martedì 12 novembre 2013

Wynntown Marshals > The Long Haul


Ricordate gli America, quelli di A Horse With No Name? Sembrava la band più americana del mondo, erano londinesi e prodotti da George Martin. I Wynntown Marshals sembrano proprio americani tipo Wilco o Counting Crows, ma sono scozzesi di Edimburgo.
C'è qualche cosa in The Long Haul che mi porta alla mente il disco d'esordio dei Dire Straits. Non il genere (anche se anche i primi Straits erano di Londra e sembravano del Mississippi), ma la pulizia sonora, l'essenzialità della strumentazione, l'uniformità degli arrangiamenti, che si concentrano sulle canzoni. Ballate che al tempo stesso sono classiche, malinconiche, evocative e contemporanee.
Molto bella Canada, una ballata che si sviluppa sul fertile terreno del rock, persino quello springsteeniano, ma belle tutte le canzoni, Whatever It Takes, The Submariner, North Atlantic Soul.
Malinconica Change Of Heart in chiusura, cantata un po' alla Tom Petty + Stevie Nicks.