Big Pink


Where in the world è finito Blue Bottazzi? Ci sono ancora, ma sto attraversando una certa fase della mia vita. Sono andato a vivere nella mia personale Big Pink nella mia personale Woodstock, in the country come The Band e come Bruce Springsteen. Sto scrivendo dalla mansarda (un basement al contrario) che mi sono ricavato, ribattezzandola Electric Ladyland, e che sento molto mia: ci sono tappeti, un vecchio divano e una vecchia poltrona di pelle, un impianto hi-fi, un Mac dal grande schermo per vedere i film, ovunque scatole di latta piene di CD ed un abbaino che mi lascia sbirciare una campagna innevata. Se fossi un musicista sarebbe una sala di registrazione, ma siccome non lo sono, la musica mi accontento di ascoltarla; e scrivo. Purtroppo non ho un collegamento adsl per cui mi collego a spizzichi e bocconi con iPad o medioevali chiavette usb di aziende telefoniche dalle attitudini banditesche.
Mentre si avvicina la fine dell’anno mi rendo conto che devo chiudere i conti con Mary Gauthier e con altri dischi di cui non ho ancora parlato, mentre ultimamente ho dedicato il grosso del mio tempo libero al cofanetto di Springsteen, ed ai bei dischi di una little italy poco nota ma straordinaria, quella di musicisti di talento dal nome di Lorenzo Bertocchini, Francesco Lucarelli, Antonio Zirilli, Sergio Marazzi e naturalmente Cheap Wine.
Avessi una radio libera ve li farei ascoltare, ma ne parlerò comunque presto. Facciamo per capodanno?

alcuni fra i post in arrivo:
Darkness On The Edge Of Town
Little Italy
Mary Gauthier > The Foundling
PFM live
The Sound Of Asbury Park
Grateful Dead
rock labels

…avevo anche promesso un Tom Waits di Natale ma non ce la faccio. Dopo tutto I don’t dance for money. Facciamo per San Valentino?

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