domenica 18 marzo 2012

Veronica Sbergia & Max De Bernardi > Old Stories For Modern Times



C'è stato questo disco, Jazz di Ry Cooder (WB, 1978), che ho molto amato e che puntualmente ancora torna sul mio stereo: jazz delle origini e delicati gioielli acustici. Allo stesso modo sto amando il disco jazz di Veronica Sbergia & Max De Bernardi, entrambi Red Wine Serenaders, la band a D.O.C. di old time music. Jazz cantato (sia al maschile che al femminile) effervescente, divertente, entusiasmante, che evoca un mondo che non c'è più ma una umanità che c'è ancora. Quindici gioielli standard del jazz, del ragtime, del folk, già sentiti magari da Ella Fitzgerald o Cab Calloway o Louis Amstrong, che risalgono agli anni '20 come a quelli della grande depressione (che a giudicare da queste canzoni pare che la gente prendesse con più spirito della depressione in atto oggi).
Quindici pezzi suonati acustici da mandolini, ukulele, chitarre, mandolini, washboard a tenere il ritmo trascinante, kazoo, armonica (del grande Sugar Blue), chitarra resofonica (Bob Brozman), che suonano come un'intera orchestra nonostante il suono sia rigorosamente mono e registrato (benissimo) in analogico da microfoni panoramici...

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