on the road


Scriveva Paolo Vites che i dischi vanno ascoltati per intero e dal primo all’ultimo pezzo.
Una volta ero un maestro, anche nell’arte grafica, nel preparare compilation su cassette da ascoltare sul mangianastri in auto (o da regalare alle ragazze per far colpo). Per un po’ di tempo ho anche trasferito quest’arte nella masterizzazione dei CD. Ora da qualche anno in auto ho un iPod collegato allo stereo, su cui carico la musica del momento, che poi un piccolo dj virtuale provvede a selezionare. A volte è in vena, e crea grandi scalette, a volta proprio non è il caso…
Sarà il caldo di questi giorni, ma mi è capitato di stancarmi di ascoltare pezzi musicale in ordine sparso, così ho fatto quello che non mi capitava di fare da molto tempo: ho preso un paio di CD dalla mia discoteca e li ho portati in auto. Per la precisione erano i Green On Red e Lost Weekend. È stato un effetto a catena: solo il gesto di infilare il CD nella fessura (dopo averlo goffamente estratto dal jewel box durante la guida) è, come recita una certa pubblicità, impagabile.
E poi è vero: i dischi si ascoltano dalla prima all’ultima canzone nell’ordine in cui sono stati stampati. Ho recuperato CD che non vedevo / ascoltavo da anni. Per esempio Hard Road dei True Believers di Alejandro Escovedo, che cercavo inutilmente da tempo nei negozi: ho scoperto che già lo possedevo in CD (non è la prima volta che mi capita). Un disco straordinario, di quella altrettanto straordinaria stagione che sono stati gli anni ottanta per il rock Losangelino (ok, i TB sono di Austin Texas, ma non conta): Blasters, Los Lobos, X, Lone Justice, Beat Farmers (San Diego), Green On Red, Dream Syndicate
Ho recuperato i Fleshtones (NYC - CBGBs), Peter Gordon con Link Wray, i primi Steve Earle, ed un po’ di blues, da John Lee Hooker a Muddy Waters, da Howlin Wolf a BB King. Tutta gente che in auto sa suonare forte…

PS: anche un disco italiano si è mischiato in auto a tanto rock. This Man di Sergio Marazzi. Bisognerà parlarne.

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