mercoledì 11 dicembre 2013

Long Playing: una storia del Rock (lato A anni sessanta e dintorni)


È uscito il mio libro, la storia del rock su cui ho lavorato per eoni... Per ora è disponibile solo come ebook ma è prevista anche la stampa su carta, che al momento è ritardata da ostacoli burocratici.
In ogni caso l'ebook si può leggere su Kindle, su iPad, iPhone, Android (credo), Mac e PC Windows. Potreste comprarlo ora che costa davvero poco e leggerlo, e poi riprenderlo per collezione quando esce su carta, così io posso passare dal concessionario ad ordinare una Honda CB Four.

Questo primo volume di quasi 400 pagine si occupa di tutto il periodo classico. Per concisione ho scritto sulla copertina «anni sessanta e dintorni», ma i dintorni sono abbondanti: dal 1954 al 1974, più o meno. Il secondo volume (lato B) si sottotitolerà «il ritorno del Rock».

Ah, mentre scrivo il libro è al primo posto delle vendite di eBook di Amazon della sua categoria, cioè la musica, davanti a Giovanotti, Springsteen, Verdi (Giuseppe) e Pete Townshend.

Vi propongo la quarta di copertina:

Blue Bottazzi
Long Playing, una storia del rock
(lato A: anni sessanta e dintorni)

Elvis e la Sun Records, Chuck Berry e la Chess, gli happy days, Stax e Tamla Motown, Phil Spector, Beach Boys, Bob Dylan e il Village, la British Invasion, Beatles, Stones, Who, Kinks, Yardbyrds, Mayall, Fleetwood Mac, i mod, Summer Of Love, UFO Club, Haight-Ashbury, i festival, Hendrix, Janis Joplin, Velvet Underground e Lou Reed, MC5, Stooges, Bob Seger, Fairport Convention, Nick Drake, Gram Parsons, Townes Van Zandt, Tim Hardin, Leonard Cohen, le donne del rock, Frank Zappa, Progressive, Canterbury, Fusion, Weather Report, il rock italiano…

Il Rock è un genere musicale ma anche una (contro) cultura a tutto tondo. Il rock, che alle orecchie degli adulti suonava incomprensibile, inconcepibile, scomodo, sgradito e molesto, rappresentò un’istanza di libertà, un diverso modo di pensare, di sperare, di sognare per una generazione che si illuse di aver trovato la chiave per cambiare il mondo.
Questa storia è un racconto, o un film del rock, concepito come una sceneggiatura per l’obbiettivo di una cinepresa.

“Le descrizioni di Blue sono quadretti di pura iconografia rock, l’equivalente in caratteri di stampa dei disegni di Guy Peellaert”.

“Ho vissuto la straordinaria parabola creativa del rock e questo libro ne rappresenta la mia fedele testimonianza giurata. Tante sono oggi le inesattezze, le invenzioni e le banalizzazioni che circondano le cronache della musica rock che mi sono sentito in dovere di raccontarvi come è andata davvero, senza compromessi né indulgenze. Tuttalpiù colorando la storia e i suoi protagonisti con la sacrosanta enfasi che si merita. Il rock non è roba per conformisti”.

Ho creato un sito con notizie, spiegazioni, indice e un bel po' di teaser che potete leggere. Si chiama Long Playing.