Canterbury Tales


Canterbury è una graziosa città di 43.000 abitanti nel Kent, ad una sessantina di miglia da Londra. Si è resa famosa per i Racconti di Canterbury, una raccolta medioevale di racconti in versi, ed in tempi più recenti per essere stata l’epicentro di un singolare e vivace movimento musicale d’avanguardia negli anni a cavallo del 1970.

Wilde Flowers

La cosa ebbe inizio a metà degli anni sessanta quando giunse in città, proveniente da Parigi, Daevid Allen, un freak australiano appassionato di William Burroughs, Terry Riley, Sun Ra e successivamente Frank Zappa, che aveva suonato in un gruppo jazz. A Canterbury fece amicizia con il figlio del suo affittacamere, un ventenne di nome Robert Wyatt che aveva un gruppo rock con Kevin Ayers, i Wilde Flowers, che non diedero alle stampe alcun disco.

Soft Machine

Nel 1966 Wyatt (batteria e voce), Ayers (voce, chitarra, basso) ed Hugh Hopper (basso) formarono con Allen i Soft Machine, dal nome di un racconto di Burroughs che così chiamava il corpo umano (femminile, a giudicare dalla copertina del secondo album della band), a cui si aggiunse Mike Ratledge all’organo. Il gruppo si trasferì a Londra in piena scena psichedelica dove divenne l’attrazione fissa dello UFO Club assieme ai Pink Floyd.
Syd Barrett e Kevin Ayers erano i due cantanti che si si dividevano i favori del pubblico di quel locale. Nel 1967, nella mitica Summer Of Love, mentre i Pink Floyd registravano Arnold Layne e See Emily Play, i Soft Machine dietro suggerimento del loro manager Giorgio Gomelsky accettarono una scrittura in Costa Azzurra, prendendo casa nella Saint Tropez di Brigitte Bardot. In Francia ebbero un buon successo fino al punto di essere invitati alla TV nazionale ed alla biennale di Parigi. Al rientro in Inghilterra Daevid Allen si vide negare il permesso d’entrata, forse per problemi di visto, o magari per problemi “psichedelici”. Mentre Allen tornava a Parigi per fondare i Gong, gli altri tre accompagnarono la Jimi Hendrix Experience in un tour negli USA nel 1968.
Ai Power Plant di New York registrarono in fretta il loro non memorabile primo album con la produzione di Chas Chandler ed in seguito, dopo aver arruolato il chitarrista Andy Summers (dei futuri Police) ripresero a tenere concerti in Nord America anche con Hendrix. Dal momento che il primo disco, che era stato stampato solo negli USA, non aveva venduto assolutamente niente, alla fine del tour i membri della band si dispersero.
Nel 1969 la ABC, che aveva sotto contratto i Soft Machine, reclamò i diritti contrattuali per un secondo album. Risposero all’appello Wyatt, Ratledge ed Hopper, che registrarono agli Olympic Studios di Londra Volume Two, un folle album di canzoni psichedeliche e dada o, per dirle alla Robert Wyatt, patafisiche.
Il trio fece anche da spalla a Syd Barrett in un paio di pezzi del suo primo album solista, The Madcap Laughs (Harvest 1970) (in No Good Try e Love You).
A questo punto il gruppo entrò in contatto con la scena jazz inglese, incorporando nelle proprie fila il sassofonista Elton Dean. Questa formazione registrò l’album che fece entrare il nome dei Soft Machine nella storia della musica rock: Third, per la CBS. Il disco, doppio con una lunga suite per ognuna delle due facciate, è una delle pietre miliari del jazz rock, ma ancora di più sarà ricordato per la poetica terza facciata, la Moon in June di Robert Wyatt, lungo i quali diciannove minuti la sua ciondolante voce da poeta folle crea un’atmosfera irripetibile, ricca di cambi di tempo e di toccante malinconia. Una canzone che è stata definita uno dei massimi capolavori del rock inglese. Il disco darà fama e leggenda alla band ed a Wyatt, e sarà l’inizio della lunga carriera di un gruppo sempre più jazz rock di cui però, da Four in avanti, Wyatt non farà più parte.

