giovedì 22 novembre 2012

Neil Young & Crazy Horse > Psychedelic Pill


Quando scrivo delle cazzate non me ne accorgo, viceversa non le scriverei. Poi quando me ne rendo conto me ne vergogno, ma faccio anche ammenda. Recensendo questo disco ho scritto:

"Neil Young, canadese classe 1945, è giunto alla ruggente età di 66 anni nel pieno della forma, se dobbiamo giudicare dai suoi prodotti di quest’anno: l’autobiografia Waging Heavy Peace, significativamente sottotitolata A Hippie Dream; il furioso Americana; il visionario Psychedelic Pill. Questo ultimo lavoro, che ha incontrato plauso di fans, critica e di classifiche (persino in Italia è fra i best seller di Amazon) è un doppio CD di 90 minuti registrato con i Crazy Horse, la sua migliore band di sempre. Già lo hanno detto tutti: Psychedelic Pill è il nitrito del cavallo pazzo che riporta al Neil Young dei giorni migliori, quelli di Zuma, di Freedom e di Ragged Glory. Quello che manca al disco per essere un capolavoro è solo un lavoro di editing, che detto di un lavoro di 90 minuti suona di certo lapalissiano".

Ora, non solo Psychedelic Pills è uno dei migliori dischi di sempre dei Crazy Horse, ma è anche un bellissimo testamento di una generazione che voleva rendere il mondo migliore e che ancora lo vorrebbe. La nostra.

"Un tempo camminavo come un gigante sulla terra, ora mi sento come una foglia portata dal vento / io e i miei amici volevamo cambiare il mondo, renderlo migliore / ma poi il tempo è cambiato e mi si è spezzato il cuore / ma quando penso a quanto ci siamo andati vicini, voglio camminare come un gigante sulla terra…"