domenica 1 gennaio 2012

Blue Bottazzi BEAT Best of 2011



È da molti anni che alla fine dell'anno infilo un foglio A4 nella macchina per scrivere e batto i tasti della classifica dei miei dischi preferiti. Alla fine degli anni settanta quella lista finiva al Mucchio Selvaggio, che tradizionalmente in febbraio pubblicava i preferiti di ogni redattore assieme alla classifica dei lettori. Era una grande occasione per avere una manciata di consigli su cose che potevano esserci sfuggite, e di quei tempi i dischi buoni non facevano difetto. Molti anni dopo ho preso l'abitudine di stilare quella lista per il mio blog, che all'inizio di intitolava Texas Tears (dal nome di una fanzine che avevo messo assieme credo nel 1985) e poi BEAT (un po' da Kerouac, un po' dai Beatles ed un po' dai King Crimson). Sul blog ho l'opportunità di aggiungere un po' di parole all'elenco dei miei dischi preferiti, ed avere chi mi legge è un privilegio che reputo impagabile. Alla fine tutti scriviamo per essere letti, o, come ha detto qualcuno, per essere trovati. Il 2011 è stato un grande anno musicale per me, nonostante ascolti musica con passione da tanti decenni. Il 2011 è stato per me un anno determinante anche come persona. È l'anno in cui sono stato messo a knock-out, in cui mi sono rialzato e in cui ho ripreso a camminare, walk like a man, camminare come un uomo, direbbe il mio amico di Asbury Park. È stato l'anno in cui ho attraversato il purgatorio per arrivare al paradiso. Ho cercato e trovato il coraggio di lasciare una vita che aveva preso una direzione sbagliata  e ricominciare tutto da capo. È stato l'anno in cui mi sono trovato solo, in cui tutto ciò in cui credevo pareva non avere più valore, l'anno in cui ho conosciuto la disonestà, il tradimento, la solitudine, l'anno in cui ho capito cosa significa il vecchio blues "nobody wants you when you're out and down", l'anno in cui ho dovuto riscrivere la lista dei miei amici, in cui ho dovuto guardarmi negli occhi allo specchio per ritrovare la fiamma; ma non ho rinunciato neppure per un attimo ai miei valori ed alle cose in cui credo, ed anzi proprio a quelli mi sono aggrappato. L'anno in cui ho vissuto nella mia Big Pink nella mia Woodstock, anche se la casa è gialla e il basement è sotto il tetto e Woodstock la via Emilia. L'anno in cui potevo trovarmi da solo sotto la pioggia, ma proprio in quel momento mi sentivo più umano e più vivo che mai, più felice di vivere ed affamato d'amore. L'anno in cui dopo troppo tempo ho ritrovato la felicità e le cose che contano. Un anno fa a Natale mi sentivo come Dan Aykroid vestito da babbo natale che fa cilecca con la pistola. Questo Natale tocco il cielo con un dito. Mica male per un anno solo. Ho ascoltato tantissima musica, posso dire di non averla mai spenta, ho sentito la musica vicina alla mia anima come in ogni momento importante della mia vita, e la musica non mi ha mai tradito.
Ed allora partiamo con questi dischi del 2011. Partiamo dalle canzoni, perché non ho ancora perso l'entusiasmo per la singola canzone di quattro minuti, che come dice il mio amico è l'essenza del rock & roll; lo stesso entusiasmo di quando infilavo a ripetizione le monete nel juke-box per ascoltare la canzone che mi piaceva, oppure di quando a sedici anni rimettevo incessantemente la puntina su Rebel Rebel di David Bowie fino a consumarne il dischetto arancione marchiato RCA.
Di canzoni non belle ma bellissime quest'anno ne ho sentite parecchie. La migliore è firmata da Vic Chesnutt, oscuro e tragico eroe degli anni zero, cantata dalla voce profonda, ieratica e superba di Margo Timmins dei Cowboy Junkies. La band canadese dei fratelli Timmins ha voluto dedicare a Chesnutt un disco di 11 canzoni che portano la sua firma, Demon. La più bella in assoluto è Flirted With You All My Life, ho flirtato con te per tutta la mia vita, che a dispetto della sua tragicità (la lei della canzone è la morte, il suicidio, che Vic avrebbe affrontato di li a poco) è di una bellezza ed una potenza da lasciare senza fiato. I Junkies sono una band di assoluto fascino, ma con le canzoni di Vic, migliori di quelle scritte in proprio, arrivano allo zenit della propria produzione. Primo posto delle canzoni e secondo degli album.
Segue un'altra cover, di un altro autore che non è più tra noi, lo sfortunato Eddie Hinton, chitarrista e cantante ai FAME Studios in Alabama, assieme a miti come Duane Allman. La canzone è il rithm & blues bianco di Everybody Needs Love, da brivido, e la versione con i fuochi d'artificio è quella dei Drive-by Truckers, che con i FAME Studios hanno un legame addirittura genetico. Le altre canzoni dell'album non sono sfortunatamente sullo stesso livello, ma il singolo è la seconda migliore canzone dell'anno (btw: anche il loro disco è dedicato alla memoria di Vic). Segue Desert Raven di Jonathan Wilson, rock lisergico da Laurel Canyon, LA, California. Un masterpiece da Stephen Stills o da Quicksilver Messenger Service, splendida canzone, album epocale - specie per gli anni dieci. Sulla recensione l'ho paragonato ad Astral Weeks. Primo posto degli album dell'anno.
Un album tutto pieno di ballate bellissime (e suonate molto bene) è Ashes & Fire di Ryan Adams. La canzone migliore sceglietela voi, può essere Dirty Rain come qualsiasi altra, il livello è altissimo. Io dico I Love You But I Don't Know What To Say. Quarto album in classifica è Low Country Blues di Gregg Allman, un distillato di grandissima classe che ancora cresce ad ogni ascolto, fra blues suonati con strumenti veri e non sintetici. E un vecchio cuore pieno di cicatrici. Da Allman a Booker T Jones il passo è breve; il tastierista della band della Stax (i Booker T and the MGs, quelli di Green Onions) ha creato un disco che è un vero distillato di R&B, secco, essenziale, senza tempo, con cantanti del calibro di Lou Reed, dedicati alla propria città, Memphis Tennessee (anche se la canzone di Reed, ovviamente, si intitola Bronx). Quinto posto.
Una manciata di belle canzoni anche sul disco di John Hiatt, prima fra tutte quella Train To Birmingham che tanti anni fa aveva donato a Kevin Welch. Nei pezzi migliori il disco di Hiatt non sfigura a ruota della trilogia degli anni ottanta: Bring The Family / Slow Turning / Stolen Moments.
Con che dischi arrivare a dieci? Warren Haynes Man In Motion, il disco R&B è molto buono, anche se non so perdonare a Warren di disperdere il suo talento. La sezione ritmica non ha il calore dei Gov't Mule ma, puntando ancora più in alto, perché non portare questo gran materiale a Gregg e gli altri per un disco degli Allman Brothers Band?
Lucinda Willams Blessed è tosto, anche qui un brano è dedicato a Vic Chesnutt. Buono anche se è ormai evidente che il meglio è dietro le spalle. Infine Lou Reed + Metallica Lulu. Un'opera importante, largamente imperfetta, che ha risvegliato tutta quella polemica che solo Reed è capace di generare. Sarebbe bastato poco, un po' di umiltà e un paio di forbici, per farne un capolavoro, ma l'arte è così: scomoda.