Caravan

L’altra metà dei Wilde Flowers, formata da David Sinclair (tastiere), il cugino Richard Sinclair (voce e basso), Pye Hastings (chitarra) e Richard Coughlan (batteria) prese il nome di Caravan. Nel 1968 firmarono per la americana Verve (la stessa casa discografica dei Velvet Underground) e registrarono l’album d’esordio, estremamente più "facile" dei cugini Soft Machine. L’anno seguente registrarono per l’inglese Decca (la casa discografica dei Rolling Stones) il secondo album, If I Could Do It All Over Again, I'd Do It All Over You, un disco di soffici canzoni moderatamente orecchiabii che portarono la band addirittura a suonare alla trasmissione televisiva Top Of The Pops.
La Decca decise di costituire una etichetta specifica per il rock underground, la Deram, che nel 1971 stampò il terzo disco In The Land Of Grey And Pink, nella terra del grigio e rosa, in qualche modo ispirato (almeno nella copertina) alla terra di mezzo descritta da Tolkien. L’album non solo costituì il capolavoro dei Caravan ma anche una delle vette della musica progressiva britannica. La chiave di volta è rappresentata dalla lunga suite della seconda facciata, distinta in otto diversi movimenti, in pratica rappresentati da altrettante morbide canzoni dove melodie intriganti e malinconiche si susseguono sostenute dal suono magico delle voci, di tastiere inconfondibili, di echi di fiati e di chitarre. La perfezione stessa dell’idea della musica progressiva.
Al momento l’album non vendette bene e Dave Sinclair, che ne era stato uno dei principali artefici, lasciò la band per unirsi prima alla band di Robert Wyatt e poi per fondare gli Hatfield And The North. I Caravan proseguirono ancora per diversi anni e diversi album, ma nessun lavoro successivo riecheggiò tanta perfezione.

