martedì 11 settembre 2012

Revival


L'anno di grazia di 2012 si è riempito a  sorpresa di dischi degli amati settantenni che furono la scena del rock, da Bob Dylan a Leonard Cohen, da Bruce Springsteen a Neil Young, da Ry Cooder a Van Morrison. Per tacere di "minori" come Little Feat, Bonnie Raitt, Dr. John.
Sono dischi anche decisamente buoni (alcuni più, altri meno) e spesso contengono anche qualche ottima canzone, come la lunghissima ballata folk di Tempest di Dylan. Ma sono inutili: non aggiungono nulla né all'ascoltatore né all'artista né alla musica rock. Se non li avessi ascoltati non mi sarei perso niente. Tutt'al più è revival, per usare un termine con cui nei '70 si definivano le canzoni di una volta, Elvis o Sha-na-na. Musica anacronistica, senza togliere nulla al suo diritto di esistere ed al nostro di ascoltarla. Ma la scena rock, se ancora esiste, non abita più qui. Il problema vero forse è che una scena rock non esiste più.