sabato 21 dicembre 2013

Gram Parsons


Parsons nacque con il  nome di Ingram Cecil Connor III in un giorno di inizio novembre del 1946 in una ricca famiglia della Florida.
La madre, Avis Connor, era la figlia di un magnate dei limoni.
Il padre, Ingram Cecil, a tutti noto come Coon Dog, era stato un asso dell’aviazione americana della II Guerra Mondiale, decorato e reduce di Pearl Harbour. All’epoca della paternità si godeva il congedo, occupandosi di boy scout insegnando ai ragazzi ad usare le armi da fuoco. A detta dei suoi giovani allievi, il suo tratto distintivo erano gli occhi tristi. Gram crebbe felice, giocando con gli amici e dimostrando un talento naturale per il pianoforte. Ma mentre i rapporti fra i suoi genitori andavano deteriorandosi e la madre si appassionava sempre più alla bottiglia e sempre meno ai figli, subì la decisione di essere iscritto alla Bolles School di Jacksonville, una sorta di collegio maschile paramilitare. Per Gram fu solo il primo di una insostenibile sequenza di traumi.
In occasione del Natale dei suoi dodici anni, Coon Dog decise di regalare al figlio Gram il registratore a bobine che aveva a lungo desiderato per poter riascoltare le proprie esibizioni alla chitarra ed al piano. Il padre preparò il regalo con cura: fece il giro degli amici per far loro registrare gli auguri sul nastro magnetico e alla fine aggiunse i suoi personali.
Dopo di che, alla vigilia dell’agognato ritorno per le feste dall’odiato collegio, Coon non potè attendere che fossero passate le feste per spararsi un colpo mortale di revolver alla tempia. Al ritorno a casa, il suicidio del padre fu il regalo che Gram trovò quell’anno sotto l’albero di Natale.
All’inizio dell’anno nuovo nulla gli valse implorare la madre di non essere rispedito a Jacksonville.
Avis si risposò con un uomo dal nome Robert Parsons, e Gram scelse di portare per il resto della vita il suo cognome. Il giorno stesso che Parsons arrivò al diploma che lo liberava dagli odiosi giorni della Bolles School, la madre Avis moriva di cirrosi epatica.

Nel 1956, all’età di diciannove anni, Gram vide Elvis Presley suonare dal vivo, e da quel giorno cercò di assomigliargli. Come cantante di una band chiamata Pacers faceva colpo sulle ragazze muovendosi come lui. La sua band successiva si chiamava The Legends, con un repertorio di Ventures (Walk, Don’t Run), Ray Charles, Four Season e alcune canzoni originali di Gram. C’era una scena vivace in Florida e il lavoro non mancava per i gruppi che suonavano nei night club o negli Youth Center. Pochi anni dopo una di queste band sarebbero stati i Mudcrutch di Tom Petty.
Il passo successivo di Gram fu la scoperta della scena folk del Greenwich Village, che frequentò con il gruppo degli Shilos, un quartetto di due chitarre, un banjo ed un contrabbasso, che aveva un repertorio ispirato ai Kingstone Trio. Il gruppo suonava al Folk City ed al Night Owl e tenne un’audizione persino con Albert Grossman, che non andò bene solo perché il manager scoprì che i ragazzi non erano ancora maggiorenni.
Il 23 agosto 1965 Parsons era allo Shea Stadium di New York al concerto dei Beatles. Fu forse più influenzato dall’ascolto del cantante country Merle Haggard nei pochi mesi che spese come studente ad Harvard, dove scoprì Merle, Buck Owens e George Jones e cominciò a coltivare l’idea che sarebbe potuto diventare un country beatle.

Ad Harvard mise assieme il quintetto beat dei Like, ma nel 1966 a New York creò un gruppo professionale più orientato al country rock che prese il nome di International Submarine Band (in quello stesso anno i Beatles facevano Yellow Submarine).
Il gruppo registrò una cover di Truck Driving Man di Buck Owens e due canzoni di Parsons, Sum Up Broke, sullo stile dei Beatles, e One Day Week. Nell’estate aprirono in Central Park per gli Young Rascals. In mancanza di segni di interesse, nel 1967 cambiarono oceano, spostandosi in cerca del successo a Los Angeles.
A Laurel Canyon Gram si innamorò di Nancy Ross, l’attrice che stava per sposare David Crosby dei Byrds: «Non volevo lasciare David, ma Gram aveva un fascino elegante del sud ed aveva una missione. È stato uno delle non più di cinque persone che ho conosciuto nella mia vita che sapeva esattamente cosa stava cercando».

