In The Court Of The Crimson King



Nati come il gruppo rock progressivo sinfonico per definizione, i King Crimson sono riusciti nel tempo a costruirsi la fama di essere la più intellettuale rock band al mondo, grazie (o colpa) anche del carattere senza compromessi del leader Robert Fripp.

mark I: i Crimson sinfonici

I King Crimson nacquero ufficialmente il 13 gennaio del 1969 sotto una buona stella, guadagnandosi nel giro di pochi mesi una fama che resterà inossidabile ai giorni nostri. Voluti da Robert Fripp, chitarrista dalla disposizione sperimentale ed opposto speculare dall'immagine del chitarrista rock degli anni sessanta, la singolare combinazione di talenti capaci di tanto esordio era composta da:
- Mike Giles, batterista dal suono fantasioso e delicato, ex compagno di Fripp nell'esperimento dei Giles Giles & Fripp;
- Pete Sinfield, visionario poeta responsabile della visione e del nome della formazione, oltre che del light show;
- Ian McDonald, eclettico talento strumentale del gruppo;
- Greg Lake, arrogante front man dalla bella voce melodica, capace di produzione pulita e incisiva (che confermerà in produzioni future come Lucky Man, From The Beginning e Still You Turn Me On). I suoi difetti, che ne mineranno la carriera: il cattivo gusto e la mancanza di controllo su sé stesso.

Per i Crimson il passaggio dall'anonimato alla fama fu istantaneo, grazie al suono potente e radicalmente nuovo, all'uso sul palco di strumenti come il mellotron e all'inedito spettacolo di luci di Sinfield. Ancora prima che avessero mai tenuto un concerto la cantina dove provarono per tre mesi in cerca del proprio suono divenne affollata di early fans grazie alla sola forza del passa parola. Fra di essi spiccava il boss della Island Records Muff Winwood e quel Barry Godber che avrebbe disegnato la magnifica copertina del disco d’esordio.
Il debutto ufficiale della band avvenne a Londra allo Speakeasy il 9 aprile, e già il 5 luglio i Crimson, senza alcun disco pubblicato furono invitati a suonare a fianco dei Rolling Stones al concerto ad Hyde Park in memoria di Brian Jones, di fronte ad un pubblico di 650.000 persone.
Jimi Hendrix li vide al Revolution Club e li giudicò la miglior band al mondo. John Peel li invitò a suonare alla BBC, circostanza singolare per una band senza dischi.
Il primo album, In The Court Of The Crimson King, uscì in ottobre dopo una lunga gestazione fatta di sedute di incisione inframmezzate ai live show. In un primo momento la band iniziò a registrare un disco per la Decca con il produttore dei Moody Blues, poi i cinque decisero di lasciar perdere per ricominciare da capo ed autoprodursi ai Wessex Studios su un impianto a quattro piste. In qualche giorno di registrazioni nell’arco di un mese produssero un disco talmente perfetto che sarà considerato il punto di partenza di tutto il progressive britannico sinfonico; racconterà Steve Hackett che i Genesis, in occasione della registrazione di Nursery Cryme, appesero la copertina alla parete dello studio per ricordare quale dovesse essere la loro ispirazione.

In The Court Of The Crimson King (An Observation By King Crimson) si tiene in equilibrio per la lunghezza di cinque brani in un perfetto minimalismo che è sintesi di musica romantica, sinfonica, jazz, sperimentazione ed improvvisazione, con una pulizia e precisione sonora senza precedenti negli anni della psichedelia. Mellotron, sassofono, percussioni e il cesello della chitarra acustica tessono un colorato, ricco e caldo quanto essenziale tessuto sonoro ora malinconico, ora impressionista, ora epico, a far da tappeto alla la voce piena di Greg Lake, novello Roy Orbinson del progressive.

Il disco esordì nelle classifiche inglesi al quinto posto. Pete Townshend lo definì un capolavoro. I Crimson attraversarono l’oceano per firmare con la Atlantic per l'edizione americana, e subito si trovarono proiettati in una tournée americana che in pochi giorni li portò nella Top 30. Tanto clamore fu però fatale alla formazione: Mike Giles, disorientato dal rapido successo informò gli amici che intendeva abbandonare il sogno, trascinando con sé Ian McDonald (che probabilmente, ritenendo di essere il leader, mal tollerava la difficile personalità di Robert Fripp). Il 14 dicembre 1969 i King Crimson suonarono il loro ultimo concerto al Fillmore West di San Francisco. Greg Lake, che sognava una carriera da superstar, in quella occasione prese accordi con Keith Emerson dei Nice per i futuri EL&P.

