lunedì 25 marzo 2013

belli legali e soprattutto dal vivo


I dischi dal vivo non sono sempre stati considerati un prodotto di serie A. All’inizio, negli anni '60 ed ancora nei primi '70, le case discografiche registravano poco, male e mal volentieri gli show degli artisti. Stampare un disco dal vivo era considerato poco più (o poco meno) di un riempitivo per un momento di vuoto creativo o per la scadenza di un contratto, sul modello di un Got Live If You Want It! degli Stones, o della seconda parte di un disco povero di materiale come Wheels Of Fire dei Cream.
I Beatles stessi, quelli che scrivevano le regole e le mode della nuova musica, non pubblicarono mai un disco in concerto.
I concerti stessi furono a lungo considerati dai discografici solo un mezzo per pubblicizzare i dischi dell’artista e a lungo consistettero in un circo di più musicisti che si alternavano con poche canzoni a testa, ad un prezzo del biglietto irrisorio - come il tour three bobs della Charisma che portava in giro i Genesis di Peter Gabriel, i VDGG di Peter Hammill e le altre band della label per 30 pence a biglietto. I tour potevano chiudersi in perdita perché i soldi arrivavano dalla vendita dei dischi.
Esattamente il contrario di quello che avviene oggi, dove i dischi vendono pochissimo, sono scaricati gratis dai giovani e servono per pubblicizzare gli show delle star i cui biglietti arrivano tranquillamente a costare 40, 60, 100 dollari (o euro).

I dischi dal vivo avrebbero cominciato a conquistare una loro dignità a cavallo del 1970 con successi di classifica come Live At Leeds degli Who, Get Yer Ya-Ya's Out! degli Stones, Undead dei Ten Years After, persino Pictures At An Exhibition degli EL&P.
Furono le smisurate vendite di doppi live come Frampton Comes Alive e Live Bullet ed il culto di lavori come Allman Brothers Band At Fillmore East a inventare il “doppio dal vivo”.
Ai tempi del vinile era più facile individuare dischi dal vivo di culto: i live erano pochi nella carriera di un artista, non arrivavano di regola prima del quarto o quinto disco (quando c’era abbastanza repertorio) e difficilmente veniva bissato. Poi ci furono band che reinventarono il live-show. come i Grateful Dead, che dal vivo si realizzavano enormemente più che sui dischi in studio e le registrazioni in concerto cominciarono a moltiplicarsi.
Non che il pubblico non fosse affamato delle registrazioni dei concerti. Erano le case discografiche a non capire. Tanto è vero che fu fiorente negli anni settanta il fenomeno dei bootleg, registrazioni pirata di bassa qualità degli show che passavano di mano fra gli appassionati a prezzi elevati. A tutta risposta i discografici invece di stampare quello che la gente chiedeva, mobilitavano i federali per sequestrare i dischi pirata. I più bootlegati furono probabilmente Dylan, Springsteen ed i Grateful Dead. Gli ultimi costruirono sui bootleg la loro leggenda, e furono i primi a vendere regolarmente le loro incisioni dal vivo. Dylan ha creato una propria Bootleg Series che stampa con regolarità delle vere chicche della propria carriera. Springsteen invece non lo ha ancora capito oggi, mostrando nel suo rapporto con i dischi una mentalità da pop star.
Sul Mucchio Selvaggio alla fine dei settanta avevamo una rubrica chiamata Belli Legali e soprattutto dal Vivo, dedicata ai dischi live di culto.

Tutti gli appassionati hanno uno spazio particolare nel cuore e nella discoteca dedicato alle più mitiche testimonianze di cosa significa suonare il rock & roll in concerto. 
I più celebrati di quei dischi sono probabilmente questi:

Lou Reed : Rock n Roll Animal
Bruce Springsteen Live In The Promised Land (*)
Grateful Dead : Live Dead
Little Feat : Waiting For Columbus
Allman Brothers Band : At Fillmore East
Bob Seger and the Silver Bullet Band : Live Bullet
Who : Live At Leeds
Dr.Feelgood : Stupidity
Rolling Stones : Brussels Affair
Townes Van Zandt : Live At The Old Quarter Houston Texas
Doors : Absolutely Live
Ten Years After : Undead
Phish : A Live One
Dave Matthews Band 2009 Lucca Italy
John Mayall : Jazz Blues Fusion
Sam Cooke : Live at the Harlem Square Club 1963
Wilco : Kicking Television: Live in Chicago
Van Morrison : It’s Too Late To Stop Now
Eric Claton : Was Here
Peter Green : Soho Session

+

Ian Hunter > Welcome To The Club 
Kinks > One For The Road 
The Rolling Stones > Get Yer Yas Yas Out 
Willy DeVille > Live Montreux 1994
Frank Zappa / Mothers > Roxy & Elsewhere 
Bob Marley > Babylon By Bus 
Tom Petty > Pack Up the Plantation: Live! 
Bob Dylan > The Rolling Thunder Revue
The Runaways > Live In Japan 
Cheap Trick > At Budokan 
CCR > The Concert 
MC5 > Kick Out The Jams 



i titoli di Mauro Zambellini:

Tom Petty The Live Anthology
Velvet Underground Live 1969
David Johansen Live It Up
Willie Nile Live from Streets of NY
Nirvana Unplugged in NY
Steve Ray Vaughan Live at Carnegie Hall
Joe Ely Live Chicago 1987
Marshall Tucker Band Way Out West Live in SF 1973
Lynyrd Skynyrd One From the road
Southside Johnny Reach Up and Touch The sky
Carolyne Mas Mas Hysteria
Garland Jeffreys Rock n’roll adult
Steve Earle and the Dukes Shut Up and Die Like an Aviator
Dave Alvin and Guity Man
Dream Syndicate Live at Raj’s
Wilco Kicking Television
Bob Dylan Live 1975 Rolling Thunder Revue Bootleg Series vol.8
The Band The Last Waltz
Jimi Hendrix Experience Live at Winterland
Pearl Jam Live at Gorge
Counting Crows New Amsterdam
Gov’t Mule Live with a little help from our friends
Widespread Panic Light Fuse Get Away
Lucinda Williams Live@the Fillmore
Joni Mitchell Shadows and Lights
Townes Van Zandt Live at Old Quarter Houston, TX
Led Zeppelin The Song Remains the same
REM Live at Olympia in Dublin
Joe Cocker Mad Dogs and Englishmen
Jimmy Page and The Black Crowes Live at the Greek
Paul Weller Catch-Flame
Cream Wheels of Fire
Winwood and Clapton Live at Madison Square Garden
The Byrds Untitled



Live in the Promised Land / Winterland '78 è l'unico disco non legale della lista. Impossibile non citarlo perché nessuna altra registrazione è in grado di testimoniare altrettanto bene cosa fosse la E Street Band dal vivo...