Neil Young > Le Noise


Neil Young non ha mai difettato di coraggio. Da quarant’anni avrebbe potuto far karaoke con After the Gold Rush ed Harvest, e invece ogni volta si reinventa senza paura di sfiorare il confine dell’avanguardia sonora del rock. Lo ha fatto innumerevoli volte nella sua carriera, da quando con Rust Never Sleep ha dichiarato il suo amore per la new wave, o quando negli anni ottanta con la produzione per la Geffen Records per cui ha inciso dischi ora di rock & roll elettronico, ora di rock’a’billy o jazz fino a che si è visto strappare il contratto. E ancora con i coraggiosi dischi elettrici con i Crazy Horse negli anni novanta. Negli anni duemila potrebbe fare il pensionato di lusso corteggiando i fan riciclando i greatest hits ed invece mette assieme un disco estremo come Le Noise, rock al calor bianco per chitarra elettrica distorta e voce. Questo significa produrre arte e non canzoncine per MTV e Hollywood.

Amo Le Noise (il titolo è un gioco di parole con il cognome del produttore, l’enigmatico Daniel Lenois, già corresponsabile del capolavoro di Dylan Oh Mercy del 1989 e di lavori solisti di fascino come For The Beauty Of Wynona - 1993). Un disco che mischia ispirazioni diverse come Hey Hey My My (“rock & roll will never die, the king is gone but is not forgotten, this is the story of a johnny rotten”) i citati dischi elettrici con i Crazy Horse (Ragged Glory e Weld), la ballata di Eldorado, la ipnotica colonna sonora colonna di Dead Man con Johnny Depp cowboy e Gary Farmer sciamano indiano.
Le Noise potrebbe riportare al bellissimo Ragged Glory, se non fosse che al posto della band non c’è altro che la nuda chitarra elettrica (o acustica) in echi e distorta, e la sua voce filtrata dalla mano sapiente di David -- oltre ad una copertina in bianco e nero ed in negativo che un po’ Dead Man richiama. Le Noise è un disco che parla d’amore, ma in modo diverso dalle canzonette.
I primi tre brani si infiltrano l’uno nell’altro quasi senza soluzione di continuo né cambiamenti di stile per dodici minuti.
Walk With Me: “faccio questo viaggio e non voglio camminare solo; cammina con me, mostrami una luce, sento il tuo amore…”
Sign Of Love: “è un segno d’amore, quando ti ho vista per la prima volta, tu eri una ragazza ed io un uomo, quando la musica suonava ti ho guardata ballare, era un segno dell’amore…”
Someone’s Gonna Rescue: “ti ho vista immobile, ti ho vista chiamare, qualcuno ti salverà prima che tu cada…”

Alla “suite dell’amore” segue una delle più belle ballate acustiche di Young, Love and War, amore e guerra, un pezzo pacifista degli anni zero: “ho visto un sacco di giovani uomini andare in guerra e lasciare un sacco di giovani spose ad aspettarli. Le ho viste cercare di spiegare ai loro figli e ho visto un sacco di loro non riuscirci. Hanno cercato di spiegare perché perché il papà non tornerà mai più a casa…”

Angry World di nuovo sfodera la chitarra elettrica in eco: “alcuni vedono la vita come una promessa tradita, alcuni vedono la vita come una lotta senza sosta. Sì, è un mondo arrabbiato ma tutto andrà bene…”
The Hitchhiker è un’altra ballata elettrica di fascino, un diario di bordo dove l’autostoppista è il cantante in prima persona, che racconta la propria biografia facendo l’inventario delle droghe che ha incontrato sul cammino, dalle anfetamine al Valium, dall’erba alla cocaina, su un tappeto sonoro alla Cortez The Killer.
Peaceful Valley Boulevard è l’altra ballata acustica, di sette minuti, su un tema nostalgico e ambientalista: “un bambino è nato e si è domandato il perché”
Le Noise si chiude alla ottava canzone con Rumblin’, un malinconico e criptico feedback sonoro.

Dunque i dischi registrati come arte e non come prodotti sono merce rara ma esistono ancora; Neil Young è un grande artista e Le Noise è il mio disco dell’anno. Mi piacerebbe che Neil lo portasse in tour con la band come in Weld. Il materiale c’è tutto.

★ ★ ★ ★ ½ (entusiasmante)
Genere: folk elettrico
Reprise, 2010
in breve: poesia psichedelica per chitarra elettrica e voce.

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