venerdì 24 giugno 2011

Warren Haynes > Man In Motion



Scrivevo: “Pur senza essere un genio musicale alla Mozart né un virtuoso da circo, Warren Haynes è il chitarrista più amato di questa generazione”. Amore / odio sarebbe una definizione eccessiva, però love & disappointment lo posso scrivere. Warren è un musicista dotato di talento e di ottimo gusto musicale. È anche il chitarrista che ha voluto essere il sostituto di Duane Allman (negli Allman Brothers Band) e di Jerry Garcia (nei Dead), e - va da sé - nessuno può sostituire Duane Allman o Jerry Garcia. Il problema principale di Warren Haynes è la mancanza di misura. Va in tour con i Dead, va in tour con gli ABB (e registra ogni tanto anche qualche bel disco), va in tour con i Gov’t Mule con cui registra quasi un disco all’anno, e infine registra a proprio nome. Un po’ troppo per riuscire a tenere uno standard qualitativo elevato. Quando però decido di essere “disappointed” con Warren, mi capita per le mani la registrazione di uno show come quelli di Halloween e mi sciolgo nei suoi assolo di Gibson Les Paul.

Di tutta la sua produzione, di regola i dischi meno eccitanti sono quelli da solista. E Man In Motion è un disco da solista. Un disco rigorosamente R&B elettrico, ispirato ai lavori della Stax e del Muscle Shoes degli anni sessanta. Warren alla voce e alla Gibson, Ivan Neville all’Hammond, cori, fiati, tutto il contorno. Alcuni pezzi sono splendidi.
River Gonna Rise (“il fiume salirà”) è un errebì ritmatissimo con una chitarra vagamente santaneggiante che trasmette energia e ti fa accompagnare i cori.
Everyday Will Be Like A Holyday (“ogni giorno è una vacanza quando la mia bambina torna a casa”) è uno di quei lentoni soul con tanto di duetto vocale, che a Warren riescono così bene.
Sick Of My Shadow (“spaventato dalla mia ombra”) è un brano groove di sette minuti che cresce fra fiati ed Hammond come un pezzo dei Phish che furono.
On A Real Lonely Night (“in una notte davvero solitaria”) è un R&B classico alla Stax o alla NRBQ che si sviluppa per sette torridi minuti su un crescendo di fiati alla Blues Brothers.
Hattiesburg Hustle è una dose di blues con tanta chitarra.
Take A Bullet (“prenderei una pallottola per te”) è un lato B alla Sam & Dave, con questo testo… disarmante.
Dunque, di cosa mi lamento? Che Warren non abbia messo queste canzoni a disposizione della band. La sezione ritmica è precisa ma timida: cosa ci sarebbe stato di male nel far suonare la batteria a Mat Abts e a far di questo un disco dei Mule?
Ancora meglio: Low Country Blues di Gregg Allman è un ottimo disco. Cosa sarebbe stato mischiato a questo Man In Motion come disco della band dei fratelli Allman? Un capolavoro.
Insomma, Man In Motion di Warren Haynes è un buon / ottimo disco, tre stelle o quattro (a seconda del vostro umore e dei vostri gusti). Però qui si è persa la capacità di sognare e di pensare in grande…