venerdì 13 aprile 2012

pfm in concerto 2012 (pfm canta de andré)


Sì lo so che sto abusando di questa parola: sincronicità (questa sera a Franco Mussida ho detto Serendipity, in omaggio all'album della band). Proprio ieri ho pubblicato un post dal titolo "PFM in Concerto" dedicato alle registrazioni dal vivo della PFM, che sono più di quanto possa sembrare. Perché se è vero che la Premiata è stata la band italiana di maggior successo di tutti i tempi, e se è vero che l'album Photos Of Ghost del 1973 è citato come uno dei migliori lavori del Progressive globale, in realtà la band è stata persino di più di tutto questo. In tempi prima di internet in cui il mondo era assai più grande di oggi, qui alla periferia dell'Impero ci giungevano a mala pena sfumate notizie di tournée inglesi, americane, giapponesi. Ma la band stanziava a Los Angeles e macinava dozzine e dozzine di show tenendo testa ai maggiori live act del periodo, con show energici e fantasiosi che erano più di quanto appariva sui dischi in studio che conoscevamo (o sul Live In USA del 1974). Improvvisazione, fusion, mediterranea, la magnifica chitarra di Franco Mussida precorreva i tempi, ispirando addirittura il suono di jam band che sarebbero venute vent'anni dopo. Ascoltare Alta Loma, Is My Face On Straight, La Grande Fuga e le varie jam per credere. Soprattutto procurarsi 10 anni live - official bootleg series (RTI, 1996) o almeno PFM Cook (3CD, Esoteric 2010). 
Avevo dunque appena finito di scrivere queste cose quando mi imbatto in un cartello che non solo recita "PFM in concerto - PFM canta De André + Anthology", ma anche specifica "questa sera". Che il cielo stia cercando di dirmi qualche cosa?



Entro in un teatro strapieno. Alla Premiata Forneria Marconi i fan non mancano mai. I posti sono numerati, ed io ne ho uno ottimo in seconda fila. Rifletto sul fatto che preferirei assistere ad una lunga galoppata musicale della band piuttosto che ascoltare le canzoni del Faber, ma se vai ad un concerto che si intitola "De André", beh, è logico che quello ti devi aspettare. Quando i ragazzi fanno il loro ingresso, i timori svaniscono. Della band classica sono rimasti in tre, Franco Mussida, Franz di Cioccio e Patrick Dijvas. Più Lucio Fabbri al violino, già dai tempi. Flavio Premoli ha lasciato il posto di tastierista, ed un più giovane drummer supporta Di Cioccio a cui piace fare il front-man ed il cantante. Per lo meno la differenza fra la sua voce e quella del Faber evitano il deja-vu, ed i pezzi scorrono piacevoli oltre che suonati con perfezione, predisponendo il pubblico ad una serata piacevole. Quando però Franz torna ai piatti, e Franco Mussida prende il microfono per "Giugno 73", ecco che affiora la PFM che conosciamo, sia nel cantato che nella magia della chitarra. Una magia che dura lo spazio dei brani de La Buona Novella (il remake dell'album del cantautore genovese che la band ha realizzato nel 2010) e trova il suo zenit nei dodici minuti di "Amico Fragile", in cui il talento esplode nei meravigliosi assolo che ci confermano che Franco Mussida è uno dei più grandi chitarristi elettrici al mondo. Patrick Dijvas e Franz di Cioccio sono una straordinaria sezione ritmica (alla Mike Gordon & Jon Fishman), ed è qui che ho un'epifania: mi rendo conto che la PFM è sempre stata la backin' band di Mussida, sia pure impreziosita dal sapore raffinato del talento di Mauro Pagani e Favio Premoli.
Oggi nella band condividono due anime: la sua e quella canzonettistica di Cioccio, che viaggia però su un livello decisamente più mondano e casereccio.
L'annunciata seconda parte del concerto, dopo ben due ore di musica, è in realtà il bis. Il pubblico si predispone con un enorme applauso ad accogliere le musiche originali del gruppo, ma quello che ci aspetta è solo un souvenir di oldies but goodies, con La Carrozza di Hans ed una Impressioni di Settembre un po' "bit". Poi non si scampa al tormentone di Celebration / Se le brescion da strapaese con un Di Cioccio da tarantella. Non si può avere tutto.



P.S.: nel dopo concerto è stato un piacere conoscere finalmente di persona Franco Mussida. Per il ragazzino che scopriva la Premiata Forneria Marconi infilando la moneta nel juke-box per ascoltare "È festa" è un momento importante.

Blue Bottazzi

(leggi anche PFM in concerto)