giovedì 24 gennaio 2013

Initiation: The Beatles



The Beatles: Past Masters I & II (Apple Records) 

Non c’è dubbio: siamo in pieno rock fashion revival, nel senso che la musica rock degli anni buoni sembra tornata di gran moda. Entrando nei bar, nei ristoranti, nelle boutique e persino nei supermercati senti suonare Beatles, Rolling Stones, David Bowie, Lou Reed e persino il beat dei Kinks, il blues di Muddy Waters, il rock’n’roll di Buddy Holly. Se da una parte infastidiscono i toni superficiali ed idolatranti di una stampa che dallo spirito del rock non potrebbe essere più distante, dall’altra  è sempre meglio che ascoltare stupido pop o disco music. Mettiamola così: con quarant’anni di ritardo ci sono infine arrivati anche “gli altri”.
Fra le tante operazioni di marketing legate al fenomeno, la più piacevole è senz’altro la diffusione in edicola a basso costo della lussuosa ristampa integrale del catalogo dei Beatles. Magari non è piacevole per i negozi di dischi che, già in crisi, si trovano spiazzati pagando essi stessi questi dischi persino più del prezzo finale. Mettendo pure in conto che molte copie vadano a cinquantenni che magari gli stessi dischi già li hanno acquistati un paio di volte, resta che la diffusione coinvolge anche generazioni che i volti dei Beatles li hanno visti sono sul merchandising. Mia figlia, per esempio, è impazzita con i Fab Four e quando è in casa non si ascolta altro; prendo questo come un ottimo segno: chissà che qualche teen-ager non venga anche trascinato a diventare musicista e inventare finalmente la musica degli anni duemila.
Ai tempi della stampa originale degli LP il mondo era molto meno globale di oggi, ed i dischi inglesi ed americani degli artisti erano addirittura diversi. Per esempio nel Regno Unito non venivano inseriti nei 33 giri le canzoni dei singoli e degli EP, che invece trovavano posto su quegli americani, che in questo modo stampavano tre dischi ogni due. La ristampa ufficiale dei Beatles in CD è avvenuta seguendo la discografia inglese, che è quella ufficiale. Ne è risultato che più di trenta brani, fra i più appetitosi ne siano rimasti fuori, fra singoli, retri, EP e rari. Queste canzoni sono state raccolte in un magnifico doppio CD che va dall’esordio di Love Me Do (nella versione originale con Ringo seduto alla batteria) a Let It Be (o meglio, al raro e strano You Know My Name). Immagino che siano in molti gli appassionati di musica più giovani a non avere in casa nemmeno un disco dei Beatles. La mia idea  è che in questo caso non ci sia miglior iniziazione di questa raccolta, Past Master 1 & 2, che a dispetto della lugubre copertina e del titolo fuorviante, costituisce una superlativa storia alternativa della rock band più famosa ed influente del mondo. Ed ascoltando una volta di più il lavoro dei quattro dal 1963 al 1970 illumina come una supernova una volta di più un talento ed una raffinatezza che nulla hanno da invidiare ai Bach ed ai Mozart di epoche lontane.

Blue Bottazzi