lunedì 23 settembre 2013

Fleetwood Mac a Dublino



Lo scorso week-end sono stato a Dublino. Aereo al sabato mattina, al O2 per il concerto dei Fleetwood Mac a sera, a spasso per la città la domenica e di ritorno a sera. Non il genere di cose che normalmente avrei pensato di fare per i Mac, ma Eleonora (Bagarotti) è una fan e l'occasione della reunion dei 4/5 del gruppo di Rumours era ghiotta. Inoltre come dire di no ad un week-end a Dublino?
Dublino è sempre un posto delizioso: una piccola Londra, con quegli abitanti cordiali e simpatici che sono gli irlandesi. L'O2 è una grande arena per concerti, spaziosa, moderna, con una splendida acustica; un posto praticamente ideale per vederci un gruppo troppo celebre per suonare in un club. Già arrivarci passeggiando a piedi è un'esperienza, con una crescente concentrazione di pubblico femminile, witches di ogni età che si ispirano con ogni evidenza alla filosofia ed al look di Stevie Nicks, un continuum generazionale che spazia dalle adolescenti con il cappello a cilindro fino a milf aggressive, è un pubblico che emana una personalità. Tanto che gli uomini presenti sembrano ritagliarsi non più di un ruolo di accompagnatori, chaffeur in secondo piano.
La grande sala è sold out, nemmeno un posticino libero, nonostante si tratti della seconda serata consecutiva per la band. Il concerto inizia alle otto, ed alle otto precise le luci si abbassano ed il pubblico applaude. Su un palco posteriore prendono parte i musicisti d'accompagnamento: tastiere, chitarra e due coriste, quelle che tradizionalmente accompagnano la Nicks (una è la cognata).
Entrano Mick Fleetwood e John McVie, e l'applauso esplode.
Entrano Lindsey Buckingham e Stevie Nicks e l'esplosione diventa un ruggito. Si era sparsa la voce che sarebbe stata presente anche Christine McVie, che vive da queste parti, ma non si vede.


Il suono è molto buono, sia per merito dell'acustica che per la professionalità dei musicisti. Si percepisce che stiamo per assistere ad un ottimo concerto. Non so il titolo di nessuna canzone, ma le riconosco tutte: è evidente che il gruppo suona i suoi Greatest Hits, focalizzandosi specialmente sul periodo di Rumours. Lindsay è in gran forma, ha una gran voce, è un chitarrista raffinato, molto migliore di quanto io immaginassi, suona senza plettro, con tutte le dita, e saltella come fosse il Boss. La Nicks ha carisma da vendere. Sul palco la sua bassa statura non si nota, solo è piuttosto immobile a dispetto dei racconti che mi sono stati fatti delle sue danze vorticose. Anzi, ho avuto persino l'impressione che zoppicasse un po' nel salire e nello scendere dal palco. Il regista dello show ha pensato bene di supplire alla sua mancanza di dinamismo con delle proiezioni vintage psichedeliche alle spalle del gruppo, che in certi brani mostrano proprio una Nicks che danza. La voce di Stevie è cambiata negli anni, da acuta si è fatta bassa e più calda; in verità nelle prime canzoni la voce è apparsa fragile, in evidente contrasto con la potenza di Buckingham, ma poi si scalda e prende quota.
È chiaro che il gruppo è costituito dal duo Buckingham Nicks, e che Fleetwood & Mac sono la loro sezione ritmica.
I brani migliori, o per meglio dire quelli che io ho preferito, arrivano subito: molto bella Big Love tratta da Tango In The Night in potente versione acustica di Buckingham, come pure la trascinante Tusk con i fiati fatti dalle tastiere elettroniche e le potenti percussioni. Ma anche The Chain, Dreams, la nuova Sad Angel, Not That Funny, Rhiannon e poi ancora Sara, Gypsy, Go Your Own Way
L'atmosfera è rilassata, la band è divertita, il pubblico pure ed il risultato è uno degli spettacoli più gioiosi che io abbia avuto modo di testimoniare. Buckingham chiacchiera e racconta retroscena dei brani, la Nicks parla ancora di più, ed anzi introduce Without You con un interminabile storia di almeno una decina di minuti, fra gli sguardi buffi dei compagni.
La tensione è tenuta alta dai passaggi di leadership fra i due cantanti e dall'alternanza fra brani corali e lenti più intimi. Nonostante il talento di Lindsey sia superiore, il pubblico parteggia apertamente per la Nicks, e gli applausi per la cantante sono esplosioni di affetto. Del pubblico dublinese va comunque detto che è tanto caldo quanto indisciplinato: non riesce a stare senza un grosso boccale di birra in mano e ogni due o tre canzoni ogni spettatore si alza, anche durante le canzoni, per un rabbocco, o un'inevitabile puntata in toilette. Ho visto candide ragazzine non più che diciottenni bersi cinque birre nel corso delle tre ore dello show. C'è stato persino un momento in cui la fila davanti a noi era totalmente vuota, con tutti gli spettatori al bar: in Irlanda la musica è importante ma non ha senso senza alcool…
Le ore scorrono senza stanchezza, nemmeno da parte del gruppo. Un primo bis comprende purtroppo il temibile assolo di batteria, croce e delizia di ogni concerto dei primi anni settanta (vedi cosa succede a dare spazio ai vecchietti?) e si conclude con Don't Stop, eseguita nonostante l'assenza della McVie. Le luci non si accendono ed infatti il gruppo, non ancora pago, torna per un secondo bis di altre due canzoni. Un Mick Fleetwood molto su di giri (al punto di far temere per la sua salute, dopo tutto ha una certa età) chiacchiera a ruota libera, e tutti i membri salutano il pubblico a ripetizione: hanno cose da dire e da spiegare e non hanno nessuna fretta di andarsene. Non saprei dire che è il più felice: Fleetwood e la Nicks lo sono molto, ma Buckingham è l'unico che non è mai sceso dal palco. Addirittura durante l'assolo di batteria si è disteso per assistere in prima fila.


Che dire? Un grande show, non di maniera ma di cuore, orecchiabile e godibile ma non banale né leggero e mai piacione (unici momenti di fastidio del vostro cronista: il citato assolo e un brano solista dance della Nicks che mi dicono sia stato scritto da o con Prince).
Il concerto di un gruppo che esiste da tanti anni ma che ancora suona con il piacere di esordienti, un gruppo che ama il suo pubblico e ne è riamato, un gruppo che è effettivamente dotato del talento per essere una leggenda. E fra me e me pensavo, mentre ascoltavo suonare i due vecchietti, che la sezione ritmica non sarà stata la più gettonata nei giorni della Swingin' London, ma negli anni i due si sono presi una bella rivincita su tutti i maghi del basso e della batteria in pensione da un pezzo.


scaletta: 


Second Hand News 
The Chain 
Dreams 
Sad Angel 
Rhiannon 
Not That Funny 
Tusk 
Sisters of the Moon 
Sara 
Big Love 
Landslide 
Never Going Back Again 
Without You 
Gypsy 
Eyes of the World 
Gold Dust Woman 
I'm So Afraid 
Stand Back 
(Stevie Nicks song)
Go Your Own Way 

Encore:
World Turning 
(including Drum Solo)
Don't Stop 

Encore 2:
Silver Springs 
Say Goodbye