giovedì 21 febbraio 2013

Kevin Ayers R.I.P.



Se ne è andato anche Kevin Ayers (16 agosto 1944, Herne Bay, Kent – 18 febbraio 2013, Francia). Sono molte le reazioni sul web, e persino sulla carta stampata, e la cosa un po’ mi sorprende, perché di Ayers non parlava mai nessuno, ma naturalmente anche mi consola. Ayers è sempre stato uno dei musicisti del mio cuore, anche se non è mai riuscito a creare un “capolavoro” e si è eclissato artisticamente almeno dalla metà degli anni settanta. Siccome non l’ho mai visto in cima alle classifiche di vendita (e nemmeno in fondo, in realtà) immagino che non tutti possiedano un suo album. Così vi do un consiglio: il suo disco più a fuoco è June 1, 1974, dal vivo con un gruppo di amici della casa discografica dell’epoca, l’ottima Island. Gli amici sono Brian Eno, John Cale e Nico. Ho raccontato la storia in un pezzo che ho scritto non più di un paio di settimane fa per la nuova rivista di Max Stefani, per cui la pubblicherò sul blog dopo che sarà uscita su carta (o che non sarà uscita, non si sa mai).
Ayers era un bel ragazzo con una bella voce profonda. Un biondo ricciolo mezzo hippie e mezzo dandy, che nel 1967 aveva assunto il ruolo di contraltare del moro Syd Barrett all’UFO Club, durante la Summer Of Love londinese. Barrett era il front man dei Pink Floyd, Ayers dei Soft Machine di Canterbury assieme a Robert Wyatt, Daevid Allen e Mike Ratledge. Mentre i Pink Floyd facevano uscire i loro magnifici 45 giri Arnold Layne e See Emily Play, il manager dei Soft Machine Giorgio Gomelsky dimostrava l’intempestività assoluta portando i suoi in Francia sulla Costa Azzurra a St.Tropez che in quel momento era il paradiso degli hippie. Così la band uscì dalla scena inglese per guadagnarsi un certo seguito in Francia, apparendo anche in televisione. Al rientro in patria non li fecero neanche passare, perché Allen, che era australiano, era noto per qualche problema  con gli stupefacenti. Allen tornò a Parigi e fondò i Gong mentre il primo LP dei Soft Machine fu registrato quasi per caso durante una tournée americana con la Jimi Hendrix Experience e non lasciò nessuna impronta, tanto che Kevin lasciò il gruppo, vendette il suo basso Fender Jazz bianco a Noel Redding e raggiunse Allen ad Ibiza, che assieme a Formentera sarebbe diventato spesso il rifugio suo e di tanti altri musicisti inglesi.
Firmò come solista con la Harvest EMI, la stessa etichetta dei Pink Floyd e di Barrett. In generale tutti gli album di Ayers per la Harvest sono molto buoni, folli ciondolanti canzoni oblique con arrangiamenti psichedelici: Joy Of A Toy, Shooting At The Moon, Whatevershebringswesing, Bananamour.  Mise assieme più di una band, i Whole World con Mike Oldfield e David Bedford e i Soporifics con Ollie Halsall. Nel ’74 registrò per la Island The Confessions Of Dr.Dream and Other Stories, con le “altre storie” su un ottima prima facciata e le confessioni cantate con Nico lungo l’intera e meno riuscita seconda facciata.
Sembrava arrivato il suo momento: il 1 giugno 1974 saliva sul palco con Eno, Cale, Nico, Wyatt, Oldfield per un concerto che avrebbe dovuto spalancare a tutti le porte della celebrità. Purtroppo la sera precedente John Cale aveva sorpreso sua moglie (che era Miss Cindy Wells, groupie e musicista delle GTO) a letto con Ayers, il che comportò che l’ensemble non ebbe un seguito.  Nei pochi dischi successivi il talento di Ayers perse l’affilatura, per adagiarsi su ballate decadenti da gigione crooner dandy. Forse l’album più interessante è Still Life With Guitar del 1992.
Si portò a vivere da esiliato nel Sud della Francia dove sarebbe morto nel sonno il 18 febbraio del 2013.