Firmato il contratto per un’etichetta minore, modificò completamente la formazione degli ISB e con la nuova band iniziò a registrare l’album che si sarebbe intitolato Safe At Home, con cover di Merle Haggard e Johnny Cash (I Still Miss Someone e Folsom Prison Blues), A Satisfied Mind e quattro canzoni di Gram. Il disco non uscì fino al marzo del ’68. Per quella data Gram non faceva più parte del gruppo.
Nel frattempo Nancy gli aveva dato una figlia, Pretty Polly. Gram comprò a Nancy un abito da sposa da 1.000 dollari, ma quando decise poi di non sposarsi, non lo ritirò e non lo pagò neppure. La storia è raccontata nella sua canzone $1.000 Wedding.
A Nancy, Gram avrebbe dedicato anche le promesse di amore e fedeltà eterna di Hot Burrito #1 e #2 sul disco Gilded Palace of Sin.

Nel 1967 non solo David Crosby aveva perso la fidanzata, ma era stato anche licenziato dai Byrds. Gene Clark, che aveva lasciato i Byrds l’anno prima, aveva brevemente provato a tornare a suonare con McGuinn e Hillman, ma senza esito. Gene era un vero genio di cantautore, come avrebbe dimostrato nei suoi album White Light e No Other, ma aveva un problema con la popolarità legata al successo. Chris Hillman era dunque alla ricerca di un rimpiazzo quando a Beverly Hills si imbatté in Parsons. Lo invitò a suonare il piano alle prove, e subito Gram fu assunto, sia pure in un primo momento come session man. Per contratto i Byrds dovevano registrare in fretta un nuovo disco per la Columbia, Gram aveva tutte queste idee sul mix di country e rock che chiamava Cosmic American Music e Hillman aveva un passato di musicista bluegrass e di appassionato di country music. McGuinn si adeguò.
Così furono gettate le basi di Sweetheart Of The Rodeo, passato alla storia come uno dei primi dischi di country rock. I primi pezzi country che Gram portò nei concerti dei Byrds furono la sua Hickory Wind ed A Satisfied Mind. Fu deciso di registrare il disco a Nashville, la patria del country tradizionale, negli stessi studi dove Dylan aveva registrato Blonde On Blonde e John Wesley Harding.
Due brani erano inediti di Dylan tratti dalle registrazioni dei basement con The Band: You Ain’t Going Nowhere e Nothing Was Delivered. Life In Prison era di Merle Haggard, Pretty Boy Floyd di Woody Guthrie, You Don’t Miss Your Water l’arrangiamento country di un brano soul della Stax, in coerenza con la visione musicale globale di Gram. Due brani uscivano dalla penna di Parsons.
Al momento di abbandonare Nashville per completare le registrazioni a Los Angeles, i Byrds decisero di tenere un concerto al Grand Ole Opry, la mecca del country tradizionale di Nashville.
Si tagliarono i capelli e si presentarono davanti ad un pubblico che non solo non aveva nulla a che fare con il rock, ma che lo osteggiava apertamente, almeno quello degli anni sessanta. C’è l’aneddoto che ad un certo punto dello show Gram invece di cantare il brano che era stato annunciato dal presentatore, decise all’ultimo di fare piuttosto Hickory Wind, il che fu preso per un’offesa personale dagli organizzatori. La band fu anche maltrattata in diretta da uno stimato dj radiofonico della città, che criticò l’acetato di You Ain’t Going Nowhere mentre lo mandava in onda alla presenza dei musicisti. Parsons e McGuinn scrissero su di lui Drug Store Truck Drivin’ Man, la stessa canzone che ha Woodstock fu dedicata da Joan Baez al governatore della California Ronald Reagan.
Prima che il disco fosse stampato, i Byrds iniziarono un tour mondiale. Il 2 maggio suonarono al Piper Club di Roma ed il 6 alla Roundhouse di Londra. Ancora il 6 luglio alla Roundhouse ed il 7 alla Royal Albert Hall, dove fra il pubblico erano seduti Paul McCartney, George Harrison, Keith Richards, Mick Jagger e Bill Wyman. Il dopo show rappresentò l’inizio di un’amicizia fra Gram e Keith che assomigliava ad un colpo di fulmine.
Mick e Keith accompagnarono in Rolls Royce i Byrds a vedere Stonehenge, ma fecero l’ultimo tratto camminando con i piedi nel fango.
