Un bel riconoscimento per un artista in pista da più di cinquant'anni ed ancora capace di conquistare. Il disco preferito dell'anno di mia figlia, radiofonico come ai tempi in cui alla radio le nuove canzoni che trasmettevano erano belle. 

Hernandez & Sampedro: Happy Island
"...queste canzoni hanno rinnovato in me la sorpresa e la delizia e l’ingenuo entusiasmo e l’evocativa energia di quando da ragazzo ascoltavo per le prime volte i vinili californiani marchiati Reprise o Asylum"
"...neanche i miei sogni più selvaggi potevano prepararmi al suono che esce dal CD Happy Island (Isola Felice) del duo Hernandez & Sampedro. Avete presente Decemberists, R.E.M., Counting Crows?"
La notizia è che H&S non vivono a Seattle ma lungo la via Emilia.  

Segnalati: 

Sono molti i dischi belli che ho avuto la fortuna di ascoltare quest'anno. 

The North Mississippi Allstars (World Boogie Is Coming) non è perfettamente rollingstoniano come il precedente, ma è teso nel tentativo di creare il blues elettrico del nuovo millennio. Irresistibili i 10 minuti di Jumper On The Line e gli 1:27 della cover di My Babe di Willie Dixon. 

Joe Nolan (Tornado) è uno splendido disco di canzoni, cantautorale, magnetico, ammaliato, magico, stregato, immobile e contemporaneo, dalle parti di Cowboy Junkies, Ryan Adams e del Neil Young di On The Beach. E Nolan ha solo 22 anni.

Steve Cradock (Travel Wild Travel Free) è per tutti coloro che amano la psichedelica inglese, di modello Robyn Hitchcock per capirci. 

Un altro ottimo disco inglese è Crimson Red dei Prefab Sprout. Le canzoni sono molto buone e se ci fosse davvero dietro la band e non il solo Paddy McAloon sarebbe uno dei dischi migliori dell'anno. Così invece dopo qualche ascolto sembra di più il demo di uno dei dischi migliori dell'anno. 

Sunday Morning Record di The Band Of Heathens è perfetto per tutti coloro a cui manca la West Coast dei seventies, da Doobie Brothers a Little Feat. 

Tutte le recensioni su questo BEAT. 

i dischi italiani: 

I miei dischi italiani preferiti dell'anno sono i citati Hernandez & Sampedro con il perfetto esordio di Happy Island, il live No Way Back dei Miami & The Groovers, la conferma di Lake Pontchartrain di Cesare Carugi. Una segnalazione speciale per Desmond di Ubba, Lorenzo Semprini (Cowboy), Luca Rovini al suo esordio, Bernardo Lanzetti dal vivo con l'orchestra per gli amanti del prog anni settanta e Sick Love Affair dei Sugar Ray Dogs, italici Loup Garou con l'anima nella Louisiana e nei dischi di Willy DeVille.

Canzone italo americana dell'anno We'll Meet Again Someday di Cesare Carugi. 

Trovate tutte le recensioni su Little Italy


Premio speciale all'antologia: Amarcord di Bocephus King
Concerto dell'anno: Neil Young & Crazy Horse, Black Crowes, Fleetwood Mac 
Miglior film: temo non ci sia. 
Miglior libro: beh, che ve lo dico a fà? 


Una ottima annata il 2013. Riserva.