Gong

Nel 1967 Daevid Allen l’hippie, in forza ai primissimi Soft Machine, non era riuscito a far rientro nel Regno Unito. Riprese allora a vivere a Parigi, dove godeva a quel punto di una discreta fama, ed assieme alla fidanzata Gillie Smyth diede vita ad una band assolutamente folle, assolutamente flower power, assolutamente hippie, che prese il nome di Gong. I Gong erano una formazione dall’umorismo zappiano e dai confini musicali assolutamente liberi che si trovarono all’inizio a registrare materiale finito in album di dubbia fama (Magick Brother/Mystic Sister), in colonne sonore (Continental Circus), in dischi a nome di Allen (Bananamoon).
Il primo disco ufficiale del gruppo fu Camembert Electrique per la Virgin nel 1971, e conteneva già tutti gli ingredienti della band: una famiglia di hippie che viveva assieme in comunità con nomi di battaglia al posto di quelli di battesimo, una musica libera e folle ma anche robusta e dotata di una forte ironia, la leggenda di un pianeta invisibile del sistema solare, il pianeta Gong, da cui arrivavano in visita alieni dal nome Pot Head Pixies sulle loro teiere volanti per predicare una filosofia ed una cultura di pace e fratellanza.
I membri della band erano Bert Camembert (Daevid Allen), Shakti Yoni (Gilli Smyth, voce), Bloomido Bad De Grass (Didier Malherbe, grande sassofonista), Submarine Captain (basso), Pip Pyle (fantasioso batterista).
C’erano gli ingredienti giusti per arrivare alla massa critica che nel 1973 avrebbe generato il capolavoro di Flying Teapot. Per importanza musicale, anche se non per influenza, Flying Teapot fu il In The Court Of The Crimson King della scena free. Con l’aggiunta del chitarrista Steve Hillage e di Tim Blake ai sintetizzatori, la band mise assieme un album di sei canzoni assolutamente perfette, melodie orecchiabili suonate con potenza e precisione, una riserva infinita di fantasia e divertimento, con esplosioni e invenzioni sonore nascoste ad ogni angolo ed a ogni curva di una musica e di una storia (quella di Zero The Hero in missione sulla terra per conto del pianeta Gong) assolutamente godibile ed esilarante. Nenie indiane, cantilene, assolo di sax, cambi di tempo, orgasmi, mantra, rock, non manca niente a fare di Flying Teapot un’opera perfetta della generazione freak.
Seguiranno a questo disco gli altri due capitoli della trilogia di Radio Gnome Invisible, una trilogia più teorica che pratica perché già nel secondo capitolo Allen fa un passo indietro lasciando alla band, ed in particolare ai sintetizzatori di Tim Blake campo libero per creare spunti suggestivi che però non si tramutano mai in canzoni finite ed in opere sonore pienamente realizzate. Peccato perché nel frattempo Pyp Pyle era stato sostituito da Pierre Moerlen, uno dei più dotati percussionisti della scena inglese.
Dopo due dischi in discesa Dingo Virgin (alias Bert Camembert alias Daevid Allen) e Shakti Yoni lasciarono i Gong, che dopo momenti di incertezza verranno capitanati da Pierre Moerlen, che assieme al sax di Didier Malherbe ed alla chitarra di Alan Woldsworth (proveniente dai Soft Machine) realizzerà nel 1976 un piccolo capolavoro del jazz rock inglese, Gazeuse!, in qualche modo ispirato dai lavori del giapponese Stomu Yamast’ha ed in particolare da The Man From The East.
Da allora delle incarnazioni dei Gong, anche contemporanee e con i più disparati nomi (per esempio Mother Gong) è impossibile tenere conto fino a che, ai giorni nostri dopo un festival dedicato a tutti i iGong della scena musicale, la band originale si è riunita per dare alla luce un bellissimo 2032, in cui gli alieni del pianeta Gong annunciano il loro ritorno.

Matching Mole

Dopo Third (per la precisione dopo Fourth) dei Soft Machine Robert Wyatt - in disaccordo con gli altri membri che vogliono suonare “serio” jazz rock - lasciò la band per formarne una versione tutta sua. Ancora una volta è importante nella storia della band l’influenza francese, tanto che Wyatt impose alla nuova band, in cui entra a far parte il tastierista David Sinclair esule dai Caravan, il nome in francese della band: Machine Molle. Anzi, ancora meglio: la storpiatura inglese del nome francese, Matching Mole, la talpa ben assortita.
Nonostante le premesse io non trovo creazioni entusiasmanti nei due album della band, il primo omonimo ed il secondo Little Red Record (il dischetto rosso, titolo ispirato al libretto rosso di Mao che andava di moda ai tempi; per inciso Wyatt è comunista dichiarato), un free rock di difficile fruizione basato sull’improvvisazione collettiva. Con l’eccezione della dolce canzone che apre il primo album, O Caroline, un pezzo che tutti dovrebbero ascoltare per la sua poetica bellezza, al pari di tante canzoni successive di Wyatt.

Robert Wyatt

Nel 1972 i Matching Mole si sciolsero perché David Sinclair e Phil Miller (chitarra) se ne andarono per fondare Hatfield And The North. Wyatt si sposterà a Venezia per scrivere le musiche che sarebbero finite nel suo capolavoro Rock Bottom. Ma prima di registrare il disco, il 1 giugno 1973 ad una festa dedicata a Gilli Smyth, Wyatt cadde dal terzo piano fratturandosi una vertebra e rimanendo per sempre confinato su una sedia a rotelle. L’incidente non gli impedì di registrare il proprio capolavoro, Rock Bottom nel 1974, un disco straordinario prodotto da Nick Mason (batterista dei vecchi amici dei tempi dell’UFO Club, i Pink Floyd) che spinge ad un livello ancora più etereo ed impalpabile la musica anticipata in Moon In June.
Nello stesso anno Wyatt entrò anche nella classifica inglese dei 45 giri con una cover di I’m A Believer e registrò una cover di Yesterday Man.
Nel futuro gli sarà impossibile replicare un disco della perfezione cristallina di Rock Bottom, ma spesso e volentieri i dischi di Wyatt conterranno piccole gemme misconosciute che sono state raccolte nell’antologia del 2004 His Greatest Misses. L’ultimo dei suo piccoli grandi capolavori è la cover cantata in italiano di Del Mondo (degli italiani Consorzio Suonatori Indipendenti) su Comicopera del 2007.

