venerdì 1 aprile 2011

Todd Rundgren il Mozart di Philadelphia


Il Mozart di Philadelphia è il soprannome che si guadagnò negli anni settanta questo dimenticato genio del rock, uno dei musicisti al tempo stesso più colti e divertenti del decennio. Musicista creativo a 360°, Rundgren ha amato spaziare fra i generi musicali e sperimentare tecniche di studio di registrazione, cosa che ne fece anche un produttore di successo: produsse Stage Fright della Band, oltre che album di Hall & Oates, Sparks, New York Dolls, Cheap Trick, Grand Funk Railroad, Steve Hillage, Tubes, Patti Smith, XTC, Tom Robinson Band. Il suo successo più grande in quella veste fu sicuramente il multimilionario Bat Out Of Hell di Meat Loaf, che gli diede di che vivere per un bel po’.
Todd Rundgren fu però soprattutto un songwriter raffinato, dotato di un talento naturale per la scrittura di canzoni bellissime e orecchiabili. Un cantante dotate, un polistrumentista e un virtuoso della Gibson, in grado di suonare e registrare ogni strumento di molti dei propri dischi.
Todd artista non ha mai esitato a mettere il proprio talento al servizio della sperimentazione (anche al punto di esagerare) in un mondo che preferisce premiare piuttosto la mediocrità: fu il primo a registare tutte le parti strumentali e vocali di un disco, ma andò oltre arrivando a “simulare” ogni strumento usando solo la voce e filtri elettronici. Non è mai stato capace di centellinare la propria produzione, registrando dischi “doppi” a ripetizione (spesso ha registrato dischi più lunghi di quanto permettesse la tecnica di stampa degli LP) oppure registrando sia a proprio nome che a quello di una band, gli Utopia (i Beatles dell’Universo parallelo) in una geniale logorrea.

Todd Rundgren è anche stato un amante della musica, innamorato del soul della Motown dei primi anni sessanta, dei cantautori (prima fra tutti Laura Nyro), delle operette di Broadway, dei Beach Boys, i Beatles e i gruppi della British Invasion, del Progressive britannico e della musica free di Frank Zappa e di Mahavisnu Orchestra. Nei propri tanti dischi gli è piaciuto infondere tanto gioco e tanto divertimento ispirandosi dichiaratamente a tanti maestri quanto non addirittura giocando a ricalcarli.
Si parla di Todd anche come un uomo dalle grandi doti umane. Questo freak psichedelico dai lunghi capelli multicolori fu il compagno innamorato della groupie Bebe Buell e padre adottivo (ma effettivo) della di lei figlia Liv Tyler (l’attrice, il cui padre biologico è Steven Tyler degli Aerosmith).

Nato nel 1948, la sua carriera professionale prese l'avvio nei tardi anni sessanta come chitarrista di una garage band, i Nazz, con cui registrò tre album ed un paio di hit locali nella zona di Philadelphia. Nonostante sia un grande talento solista, Todd si porterà dietro per tutta la carriera la voglia di essere parte di una “grande” band. Il suo primo lavoro solista nacque a NYC proprio come parte di una band “abortita”, i Runt - con la sessione ritmica di Hunt e Tony Sales, che successivamente avrebbero suonato con Iggy Pop, e con i Tin Machine di David Bowie.
Runt e Runt-The Ballad Of Todd Rundgren segnarono l'inizio della carriera solista, mostrando la passione per il "cesello" di canzoni orecchiabili interamente suonate e cantate da lui stesso. Fecero capolino anche i primi potenziali hit, con le canzoni We Gotta Get You A Woman e Be Nice To Me. Il primo capolavoro fu realizzato nel 1972 con il doppio LP Something/Anything?, che sulle quattro facciate del vinile liberava una vera pioggia di canzoni pop, vaudeville, soul, beat, fino alla psichedelia alla Hendrix e alla rock opera.
Le facciate hanno un titolo: la prima, “un bouquet di melodie orecchiabili”, comprende I Saw The Light e Wolfman Jack. La seconda è “il lato cerebrale: in realtà l’ultima canzone è così cerebrale da risultare quasi imbarazzante”. La terza facciata: “i ragazzi suonano duro”, con una Black Maria ispirata a Jimi Hendrix. Per la durata delle tre facciate Tom è solo in studio a produrre, suonare, cantare, registrare tutto quanto. La quarta facciata, “pop operetta” , è invece suonata dal vivo in studio in una unica take da una dozzina di musicisti fra cui i Brecker Brothers e Rick Derringer. Si apre con una ruvida versione garage di Money (That’s What I Want) in medley con Messin’ With The Kid (ottenute da un nastro registrato nel ’66), seguite da una personale “east side story” che prende le mosse dal Max’s Kansas City, dall’hit Hello It’s Me e da una Dust In The Wind che sa di The Band. Il disco fu il suo principale successo di classifica, con due hit in Top Ten, I Saw The Light e Hello It’s Me (ripresa dal repertorio dei Nazz) e mezzo milione di copie vendute.
Qualcuno definì il disco “il più grande distillato di musica pop mai registrato”. Rolling Stones scrisse: “il più grande album non registrato da Paul McCartney”.