I Byrds erano sulla strada di un concerto in Sud Africa. Non sapevano nulla di apartheid e si stupirono quando Mick e Keith consigliarono loro di boicottare lo show e rinunciare a quella parte di tour.
Roger e Chris non ne furono impressionati, ma Gram era completamente abbagliato dal carisma dei due Stones. Quando il mattino dopo informò i suoi compagni che non sarebbe partito, McGuinn lo licenziò. Parsons fu felice di rimanere per approfondire la sua conoscenza della scena rock della Swinging London e l’amicizia con Keith. Anche Richards fu conquistato da Gram: lo avrebbe definito il fratello che non aveva mai avuto.
Richards ed Anita seguirono Gram a Los Angeles, in un viaggio che incluse una visita a Joshua Tree. Gram fece amare a Keith il country rock, cosa che portò a grandi canzoni degli Stones. Nella sua biografia, Richards paragona Parsons addirittura a John Lennon nella purezza del loro approccio al songwriting. Aggiunge che le canzoni di Parsons avevano la capacità unica di commuovere le donne, di riuscire a far piangere anche la più dura delle cameriere di Palomino che nella vita le aveva viste tutte. Scrive che ne aveva i piedi zuppi a furia di guadare fra le lacrime.
Purtroppo una affinità fatale fu anche quella per sostanze ricreative come eroina e cocaina. Fra i due pareva essere aperta una scommessa fra chi fosse il più drogato. Purtroppo per lui, Parsons non era fatto della stessa dura scorza di Richards.
Roger McGuinn e Chris Hillman avevano portato i Byrds a suonare in Sud Africa senza Gram, ma si pentirono di essere a Johannesburg quando si trovarono di fronte ad un pubblico forzatamente diviso. Rilasciarono alla stampa locale interviste contro l’apartheid, con il risultato di ricevere insulti e minacce di morte. Ciò nonostante al ritorno in California Roger in post produzione sostituì la sua voce a quella di Gram in tre dei brani del disco in uscita, adducendo problemi contrattuali, che evidentemente non riguardavano le altre tre canzoni in cui la voce del cantante del sud fu conservata. Alla presentazione del disco, la pubblicità della Columbia Records fu: «This Country’s for the Byrds».
Al ritorno a Los Angeles, Hillman lasciò i Byrds per rientrare in contatto con Parsons. I due firmarono per la A&M per un nuovo gruppo che con il nome di Flying Burrito Brothers avrebbe dato un seguito a Sweetheart Of The Rodeo. Si chiusero in una casa nella San Fernando Valley che avrebbero battezzato The Burrito Manor, per scrivere le canzoni del disco dal titolo di The Gilded Palace of Sin (il palazzo dorato del peccato).
La canzone Christine’s Tune è su una groupie, Miss Christine delle GTO’s, la baby sitter di Frank Zappa che appare sulla copertina di Hot Rats. Sin City, la città del peccato, si riferisce ad Hollywood, anche se fu suggerita da un preciso manager in ritardo con i pagamenti. Wheels è una gradassata dedicata ai motociclisti («non abbiamo paura di montare in moto, non abbiamo paura di morire»).
Le due Hot Burrito sono dedicate a Nancy Ross, anche se la storia d’amore era agli sgoccioli. My Uncle e Hippie Boy portavano le tematiche della cultura rock nella country music. Do Right Woman e The Dark End of the Street sono arrangiamenti di due brani soul.
Parsons curò con cura l’immagine della band, scegliendo a Los Angeles gli abbigliamenti da cowboy psichedelici, con giacche e pantaloni ricoperti di disegni floreali, foglie di marijuana o animali, mentre i capelli lunghi erano gli stessi dei rocker che avrebbero influenzato gli outlaws del country a venire.
Il disco vendette molto poco, ma fu seminale per tutta la scena rock a venire, compreso il Dylan di Nashville Skyline, le band di outlaws del Texas e i gruppi californiani di country rock, da Neil Young a Poco, Eagles, Linda Ronstadt e le altre signore del country rock.
L’ex Byrd Michael Clarke fu invitato a unirsi come batterista della band, il futuro eagle Bernie Leadon diventò il nuovo chitarrista mentre Hillman tornava al basso. Il fratello di Leadon, Tom, suonava nei Mudcrutch con Tom Petty, una band influenzata dai Burritos.
Nel ’69 i Flying Burrito Brothers aprirono una serie di show per i nuovi Byrds di Roger McGuinn.

