Graham Parker #1


Porta magliette colorate a girocollo, giacche di velluto e jeans scoloriti, occhiali a lenti sfumate, e gli piacerebbe avere i capelli impomatati all’indietro ma quelli lo tradiscono e si arricciano. Si chiama Graham Parker, è il più grande musicista inglese e non ha mai avuto un disco primo in classifica… (Il Mucchio Selvaggio #37, gennaio 1981)

Pub Rock: Brinsley Schwarz, Dr Feelgood, Mickey Jupp + Legend, Kilburn & The High Roads (Ian Dury & The Blockheads), da ultimi all’alba del punk anche Eddie & The Hot Rods…
Graham Parker nasce in questa pentola ribollente di rock & roll. Più magro e nervoso di oggi, raccontano dei suoi primi anni di una vita turbolenta, di una grigia divisa da mod, una carriera musicale nello skiffle. All’inizio del 1975 di giorno si guadagna da vivere come benzinaio, di sera canta di fronte ad uno striminzito pubblico. Una sera un tal Dave Robinson lo ascolta e gli propone di registrare qualche cosa al suo piccolo studio, l’Hope & Anchor. Parker ha bisogno di un gruppo e Dave conosce gente. I Brinsley Schwarz si sono sciolti da poco e da li arrivano Bob Andrews, tastierista alla Garth Hudson (The Band) e Brinsley Schwarz, grande ed elegante chitarra solista. Basso e batteria vengono dai Bontemps Roule ed il chitarrista ritmico dai Ducks Deluxe. Il nome della band? Ci vuole un po’ di rumore per scuotere il pubblico, ed è quello che Graham ha intenzione di fare: The Rumour.
Una prima incisione, la ballata Between You And Me, è così bella che viene trasmessa a Radio London e gli procura il contratto con la Phonogram. Il produttore sarà Nick Lowe, che darà una vena power-pop a Howlin Wind, un album di vivace soul bianco sul quale compare già la metà dei suoi classici: White Honey, Gypsy Blood, Back To Schooldays, Lady Doctor (“I got a lady doctor, she cure my pain for free…”), Don’t Ask Me Questions. Non passa che qualche mese e Parker torna in studio per un secondo album R&B ancora più bello, perché più tosto, con più fiati e più ritmo: Heat Treatment, il Moondance della nuova ondata. Sulle due facciate trova posto l’altra metà dei classici di Parker: Black Honey, Back Door Love, Fool’s Gold, Heat Treatment e tutte le altre. Parker elimina gli assolo, taglia i silenzi, compatta gli strumenti attorno alla musica. Canta di corsa su ritmi spezzati r&b, caraibici, reggae, accenni di twist e rock & roll. È il suo capolavoro ed un classico della musica inglese di quegli anni incredibili.
Nemmeno il tempo di un terzo album (Stick To Me) che fa da contraltare alla New York City Serenade della E Street Band (Parker verrà considerato a lungo lo Springsteen inglese) ed esce il doppio che testimonia lo scatenato live show dei Rumour e riassume tutti i loro classici: Parkerilla, con una copertina in verticale come Blonde On Blonde, tre facciate di concerto ed una di remake dance di Hey Lord Don’t Ask Me Question!
È il grande momento di Graham Parker & The Rumour e lo testimonia nel 1979 il successo di classifica - finalmente - di Squeezing Out Sparks, un album affilato come un rasoio, prodotto niente meno che da Jack Nitzsche (compromesso nella new wave anche dai due splendidi dischi d’esordio newyorchesi dei Mink DeVille), dove i fiati e gli arrangiamenti più soul vengono messi da parte per un urgente ed elettrico suono new wave.
Parker sente che il suo momento è arrivato. Non ha un carattere facile (come non ce l’ha Willie DeVille), molla la casa discografica colpevole ai suoi occhi di non spingerlo abbastanza negli USA e firma con la Arista (la nuova etichetta di Clive Davis che ha già messo sotto contratto anche Patti Smith, Lou Reed, Iggy Pop, Willie Nile e Ian Dury). Arista decide di farne il Boss d’oltremanica e gli fa produrre il nuovo disco da Jimmy Iovine, allora il produttore dalle mani d’oro di Tom Petty (Damn The Torpedoes), Dire Straits (Making Movies), Patti Smith (Easter) e Bob Seger. Ci sono problemi anche con la band, i grandissimi Rumour, che infatti se ne andranno ad accompagnare Garland Jeffreys nella tournée di Escape Artist testimoniata da Rock’n’roll Adult (due dischi magnifici). Alle registrazioni di una canzone del disco di Graham Parker, Endless Night, partecipa anche Bruce Springsteen, che dichiara che GP & The Rumour sono l’unico show per il quale pagherebbe il biglietto di ingresso. Alle tastiere al posto di Bob Andrews ci sono Nicky Hopkins e Roy Bittan. Ma per la prima volta l’album non si guadagna le lodi di pubblico e critica, forse per la troppa pulizia imposta da Iovine. Graham Parker non è un artista da west coast, ma devo dire che ho riascoltato il disco di recente e le canzoni mi sembrano molto buone e l’energia non gli fa difetto. Forse nel 1980 eravamo viziati da troppa ottima musica. In ogni caso le vendite non sono entusiasmanti e come se non bastasse Parker resta senza band. Sarà solo la prima di una inesauribile serie di difficoltà a cui la sua futura carriera andrà incontro.

(1 - continua)

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