domenica 17 luglio 2011

generazioni


L'ho letto da qualche parte da adolescente: che la generazione precedente non è in grado di comprendere la musica (ed in generale l'arte) della generazione successiva. Lasciato perdere, per ovvietà, il test su Soft Machine, Yes e Pink Floyd, ascoltando Elvis (Presley) mi domandavo come potesse essere possibile non apprezzare il suo modo di cantare. Poi uno zio mi rivelò di non apprezzare Lucio Battisti perché "non sa cantare" e da allora ho dato per provata quella regola, prendendo per certo anche che prima o poi sarebbe successo anche a me. La prima volta che mi capitò di ascoltare un modo "diverso" di cantare fu nel 1984 con Morissey degli Smiths. Fino a quel momento tutti i cantanti che apprezzavo cantavano in definitiva nello stesso modo, da Chuck Berry a Bruce Springsteen, da David Bowie a Peter Gabriel, dai Beatles a Bob Dylan, da Lou Reed a Johnny Rotten: tutti cantavano con urgenza e con furore. Morissey cantava in un altro modo, cantava come se non ne avesse voglia. Allora non ne ebbi sentore ma oggi ne sono sicuro: la musica della generazione successiva alla mia la inventarono gli Smiths. Comprai il loro primo omonimo LP ma non mi conquistò, e lasciai perdere. Ci riprovai in epoca di CD con un'antologia di singoli, con la migliore intenzione di farmeli piacere, ma non riuscii a penetrare il loro segreto. Forse acquistai inutilmente anche un disco di Morissey ma non ne sono sicuro. L'unica loro canzone che posso dire di aver apprezzato l'ho sentita cantare da David Bowie su un suo disco del 1993. Da allora gli Smiths hanno avuto figli e nipoti e secondo me hanno inventato il rock degli anni zero, anche se non ho mai letto nessun critico musicale scriverlo.
Io sono andato avanti con i miei cantanti e non me ne lamento. Anzi, fino agli anni '90 sono andato avanti benissimo. Tutta la cosa del movimento groove e dei festival come HORDE e Lollapalooza è stata musica per le mie orecchie: Phish, Blues Traveler, Spin Doctor, Dave Matthews Band, la prima Sheryl Crow, ma anche Jayhawks, Wallflowers, condividono il mio stesso DNA. Ma negli anni duemila, o anni zero (così chiamati anche in senso un po' disonorevole, credo) non me la sono cavata altrettanto bene. Se leggi Anni Rock, il sito in cui ho raccolto le uscite più significative della storia discografica del rock, fino al 1999 me la cavo con qualche onore, ma dal 2000 le liste non sono più quelle dei dischi più significativi dell'anno, ma al massimo dei miei dischi preferiti, che è decisamente una nicchia riduttiva.
Eppure non solo sono per natura un curioso, ma anche sento necessità di ascoltare cose nuove da affiancare al mio Classic Rock. Un po' è che non esiste più una scena, o almeno così mi pare: non ci sono i Beatles ed i Dylan di questa generazione a illuminare e suggerire cosa ascoltare e cosa comprare (come vestire e cosa leggere). Un po' è che mi accorgo di non conoscere più tanti giovani: mia figlia è ancora pre-adolescente e io non conosco ventenni, e se li conosco non ascoltano musica, almeno non come l'ascoltavo io. Ai concerti che frequento il pubblico ha i capelli grigi ed ai rave party non ci vado.
E allora come mi sono difeso negli anni zero, a parte acquistando ristampe e "rock revival"? (Black Crowes,) Cowboy Junkies, DriveBy Truckers, Wilco, Okkervil River... sono pochi? Non ho neppure dischi di Vic Chesnutt, il Tim Buckley degli anni zero.
Cantano abbastanza come se non ne avessero voglia (ma dentro ci puoi sentire le armonie di Beach Boys e Beatles, e la lirica di Roy Orbison oppure il soul di Rod the Mod...) ma soprattutto suonano in sordina, con calma, rassegnazione, low-fi dalle cantine, senza assoli brucianti, tirate di chitarra o cariche di sax, ma al massimo echi gentili di Hammond B-3 e ritmi sostenuti da sei corde acustiche. Ma se come musica mi ci posso avvicinare quello che stento davvero a condividere sono i testi: temi cupi e pessimisti e murder songs. Niente All You Need Is Love o The Times They Are A Changing o The Fever o Born To Run. È così che i giovani vedono il mondo?
(Anche le copertine non sono quelle nostre: cosa vuol dire un cammello su un balcone?)
Chi vuole aiutarmi nei commenti a questo post, magari lasciando fra parentesi anche la propria età (vietato barare)?