Nell’autunno gli Stones planarono a Los Angeles per mixare Let It Bleed, e Parsons e Richards si ritrovarono. Gram adorava la compagnia degli Stones e la loro vita da star. Facevano cose tipo andare a vedere Elvis Presley in concerto a Las Vegas e partecipare ai party come superstar. Parsons si allontanò in fretta dalla routine degli show della sua band e ricadde nella dipendenza da eroina, oltre che dell’alcool. Cominciò a mancare ai concerti, ad essere meno efficace, e ad essere influenzato nelle sue movenze sul palco da Mick Jagger.
I Burrito furono invitati dagli Stones a suonare al drammatico festival di Altamont, da cui Parsons fuggì in elicottero con Jagger e Richards, lasciando a terra i compagni.
Il nuovo disco, Burrito Deluxe, fu registrato in fretta e furia. Richards aveva passato alla band la nuova Wild Horses, che sarebbe apparsa su Sticky Fingers solo l’anno dopo. Lazy Days era un rock’n’roll già rimasto fuori da Sweetheart dei Byrds. Il disco in generale era di più basso peso specifico del precedente.

Alla corte degli Stones, Gram Parsons conobbe una giovanissima attraente ragazza bionda di buona famiglia e se ne innamorò. Era Gretchen Burrell e sarebbe divenuta sua moglie. Ispirato dal film Easy Rider, acquistò un chopper (a cui aveva dedicato la canzone Wheels sul primo disco) e durante un giro per Bel Air con John Phillips cadde finendo per essere ricoverato in ospedale.
Al suo ritorno, Hillman lo licenziò dai Burrito. Parsons fece un tentativo di registrare un disco solista per la A&M, ma la sua dipendenza dalle droghe glielo rese impossibile. Raggiunse allora in compagnia di Gretcher l’amico Richards, che con gli Stones per motivi fiscali si era trasferito in Costa Azzurra in Francia, affittando la magnifica villa Nellcôte, a Villefranche-sur-Mer nei pressi di Nizza. Nel seminterrato della villa era stato approntata una sala di registrazione dove gli Stones registravano il loro nuovo disco, Exile On Main Street, che doveva rivelarsi il capolavoro della loro carriera.
In realtà le registrazioni si tennero nel caos più totale, con i musicisti che provenivano da posti lontani anche ore di auto e scoprivano che Richards non era disponibile perché a letto in stato comatoso. Parsons contribuì a quella babele buttandosi a peso morto nell’eroina, al punto di essere alla fine messo alla porta da Anita Pallenberg, su suggerimento di Mick Jagger. Eppure fu proprio dall’atmosfera libere di quelle jam suonate in libertà per nottate intere che sta la forza di Exile.
Fu per Parsons una bruciante delusione, perché aveva sperato che l’amico Keith gli producesse un disco solista. Prima di tornare in California, Gram passò in Inghilterra a trovare l’amico Ric Grech dei Blind Faith. Nel frattempo Chris Hillman aveva abbandonato i Flying Burrito Brothers per unirsi a Stephen Stills nel (mancato) supergruppo dei Manassas.

Il germe musicale piantato da Parsons stava però germogliando. I gruppi rock stavano scoprendo il country. Un sapore di country rock aveva toccato i dischi di CS&N e di Neil Young. Richard Furay degli ex Buffalo Springfield con Rusty Young e Jim Messina aveva messo assieme il gruppo dei Poco. Jerry Garcia aveva partecipato al disco dei New Riders Of Purple Sage.
Nel 1971 John Denver ebbe un successo di classifica con Take Me Home Country Road e la Nitty Gritty Dirt Band con Mr.Bojangles. La ex backin’ band di Linda Ronstadt, gli Eagles, avevano un successo di classifica nel 1972 con Take It Easy di Jackson Browne.

Fu la Reprise Records di Bo Austin ad offrire a Gram la possibilità di registrare un disco solista. Alla ricerca del suono della Cosmic American, Gram volò a Las Vegas per convincere la band di Elvis, compreso Al Perkins, a suonare per lui nel disco, e come tecnico del suono volle lo stesso dei dischi di Merle Haggard. Chris Hillman aveva apprezzato in concerto la voce di una giovane cantante country, Emmylou Harris, e la segnalò a Parsons, che duettando nella cucina di lei la trovò perfetta e la invitò a prendere parte alle registrazioni. Il peso della Harris sul disco fu tale che il suo nome era riportato sulla copertina sotto quello di Parsons.
Nonostante Parsons fosse in quei giorni un forte bevitore, il disco, intitolato GP, è uno dei più perfetti da lui registrati e tutti i musicisti coinvolti si divertirono nel realizzarlo.

