giovedì 7 novembre 2013

Joe Nolan > Tornado


Disco del mese, si diceva una volta sulla carta stampata delle riviste, che infatti uscivano una volta al mese. Nell'ultimo mese di dischi molto buoni ne ho sentiti più d'uno, però sì, Tornado potrebbe essere il disco del mese.
Innanzi tutto è una grande scoperta: Joe Bolan ha 22 anni. L'età che avevano in tempi migliori anche Bob Dylan, Bruce Springsteen e tutti gli altri ora canuti eroi del rock (ed anche noi, in effetti). È così giovane che non si è ancora procurato una pagina su wikipedia.
È canadese dell'Alberta, e pare che abbia inciso un disco prima di questo, intitolato Goodbye Cinderella.
Il suo nuovo disco, Tornado, è molto molto bello. Un disco di canzoni, cantautorale, magnetico, ammaliato, magico, stregato, immobile e contemporaneo.
Per intendersi siamo dalle parti dei conterranei Cowboy Junkies, come di Ryan Adams, che Joe ricorda vagamente nella voce, e dalle parti del Neil Young di On The Beach, che Joe ricorda vagamente in brani incantati come Did Somebody Call The Cops.
Joe Nolan non è rock revival. È la fertile pianta del rock degli anni duemila, e Tornado è un disco magnifico da ascoltare.

"Quando sembra il tuono, ma è solo pioggia, quando ho un'assassino dentro la mente, ho ancora abbastanza sangue freddo da capire la differenza..."