venerdì 18 maggio 2012

Eleonora Bagarotti Magic Bus


Quando ho cominciato a leggere Magic Bus (diario di una rock girl) ne sono rimasto sorpreso, colpito, affascinato, turbato, abbagliato, stregato. Immaginavo allora di iniziare a scrivere questa recensione con le parole "in Italia abbiamo una versione femminile di Nick Kent, ed il suo nome è Eleonora Bagarotti". Dopo tutto Nick è il mio cronista rock preferito. Ma mano a mano che divoravo le sue pagine piene di passione, di umanità, di sentimenti, di esaltazione, pagine che non perdono mai grazia, calligrafia, poesia, magia, ho capito che il povero Nick non è mai stato capace di scrivere cose così. Ho letto Magic Bus come un romanzo che non riesci a distogliere dalla mente nemmeno quando lo chiudi e cerchi di tornare alla realtà, e in un tutt'uno ho letto gli altri libri di Eleonora: le analisi sottili e acute e passionali su Tom Waits ed Elvis Costello, e l'enorme (in tutti i sensi) The Who Pure And Easy, e sono rimasto senza fiato.
Lasciatemi raccontare con ordine. Magic Bus (anno di grazia 2001) è il romanzo autobiografico del cammino di una teenager, fan degli Who e di Pete Townshend, che insegue la propria passione spostandosi a Londra, vivendo l'esperienza di fan e di groupie, conquistando chi la incontra e trasformandosi un passo dopo l'altro in corrispondente, giornalista, scrittrice, musicista (classica), e nel frattempo donna, strappando più di un cuore e ribaltando con la sua innocenza il rapporto fra fan e divo.
Eleonora si muove nel percorso che racconta con la leggerezza e la purezza ingenua di una fata, attraversa situazioni scabrose, difficoltà, vincitori e perdenti di un mondo che ha schiacciato pesi massimi e lo fa senza mai perderne la visione magica, la gioia di vivere, la capacità di meravigliarsi e soprattutto di emozionarsi. Nick Kent è rimasto travolto dalla scena del rock. Eleonora l'attraversa senza macchiare il suo vestito (magari giusto perdendo le scarpette come Cenerentola).
"Eleonora è un angelo", scrive Pete Townshend, che le dedica forse più di una canzone. "Eleonora è Alice nel Paese delle Meraviglie" aggiungo io. Alice che passeggia nel mondo del rock attraversando traversie e situazioni e incontrando ogni tipo di persone colorando tutto e tutti con la propria poesia, la propria meraviglia, la propria gioia di vivere, e tutto e tutti contagia in questa sua visione, conquistandosi un lasciapassare che la rende immune da ogni pericolo. Eleonora è Alice che canta: "di rosso le coloriam!" senza timore della Regina di Cuori. Eleonora è Alice che non chiede nulla se non il permesso di guardare e di bearsi della bellezza che vede in ogni cosa. Per questo Magic Bus è alla fin fine una fiaba in rock.
Il nostro mercato letterario è asfittico e quello rock in particolare è oberato dal dilettantismo ad ogni livello, da arroganza, da ignoranza e da mancanza di talento. Siete liberi di aspettare a scoprire Eleonora "Angel Eyes" Bagarotti fra vent'anni, quando il suo talento sarà riconosciuto anche dai ciechi, oppure entrare in libreria oggi e diventare suoi lettori e suoi fan. Posso salire con i miei stivaletti da cowboy sul tavolino da tea di qualsiasi critico letterario e proclamare che Eleonora Bagarotti è il miglior scrittore della scena rock che io abbia letto! E me ne sono innamorato.



L'eredità del sogno, (Raffaello Cortina Editore, 1997)
La cosa vera, (Editori Riuniti, 2000)
Magic Bus - Diario di una rock girl, (Editori Riuniti, 2001)
The Who, (Editori Riuniti, 2002)
Le canzoni di Tom Waits, (Editori Riuniti, 2003)
Ligabue, 1990-2004: in viaggio tra rock, cinema e letteratura, (Editori Riuniti, 2004)
Elvis Costello, (Editori Riuniti, 2006)
The Who: pure and easy, (Arcana, 2011)