Subito dopo il cantante volle formare una band, i Fallen Angels, per intraprendere una tournèe. Il tour manager era Phil Kaufman. Il gruppo partì senza praticamente provare, Gram si presentava sul palco ubriaco ed i primi show furono così disastrosi da allertare la Reprise Records, che riorganizzò la band e minacciò Parsons di interrompere il tour. I Fallen Angel serrarono le fila per arrivare in forma all’appuntamento con gli Armadillo World Headquarters di Austin in Texas, con tanto successo che fu offerto loro di suonare per altre quattro serate consecutive alla Liberty Hall di Houston.
Qui Parsons toccò con mano, con sorpresa, per la prima volta l’importanza della sua musica. Lui e la band furono letteralmente circondati da un gruppo di motociclisti in giubbotto di pelle su cui era attaccata la scritta Sin City, che occuparono le prime file per tutte le quattro sere. Fra il pubblico c’era un sedicenne Steve Earle.
Neil Young era in città con Linda Rondstadt. Linda salì sul palco e Neil si godette il concerto fra il pubblico. Due dei motociclisti si tolsero le giacche di pelle per farne dono a Emmylou e Linda, e poi fecero da cicerone a Gram e alla moglie Gretchen, accompagnandoli all’Old Quarter sperando di veder suonare Townes Van Zandt.

Era l’inizio di un mito. A New York la band si esibì al Max’s Kansas City. Nell’estate del ’73 Parsons partecipò ad un country tour degli artisti Warner dove strinse amicizia con il chitarrista Clarence White, il virtuoso che aveva suonato con gli ultimi Byrds. Poi spese una settimana di relax con Phil Kaufman a Joshua Tree, dove svelò al manager la sua passione per quello che considerava un luogo sacro dell’America cosmica. Qui vennero a conoscenza del fatto che dopo un concerto, Clarence White era stato investito da un’ autista ubriaca ed era morto. Gram e Phil parteciparono al funerale assieme ad una quantità di musicisti californiani. A sera si confessarono l’un l’altro di come la cerimonia cattolica fosse stata pesantissima da sopportare e tutt’altro in linea con il carattere di White. Strinsero così un patto: chi fosse sopravvissuto all’altro, si impegnava a farlo cremare ed a disperderne le ceneri nell’aria di quella Joshua Tree che tanto li aveva colpiti.

All’inizio delle registrazioni di Grievous Angel, la casa di Gram fu distrutta da un incendio. Gretchen tornò a vivere con i genitori e lui si trasferì da Kaufman. Si parlava di divorzio e Parsons beveva in quantità smodata, ma le registrazioni, con lo stesso lineup del disco precedente, furono ancora più fruttuose. Fra le canzoni emergevano $1000 Wedding, una versione dal vivo di Hickory Wind, In My Hour Of Darkness scritta con la Harris, e soprattutto la ballata sconsolata di Love Hurts.

Per celebrare la fine delle registrazioni, Gram si recò al Joshua Tree Inn con la vecchia compagna del liceo Margaret Fisher, ad ascoltare a ripetizione l’acetato del nuovo disco, bere e farsi di morfina.
Quando se ne iniettò una seconda dose, smise di respirare.
Era il 19 settembre del 1973. Stava per compiere ventisette anni.
Kaufman si preoccupò di far presenti le ultime volontà di Parsons, ma il patrigno Bob Parsons decise invece che l’avrebbe portato per la sepoltura in Louisiana, secondo Kaufman per impossessarsi dell’eredità. Mentre la bara di Gram Parsons era già all’aeroporto di Los Angeles, Phil Kaufman si presentò accompagnato dall’amico Michael Martin su un carro funebre prestato, e convinse gli addetti ai lavori che la famiglia aveva cambiato idea, riuscendo a farsela consegnare.
Un poliziotto li aiutò a caricare la bara sul carro. Con il cadavere rubato si diressero verso il Joshua Tree, dove aprirono la bara, cosparsero il corpo di benzina e gli diedero fuoco.
Come in un film dei fratelli Cohen, i due rimasero costernati quando si resero conto che la palla di fuoco che si era formata, carbonizzava il cadavere ma non lo riduceva in cenere. Quando fu recuperato, quello che restava del corpo fu sepolto, contro la volontà di Gram, nel cimitero di Metairie in Louisiana.
Prima dell’uscita del disco la moglie Gretchen impose di applicare alcune modifiche. Tolse dalla copertina il nome di Emmylou Harris, aggiunse una foto di lei con il marito ed eliminò dalla scaletta la canzone Sleepless Nights.
Emmylou avrebbe dedicato a Parsons due canzoni: Boulder To Birmingham e The Road.

(da Long Playing, una storia del Rock, di Blue Bottazzi)