mercoledì 16 ottobre 2013

Dylan, autoritratti e box celebrativi


Yoko Ono non era simpatica ai fan di John Lennon. Sara, la moglie di Dylan, invece sì. Io credo il merito vada alla bellissima canzone intitolata con il suo nome registrata da Bob in Desire (ancora di più della più bella e incantata Sad Eyed Lady of the Lowlands, pure dedicata a lei). Eppure quando Dylan la sposò incideva capolavori come Highway 61 Revisited e Blonde On Blonde. Poi, dopo l'incidente in moto, è andato a far figli con lei a Woodstock. Un vicino di casa lamentoso e conservatore, incazzato con gli hippie al punto di andarsene all'Isola di Wight da George Harrison quando si svolse il Festival (di Woodstock). In un'occasione chiese allo sceriffo se fosse autorizzato a sparare a chi si avvicinava a casa sua. Negli anni passati con Sara, Bob mise assieme dischetti anemici come (forse il peggiore) questo Self Portrait. Quando la storia con Sara finì, Dylan registrò il suo miglior disco degli anni '70, Blood On The Tracks, mise assieme la Rolling Thunder Revue e tornò on the road.
Dunque...

Another Self Portrait è un tipico figlio della nostra epoca. Un box celebrativo con quattro dischi. (1) Il Self Portrait originale (quello che fu recensito da Rolling Stone con le parole: "cos'è questa merda?", e quelli di RS non erano Creem, erano quelli teneri) - (2) il live all'isola di Wight con la voce rotta dallo stage fright, una scaletta deludente e degli arrangiamenti molli - (3 e 4) due CD di inediti e prove di studio, cose scartate all'epoca, giusto carine da ascoltare in sottofondo, niente a che vedere con il Dylan di prima e quello di dopo.

Solo per fan.

PS: pensate che hanno anche stampato un box di Van Morrison con tutte le canzoni di Moondance ripetute sei o sette volte, di seguito...