Ma non è ancora tutto per il 2011. Ci sono altri dischi che per qualche motivo mi piace tenere a parte, in una classifica alt(ernativa) di classic rock. Il primo è il doppio live dell'immortale Peter Hammill. Potrebbe essere il disco dell'anno, ma il fatto è che non appartiene al 2011, né al 1970 né al 2222. Hammill è un vero artista, che vive in un altrove, sia di genere (è rock questo? Naaaa), sia di tempo. Uno spazio tutto suo dove non merita niente meno del numero uno.
Poi le stampe dei due migliori live dei Rolling Stones, quello del 1973  a Brussels (con Mick Taylor) e quello del 1978 in Texas (con Ron Wood). A cui mi piace aggiungere solo due canzoni, non di più ma neanche di meno, dal disco di inediti che ha accompagnato la ristampa di Some Girls. Sono due cover, ma molto belle, che idealmente immagino i due lati di un 45 giri che non è mai esistito: la ballata country di We Had It All che Keith Richards ripulisce magistralmente di tutte le buzzurrate country & western per lasciarne solo il cuore pulsante, backed with un rock & roll sfrenato e sguaiato cantato da Mick Jagger, Tallahassee Lassie.
Ancora live dal passato: i Rockpile di Nick Lowe e Dave Edmunds alle prese con il loro leggendario live show registrato nel 1980 a Montreux. E infine la ristampa extended di Wish You Were Here dei Pink Floyd, il cui secondo disco riporta le mitiche registrazioni a Wembley 1974 dei pezzi che anni dopo sarebbero diventati parte di Animals.

Last but not least, gli italiani. Parlo solo per quelli che ho sentito ovviamente; nessun disco cantato in italiano, ma da Little Italy voglio segnalare lo show di Live For The Working Class di Daniele Tenca, ricco come un Blasters d'annata, ed il disco elettrico di rock rurale e di rock romantico di Cesare Carugi, Here's To The Road.

