martedì 10 aprile 2012

Jack Of All Trades


...poi, fra tutte, c’è una canzone, una sola, che è un capolavoro, un seven-eleven, una di quelle canzoni memorabili che scrive il Boss. È un lento di sei minuti, si intitola Jack Of All Trades, che vuol dire il tuttofare, e canta di un american hero, un common man, un blue collar, un uomo che ha perso il lavoro e trova dentro di sé la forza, la dignità, il coraggio di restare in piedi, di confermare il proprio ruolo, di far coraggio alla propria famiglia, alle persone che ama e che credono in lui. Un uomo che cerca il coraggio di tranquillizzare una famiglia con parole come “martellerò i chiodi, sistemerò le pietre, raccoglierò i tuoi raccolti quando saranno cresciuti e maturi, aggiusterò quel motore e lo farò ripartire perché so fare di tutto e tutto andrà per il meglio, so fare di tutto e noi staremo bene…”

Ma aspettate, perché questa non è neppure la metà. Perché questo common man a cui nella canzone va tutta la nostra solidarietà, il nostro amore, questo uomo mite e coraggioso alla fine della canzone alza la testa e dopo aver sottolineato che “il banchiere ingrassa mentre il lavoratore stringe la cinghia, è già successo prima e succederà ancora, scommetteranno la tua vita”, dopo averlo fatto avvisa “se avessi una pistola cercherei i bastardi e gli sparerei a vista, perché so fare di tutto…”

E un brivido corre lungo la schiena.

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