Con A Wizard/A True Star nel 1973 Todd Rundgren prese il largo nel mare dell’underground e della psichedelia. Dichiaratamente il disco voleva essere il suo Sgt. Pepper. La prima facciata dell’LP (Wizard, il mago) è un collage sfrenato di spezzoni musicali e di idee cucite alla maniera della seconda facciata di Abbey Road, che va da Broadway (Never Never Land da Peter Pan) a pezzi trasversali alla Zappa se non rumore ed effetti, a canzoni come International Feel e Zen Archer. “Un flusso di coscienza in rock”.
La seconda facciata (A True Star, una vera stella) è dedicata alle canzoni, comprendendone di bellissime come Sometimes I Don't Know What To Feel, la corale Just One Victory (da allora il pezzo che chiude i suoi show) fino al delizioso medley Philly soul di I'm So Proud/Ooh Baby Baby/La La Means I Love You/Cool Jerk.
A Wizard / A True Star fu troppo sperimentale per trovare la via delle classifiche, ma resta uno straordinario quanto dimenticato capolavoro della nostra musica. “Pure Pop for now people”, per parafrasare Nick Lowe.
Nel 1974 seguì un nuovo doppio LP, Todd, dove forse inizia a pesare il tour de force, ma lo stile è sempre quello e non mancano canzoni del calibro di A Dream Goes On Forever.

Ma Rundgren è già pronto a rimescolare le carte: mette assieme per il live show un gruppo che chiama Utopia (un suo vecchio pallino), una sfrenata band con l’esagerata presenza di tre tastieristi ai sintetizzatori, che mettono in soffitta la forma canzone per suonare invece lunghi pezzi complessi, ispirati a Mahavisnu Orchestra di John McLauglin, Funkadelic e progressive rock. Il risultato, che pretenzioso è dir poco, poteva sfiorare il disastro ma il divertimento ed il gusto di suonare ne fecero un lavoro assai ben accolto da pubblico e da gran parte della critica. Todd Rundgren’s Utopia (1974) è in parte dal vivo ed in parte in studio. L’anno successivo fu la volta del secondo disco degli Utopia, Another Live (1975), interamente registrato in concerto ma già più misurato, con canzoni come Just One Victory di Todd e cover come Do Ya dei Move di Jeff Lynne. In Another Live sono presenti i tre quarti della formazione (Willie Wilcox alla batteria e Roger Powel alle tastiere, oltre a Todd) della band che da quel giorno diventerà gli Utopia - quella che ho definito i Beatles dell’universo parallelo, anche se ad una invidiabile potenza di fuoco strumentale gli altri tre membri non accompagnano un uguale talento per il songwriting.
Il dado è tratto: Rundgren ha rotto i ponti con gli hit da radio FM per diventare a tutti gli effetti un musicista underground. Da questo momento forzò ulteriormente la propria creatività producendo ogni anno un disco solista ed un disco con la band. Initiation (1975) voleva essere la sua versione della psichedelia elettronica degli Utopia, una canzone di un certo successo (Real Man) annegata in un pasticcio elettronico.
Nel 1976 gli Utopia giunsero alla formazione definitiva: un elegante quartetto elettrico con Todd alla chitarra, Roger Powell alle tastiere elettroniche e voce, Kasim Sulton al basso voce, Willie Wilcox alla batteria e voce. Quattro cantanti solisti in una sola band e quattro musicisti che suonano come un’orchestra.
Faithfull (1976) attribuito al solo Rundgren, è sorprendente. Il lato A mette assieme sei cover dei suoi eroi: i Beatles (una grandissima Rain), Beach Boys (Good Vibrations), Yardbirds, Dylan ed Hendrix. Con le canzoni arrangiate e suonate come gli originali o sottilmente meglio. Il disco voleva celebrare i dieci anni dalla brit invasion (il brano degli Yardbirds che apre si intitola dichiaratamente Happening Ten Years Time Ago), ma l’operazione, al tempo inusuale, non venne capita appieno. E dire che nel 1973 Bowie aveva fatto lo stesso con un magnifico disco di cover del beat dei sixties intitolato Pin-Ups.
Il secondo lato di Faithful comprende invece grandi canzoni originali di Rundgren, fra cui Love Of The Common Man e The Verb To Love. Un disco splendido.
Poi, di nuovo, con gli Utopia continuava a giocare con la musica: RA (1977) è un lunghissimo disco prog ispirato ai gruppi britannici sul modello degli Yes, con un suono che rasenta la perfezione anche se fuori tempo massimo (o troppo in anticipo per il prog revival).
Nello stesso 1977 esce anche un altro disco degli Utopia, Oops Wrong Planet, che mette finalmente a fuoco il suono definito della band, legato allo stile delle canzoni di Rundgren ma spinto agli steroidi dal fuoco del quartetto . Non tutte le canzoni del disco sono a livello di eccellenza (come potrebbero esserlo a questi ritmi di lavoro?), ma alcune sono autentiche perle, come Love Is The Answer, piccola sinfonia di quattro minuti alla Phil Spector, e Love In Action. Anche il suono è praticamente perfetto.
Il 1978 riserva ancora una sorpresa: Hermit Of Mink Hollow, un disco senza band, registrato interamente dal solo Todd, l’eremita di Mink Hollow Street. È uno dei dischi più amati dai fan del musicista, con una nuova infornata di belle canzoni: Can We Still Be Friend sarà un successo da classifica nelle cover di Robert Palmer e di Rod Stewart. Poi Onomatopeia, Bag Lady, All The Children Sing.
Infine sempre nel 1978 è la volta di Back To The Bars, il “doppio dal vivo” registrato in concerto al Roxy a LA e al Bottom Line a NYC.

