il disco per l'estate (2010)


L’estate è una stagione troppo bella per scrivere blog… però è una stagione perfetta per ascoltare musica. Ecco qualche consiglio per un disco per l’estate…

Peter Wolf > Midnight Souvenirs

PW era il cantante della J Jeils Band, una band di Boston che prima di diventare pop si divertiva a seguire i binari del brit blues dei Rolling Stones. Midnight Souvenirs è solo rock & roll, but I like it. È solo rock, ma come il rock dovrebbe essere: rock & roll, ballate, rithm & blues con i cori, sax, tastiere, chitarre. Si può chiedere di più all’estate di un piccolo grande album da ricordare?

Roky Erickson > True Love Will Cast Out All Evil

True Love è un’opera letteraria, una autobiografia in rock che fa il pari con un altro lavoro di quest’anno dalle motivazioni molto simili, The Foundling della grande Mary Gauthier. In entrambi i casi si tratta di due artisti con una cicatrice nell’anima, che raccontano in musica senza diventare imbarazzanti, con l’aiuto di due rock band contemporanee, gli Okkevil River lui, i Cowboy Junkies lei. Di Mary dirò in un post dedicato in autunno (anche perché le tragiche ballate sudiste di MG di estivo hanno poco, saranno più adatte ad accompagnare le nostre serate quanto cadranno le foglie e quando cadrà la neve), di Roky ho già raccontato.
Un ex star di una sola canzone con i 13th Floor Elevator nei ruggenti anni sessanta, che poi ha affrontato le infinite tribolazioni dell’ospedale psichiatrico e del carcere. Roky torna oggi con la sua voce da brivido a cantarci con sincerità e semplicità la sua vita, per esorcizzare i fantasmi del passato e forse, chissà, girare pagina perché pare non sia mai troppo tardi. Lo fa con un rock minimale alla Darkness On The Edge Of Town, accompagnato da chitarra basso e batteria ed una slide intrigante evocando storie di giudici, assassini, giovani nei guai e amore che prevale sulla cattiveria.

Tom Petty > Mojo

Un disco rock con l’anima del “doppio” vinile, con ballate orecchiabili che trsudano dell’epopea della grandi rock band, dal sud della cotton belt al west della California. Su tutti un fine artigiano della chitarra elettrica, Mike Campbell.

Madness > The Liberty Of Norton Folgate

Non solo USA. Che ne è stato del rock britannico, da sempre nel mio DNA di ascoltatore?
I Madness erano una band di ska revival della nuova ondata dei primi anni ottanta. Chi è oltre i quarant’anni ha ballato il singolo della cover di One Step Beyond. I ragazzi non sono mai davvero scomparsi, e nel 2009 hanno messo assieme un formidabile concept che è anche un atto di amore per la propria Londra, una “London city Simphony”: The Liberty Of Norton Folgate, che prende spunto da un angolo di Londra per cantare poi in modo molto teatrale la vita di persone che si muovono nella più bella città del mondo. Quindici canzoni che, a proposito di teatro, hanno ispirato persino un film di Julien Temple (quello del grande r&r swindle dei Sex Pistols e del future unwritten di Joe Strummer) che riprende uno shakesperiano concerto della band all’Hackney Empire. Un melting pot di songwriting, pop singles, opera rock, ritmi esotici e caraibici.

Mike Oldfield > Ommadawn

A volta è davvero troppo caldo per il rock & roll. Io sto ascoltando moltissimo le belle ristampe che Universal ha realizzato per i tre capolavori dell’inglese Mike Oldfield: il rivoluzionario (all’epoca) Tubular Bells, il bucolico Hergest Ridge, il robusto suono world di Ommadawn. Racconterò presto tutta la storia, per il momento è rinfrescante ascoltare i 40 minuti di musica strumentale di Ommadawn, fra chitarre elettriche e un attualissimo mix di atmosfere inglesi e irlandesi e percussioni africane. World music.

P.S.: come dimenticare la ristampa di Exile On Main Street e quella di Let It Bleed degli Stones, magari ricordandosi che in mezzo c'è stato Sticky Fingers?
Poi, a chi interessa, in auto io sto ascoltando gli ultimi CD dei Los Lobos, in attesa dell'imminente Tin Can Trust. In casa quando sono solo tocca quasi sempre a Peter Hammill, ma questa è un'altra storia...)

(è passato un altro anno - il disco dell’estate 2009)

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