giovedì 7 febbraio 2013

Boz Scaggs > Memphis (429 records)



Old & in the Way, era il titolo di un disco del 1975 di Jerry Garcia. Oddio, all’epoca Garcia aveva 33 anni, ma questo titolo mi viene alla mente ogni volta che ascolto il lavoro di qualche vecchio singer in vena di nostalgie. Chessò io, come il Greg Allman di Low Country Blues di un paio di anni fa. Boz Scaggs è un anticaglia che si muove da sempre fra California e Cotton Belt, fra Steve Miller Band, Duane Allman e pop radiofonico. Memphis è il classico lavoro malinconico del vecchio rocker che ritrova nelle radici la scintilla dell’ispirazione: i Royal Studios del classico sound di Memphis di Al Green, il produttore Steve Jordan dei magnifici Expensive Winos di Keith Richards, un poker di classici del roots rock non così scontati. Per esempio il singolo è la magnifica Mixed Up Shook Up Girl del mai abbastanza rimpianto Willy DeVille, e chissà che non sia la volta buona per attirare l’attenzione del pubblico americano su questo grande musicista da loro sempre ignorato. Ancora da DeVille una cover di Cadillac Walk (firmata Moon Martin), un classico del rock & roll dei giorni della new wave, in una versione che sa di bourbon invecchiato con sapienza. Poetica la versione di Corinna Corinna, il classico del repertorio folk di Bob Dylan. Poi Al Green, Steely Dan, Brook Benton, Jimmy Reed, fra momenti blues (i migliori) ed altri soul morbidi (che comunque emergono forti ascolto dopo ascolto). Quando arriva la slide di Dry Spell e Boz intona nel miglior stile blues “I got dust on my shoes…” sono ormai del tutto conquistato e mi domando: cosa stavo pensando in tutti gli anni in cui ho ignorato questo musicista?

Blue Bottazzi (in pubblicazione su qualche rivista di Max Stefani)