domenica 2 giugno 2013

Girls In Their Summer Clothes


È arrivato di nuovo in città il circo di Bruce Springsteen & His Modern E Street Band. Anche quest'anno suonano i loro greatest hits, i vecchi album da capo a piedi e ricevono dagli spettatori le richieste che esaudiscono. Io non ci sarò: mi fa un po' male al cuore vedere un artista cresciuto vendersi come un musicista di strada, cabaret per Las Vegas. Sto ascoltando Magic, il suo album rock & roll del 2007, un disco che non era piaciuto a nessuno, credo nemmeno a me. È un disco che vuole essere una citazione, un omaggio al suono del rock degli anni sessanta, tipo british invasion, tipo Kinks e tutte le band minori, tipo le band del Jersey Shore. Un disco che finge di essere una raccolta di canzoni spensierate, ed invece è un chiodo (arrugginito) piantato nell'anima. Prendi la Radio Nowhere che apre, sarebbe una sigla per una raccolta di rock & roll ed invece fa paura come un B-movie horror, cupa come un film di David Lynch.
C'è qualche cosa nei dischi di Springsteen e della sua band degli anni 2000: The Rising, Magic, Working On A Dream e persino Wrecking Ball (quello che mi piace meno). C'è un anima torturata, c'è dolore, c'è smarrimento, c'è paura. C'è un uomo con le orecchie alzate che si aspetta un brutto colpo e non sa da dove. C'è un uomo che non dorme tranquillo.
C'è quel famoso Murder Incorporated che ci aspettavamo da Nebraska in avanti.

Suona le tue nuove canzoni, suona te stesso adesso, lascia che le tue paure vengano fuori, non esorcizzarle sul palco come un clown triste che il pubblico applaude freneticamente...
Chiudi il passato e riparti da Further On Up The Road. Lo so, le canzoni non ti vengono più fuori facili come ai tempi di Thunder Road, lo so, le tue cento canzoni sono esaurite. E vuoi saperlo? Non mi importa. Preferisco ascoltare te stesso, un uomo fragile e vulnerabile, che canta con sincerità, che uno show pailettes e lustrini per gli stadi.
Preferisco ascoltare Magic che rimettere Born In The USA. Giuro.