ma dici a me?


“L’hai visto Taxi Driver?”, chiese Bobby.

“Certo”, disse Clarence. “Chi non l’ha visto?”.

“Bene”, fece Bobby “Hai presente la scena che faccio a un certo punto?”

“Quale scena?”, domandò Clarence.

“La scena dello specchio”, disse Bobby. “‘Ma dici a me?’”
“Ah, cazzo, certo. Come no. ‘Dici a me? Non ci sono che io qui’”, fece Clarence, pentendosi di aver appena fatto un’imitazione di Robert De Niro di fronte a Robert De Niro.

“Esatto”, fece Bobby. “L’ho rubata”.

“L’hai rubata?”, disse Clarence.


Bobby fece il suo tipico cenno col capo alla Robert De Niro.

“Non è originale”, disse. “L’ho rubata di sana pianta”.

“A chi?”, domandò Clarence.

“A Bruce”, disse Bobby.

“Il mio Bruce?” disse Clarence.

“Il Boss”, disse Bobby. “Il signor Springsteen”.

Clarence ci rimuginò su per un minuto. Bobby lo osservava. Poi Clarence si ricordò.

“Ah, sì…”, esclamò.

“L’ha fatto in concerto”, disse Bobby. “A un certo punto c’è il pubblico completamente in delirio. Sono tutti in piedi a urlare a squarciagola, a chiamarlo per nome, e lui si ferma sotto la luce di un riflettore, posa lo sguardo su quella massa di gente urlante, e senza scomporsi di un millimetro fa: ‘Ma dite a me?’. Poi si guarda intorno, per assicurarsi che non ci sia nessun altro, e ripete la domanda. ‘Ma dite a me? A me? Con chi state parlando? Dite a me?’. Geniale, cazzo”.
Clarence lo fissò per un po’ e fece un largo sorriso.
“Che figlio di puttana”, esclamò.

“Ma dici a me?”, rispose Bobby.




Dall’autobiografia di Clarence Clemons, sassofonista della E street band, “Big Man. Storie vere & racconti incredibili”. In libreria, edito da Arcana editrice. Traduzione di Giuseppe Marano.

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