Come una candela che brucia da entrambi i lati sembrava essere arrivata la fine per i Crimson, dopo soli 335 giorni di vita e 70 concerti. Ma Fripp e Sinfield riponevano nella band aspettative troppo grandi per arrendersi. Fatto l'inventario delle energie residue, tornati in patria i due superstiti organizzarono il materiale per un secondo disco e misero assieme una band di accompagnamento chiedendo aiuto ai fratelli Giles per basso e batteria, ed a Greg Lake di prestare la voce per un'ultima volta. Il cantante Gordon Haskell cantò la bella Cadence And Cascade, e a tutti si aggiunse un giovane sassofonista dal radioso futuro dal nome di Mel Collins.
Il secondo disco, In The Wake Of Poseidon (1970), fu impostato come copia in carta carbone del primo, ma senza la stessa squadra il risultato è inevitabilmente debole; sufficiente però a dimostrare al pubblico ed alla stampa che i King Crimson di Robert Fripp sopravviveranno.
La provvisoria band non restò assieme per intraprendere una tournée e Fripp dedicò le sue rinnovate energie alla preparazione del terzo e vero "nuovo" disco utilizzando il giro di musicisti di Mel Collins, il giro dei jazzisti che farà da motore creativo a Lizard (il nuovo disco dei Crimson), di Third (capolavoro dei Soft Machine e del free rock di Canterbury), e di Septober Energy dell'orchestra Centipede di Keith Tippett.

Intanto anche Mike Giles e Ian McDonald entrarono in studio per registrare quello che voleva essere il seguito dei "loro" King Crimson. McDonald & Giles, registrato a lungo e con difficoltà per la mancanza di un produttore del calibro di Greg Lake, si dimostrerà un disco di un certo fascino, al tempo stesso di un progressive fantasioso ed elaborato ma anche ricco di atmosfere sixties alla Beatles, pur facendogli difetto e la pulizia e soprattutto la sintesi degli esordi, una voce adeguata e anche un supporto live, perché McDonald e Giles non riusciranno mai a mettere assieme un vero gruppo. Giles scomparirà dalla scena musicale nonostante l'indubbio talento e McDonald finirà a suonare musica pop di successo con il gruppo dei Foreigner.


Il terzo disco dei King Crimson veri, Lizard (1970), è un bellissimo, esuberante, fantasioso disco di quel "jazz non jazz" tipicamente inglese che diede fama alla scuola di Canterbury. Fripp e Sinfield si avvalsero di collaboratori di rango, come la bella voce di Jon Anderson (Yes), il piano del jazzista Keith Tippett, Robin Miller, Nick Evans e di nuovi collaboratori come il batterista Andy McCulloch e naturalmente Mel Collins.
Ancora una volta la band non arrivò alla prova del concerto, e di nuovo Fripp e Sinfield si concentrarono sulla successiva fatica discografica, mentre le vendite andavano calando inesorabilmente ad ogni appuntamento (ma i dischi non avrebbero mai smesso di vendere nei quarant’anni successivi).

L'impalpabile ed etereo Islands fu il disco del 1971, con l’ennesima nuova band costituita dal cantante Boz Burrell, a cui Fripp insegnò a suonare il basso per l'occasione (dopo aver sottoposto ad audizione decine di bassisti professionisti: tipico di Fripp), Ian Wallace alla batteria e ancora Mel Collins ai fiati.
Il disco si rivelò troppo sussurrato e delicato nell’incisione in vinile e dovette attendere vent'anni ed il remaster su CD per essere apprezzato in tutto la sua pienezza ed il suo valore, nel nebbioso fascino di canzoni come Ladies Of The Road, Sailor's Tale e Islands.
Ma intanto questa formazione era tornata a suonare dal vivo, compresa una tournée negli USA dove registrarono (male) il primo live della loro carriera, Earthbound. Ma al ritorno a casa Robert Fripp, che si sentiva l'unico Crimson della formazione, decise di sciogliere la band, interrompendo per di più il sodalizio con Pete Sinfield, vera anima di questi Crimson sinfonici.

Pete Sinfield registrerà per la Manticore (la etichetta discografica degli Emerson Lake & Palmer allora all'apice del successo commerciale) il suo disco solista, il bello ed etereo Still (ristampato in CD come Stillusion) con una manciata di canzoni intime e delicate ed un soffice songwriting alla Nick Drake. La mancanza di successo farà purtroppo di questo lavoro un album senza seguito, anche se ne consumerà l'eco nella produzione di quella delicata gemma che fu Photos Of Ghosts degli italiani PFM.

(1-continua) (quando?) 

P.S.: dopo infinite ristampe tutte più o meno definitive, quest'anno sono usciti in edizioni del quarantesimo anniversario le ristampe di In The Court, Lizard e Red, in lussuosi cofanetti di CD e DVD audio. Lizard ha subito un remix significativo, mentre In The Court si presenta con extra track di cui nessun fan del disco può fare a meno: Una lunga Moonchild in edizione integrale, I Talk To The Wind acustica in duo ed una Epitaph strumentale. Una colonna sonora perfetta per il Natale che si avvicina.

Post più popolari