Long May You Run.



top ten albums: 
Jonathan Wilson > Gentle Spirit 
Cowboy Junkies > Demons 
Ryan Adams > Ashes & Fire 
Gregg Allman > Low Country Blues 
Book T Jones > The Road From Memphis 
John Hiatt > Dirty Jeans and Mudslide Hyms 
Warren Haynes > Man In Motion 
Lucinda Williams > Blessed 
Drive-By Truckers > Go-Go Boots 
Lou Reed + Metallica > Lulu

alt.classic: 
Peter Hammill > PNO GTR VOX 
Rolling Stones > The Brussels Affair 1973 
Rolling Stones > Live In Texas 78 
Rockpile > Live At Montreux 1980 
Pink Floyd > Wish You Were Here 

italia: 
Daniele Tenca > Live For The Working Class 
Cesare Carugi > Here’s To The Road 

songs: 
Cowboy Junkies > Flirted With You All My Life 
Drive-By Truckers > Everybody Needs Love 
Jonathan Wilson > Desert Raven 
Ryan Adams > I Love You But I Don’t Know What To Say 
Rolling Stones > We Had It All / Tallahassee Lassie 

concerti:
Hot Tuna, Black Crowes, Paul McCartney, Warren Haynes... 

libri: 
Nick Kent > Apathy For The Devil
Michele Pizzi > Frank Zappa For President 
Keith Richards > Life 
Paolo Vites > Un sentiero verso le stelle (sulla strada con Bob Dylan)

film: 
Woody Allen > Midnight In Paris 

dedicato a: 
Vic Chesnutt 

11 commenti:

Renato ha detto...

Bella Blue.
Ma sai che diverse cose non le ho? (cercherolle)

Per la prima parte, meglio parlarne davantia d una birra :-)

Paolo Vites ha detto...

grande blue, erano pezzi come qs che mi facevano amare il Mucchio.. e congrats per essere arrivato sano e salvo al 2012 :-)

Alexdoc ha detto...

Bellissimo articolo, andando oltre i gusti (concordavo in pieno l'anno scorso, quest'anno un po' meno). Bravo Blue, ti si legge sempre molto volentieri. E ancora buon 2012!

sergio ha detto...

Buon Anno Blue,ci si becca a JW ( o a James Maddock ,If You Want...).

Anonimo ha detto...

fuori dal nido... sì intendo dire che ti seguo più che altro su Blue Motel ... a proposito speravo in un racconto sotto l'albero... bello questo post, come sempre riesci a coinvolgere in modo incredibile con le tue perole... mi spiace per quello che hai dovuto sopportare in questo anno... e sono contenta che ora ci sia una svolta...ti auguro un sereno 2012... io ... sto aspettando da questa mattina la risposta ad un sms di auguri... ci tengo tanto... nel pomeriggio l'ho rimandato... forse le linee sono un po' sovvracariche... piccole cose che possono far star bene o malissimo ... credo che tu con la tua sensibilità mi possa capire... grazie per aver colorato con le tue parole momenti di questo anno appena trascorso e grazie anche ai tuoi amici con i quali è stato piacevole confrontarsi nei vari commenti. Auguri a tutti ... in certi momenti mi avete fatto sentire meno sola ...

Anonimo ha detto...

non crucciarti e rovinarti l'inizio dell'anno . magari il problema è del tuo telefono o del tuo operatore , magari lui l'ha ricevuto e ti ha risposto e a te non è arrivato il suo sms . prova a fare qualche prova.con i telefonini nulla è mai certo.ciao federico

Anonimo ha detto...

Grazie Federico! ho seguito il tuo consiglio... ah non avevo detto che gli sms che ho inviato erano di due operatori diversi... ho fatto delle prove: effettivamente sul primo cellulare ho dei problemi nella ricezione, mi hanno detto che ora dovrebbe essere a posto, con il secondo cellulare, invece, alcuni non sono stati consegnati e ne ho la cetezza perchè ho parlato personalmente... quindi vabbè, certo sono triste perchè non ho da conservare il suo sms, ma con ogni probabilità me lo ha mandato... perchè non avrebbe dovuto? il mio sms era un bellissimo affettuoso augurio e lui sapendo bene come sono sensibile io, ed essendo lui stesso sensibile, non avrebbe mai non ricambiato i miei auguri ... grazie ancora Federico e buon anno... scusa Blue per questa invasione!

red ha detto...

Ciao Blue, ancora auguri e soprattutto grazie (tu sai perchè).
Speriamo di vedere anche nel 2012 tanti post nel Blue Motel.
All'anonimo triste voglio dire che bisogna sempre trovare un motivo per combattere e per sperare, perchè prima o poi il sole arriva per tutti, basta tenersi sempre pronti e non chiudere mai la porta.
Per la parte musicale mi piace aggiungere due "scoperte" nel mio mondo prog, Phideaux e White Willow che hanno pubblicato due meravigliosi lavori nel 2011.
Ciao a tutti

Anonimo ha detto...

Grazie Red per le tue belle parole... buon anno!
P.S. hai visto che Blue ci ha già accontentato pubblicando su Blue Motel ?!... grazie Blue !e ancora buon anno!

Blue Bottazzi ha detto...

Grazie a tutti. :-)

Anonimo ha detto...

Caro Blue, sei riuscito a scrivere un bellissimo pezzo sulle "aride" classifiche ... come sempre ... Haynes c'è l'ho, Wilson,Adams e Williams sono nella lista d'attesa ... sto recuperando 20 anni di musica persa .... e quest'anno ho comprato soprattutto 2008-2010 e molti primi anni 2000! Il mio 2011 non è stato molto diverso dal tuo .... Buon 2012, sei sempre il numero 1, pari merito con Zambo (accetterai l'ex equo, sono sicuro).
Andrea Badlands