Nel 1977, lo sanno tutti, esplose la new wave e per la maggior parte dei vecchi gruppi questo significò il pre-pensionamento. Gli Utopia, che avrebbero potuto facilmente adeguarsi al nuovo stile (anni dopo Todd e Kasim saranno parte del remake dei Cars) sbagliarono curva cercando al contrario di ammorbidire il proprio suono per corteggiare il mainstream delle radio FM americane, ma a conti fatti senza riuscire ad agganciare il pubblico delle classifiche.
Negli anni ottanta Rundgren farà parlare di sé con l’hit Bang The Drum All Day (usato anche per una pubblicità televisiva) e per un disco tutto vocale, senza strumenti, A Cappella. Gli Utopia prima di sciogliersi registreranno altri sei album, con diversi singoli orecchiabili ma senza clamori. Da sottolineare l’operazione di Deface The Music del 1980, dove i quattro fecero il verso a pezzi dei Beatles pennellati dal synt (un po’ alla Walter Carlos in Eleonor Rigby), imbarazzando la casa discografica soprattutto perché i quattro non si fecero scrupolo ad apporre la propria firma su tutte le canzoni, molto simili a quelle dei fab-four.

Nel 1992 i quattro Utopia furono invitati dai fan giapponesi ad un reunion tour che diede loro l’occasione per l'ottimo live album della band, che ancora mancava alla discografia: Redux ’92 Live In Japan, dove i quattro offrono in passerella gli hit della propria carriera in una edizione molto energica. Una occasione irrinunciabile per sentire di cosa sia capace questa band in concerto. La reunion non ebbe purtroppo seguito, si dice per la mancanza di un vero interessamento discografico. Il disco è comunque stampato dalla Rhino e reperibile sul mercato.
Nel 1991 2nd Wind fu un altro album dal vivo di Todd di canzoni nuove, cui seguì persino un album di greatest hits riletti in chiave bossa nova.
Nel 2006 a sorpresa Todd prese il posto di Ric Ocasek in una reunion dei Cars testimoniata anche da un album dal vivo (The New Cars: It’s Alive). Rundgren definì l’operazione: “una buona opportunità per pagare i miei debiti” ma nella realtà dimostra che alla vigilia dei sessant’anni la voglia di giocare con il rock& roll non gli è ancora venuta meno.
In questo istante Rundgren è in tour niente meno che con gli show di Something Anything, A Wizard A True Star e Todd: non è dunque ancora troppo tardi per conoscere ed amare il Mozart di Philadelphia.

discografia selezionata:

RUNT (1970)
We Gotta Get You A Woman
Be Nice To Me

THE BALLAD OF TODD RUNDGREN (1971)

SOMETHING/ANYTHING? (1972) ★
I Saw The Light
Hello It’s Me

A WIZARD, A TRUE STAR (1973) ★
Sometimes I Don't Know What To Feel
Just One Victory
Soul Medley

TODD (1974)
A Dream Goes On Forever

TODD RUNDGREN'S UTOPIA (1974)

INITIATION (1975)
Real Man

Utopia: ANOTHER LIVE (1975)

FAITHFUL (1976) ★
Love of the Common Man

Utopia: RA (1977)

Utopia: OOPS! WRONG PLANET (1977)

HERMIT OF MINK HOLLOW (1978) ★
Can We Still Be Friends
All The Children Sing

BACK TO THE BARS (1978) ★

Utopia: DEFACE THE MUSIC (1980)

HEALING (1981)

Bang The Drum All Day (1982)

Utopia: REDUX ’92 LIVE IN JAPAN ★

Nearly Human

2nd WIND

antologie:

Todd Rundgren: The Definitive Rock Collection
Rhino, 2006

Todd Rundgren’s Utopia: City In My Head
Castle 1999