Hatfield And The North

Si formarono nel 1972 dai fuoriusciti Matching Mole Dave Sinclair (tastiere) e Phil Miller (chitarra), il cugino Richard Sinclair (voce e basso dei Caravan) e Pip Pyle dai Gong. Dave Sinclair abbandonò il progetto prima di registrare il primo disco e fu sostituito alle tastiere da Dave Stewart degli Egg.
Con il loro suono etereo e sognante, i vocalizzi femminili dei cori, le lunghe improvvisazioni che nulla concedono al virtuosismo, i due dischi degli Hatfield (per la Virgin, l'omonimo nel 1973 e The Rotters' Club nel 74) costituiscono i figli naturali della suite di Nine Feet Underground dei Caravan, anche se più negli affascinanti spunti che nella realizzazione globale.

National Health

Troppo fuori da ogni logica commerciale, gli Hatfield si sciolsero dopo il secondo disco, per risorgere nel 1975 come National Health, un gruppo d'avanguardia ancora più radicale. I membri furono ancora Dave Stewart all'organo, il tastierista Alan Gowen dei Gilgamesh (un gruppo minore di jazz rock di Canterbury), Pip Pyle alla batteria (in un primo momento il batterista fu Bill Bruford dei King Crimson ma se ne andò presto) e Phil Miller alle chitarre. La band ebbe il coraggio di portare in costante tour il suono di Canterbury senza alcun compromesso in piena epoca punk.
Incisero due dischi: l'omonimo National Health nel '77 e Of Queues and Cures del '78.

Henry Cow

Tecnicamente sono di Cambridge, ma la loro musica si sposa molto bene con quella della scena di Canterbury. Gruppo di avanguardia decisamente free, ruotano attorno alla leadership del chitarrista, violinista, multistrumentista Fred Frith. Il primo disco è Leg End (gioco di parole con Legend) del 1973, straordinario prodotto di free rock perfettamente bilanciato attorno ad otto brani fra cui spiccano l’ottimo Nirvana For Mice e la lunga Nine Funeral Of The Citizien King.
Gli album successivi sono sulla falsa riga ma sempre più basati sull’improvvisazione e piuttosto duri, anche da digerire, nonostante la indiscutibile bellezza. Fanno eccezione. perché di più facile fruizione, le due collaborazioni con il gruppo d’avanguardia degli Slapp Happy, un gruppo ispirato al cabaret tedesco alla Bertol Brecht / Kurt Weill in cui spicca la voce della cantante Dagmar Krause. Assieme Henry Cow e Slapp Happy realizzeranno due ottimi dischi, Desperate Straights e In Praise of Learning, entrambi nel 1975.

Kevin Ayers

Fuoriuscito dai primissimi Soft Machine (con cui aveva diviso gli onori dell'UFO Club con Syd Barrett) già nel 1968 dopo un tour con Jimi Hendrix, al pari di Barrett firmò per la Harvest per intraprendere una carriera solista, accompagnato da una backing band nominata Whole World di cui erano bassista Mike Oldfield e tastierista David Bedford.
Ayers registrò una serie di godibili ciondolanti dischi di canzoni oblique e psichedeliche, sempre farcite da un forte humor britannico, ispirate in buona parte da Barrett, senza mai arrivare a creare un capolavoro ma infilando gemme ovunque.
Il disco più compiuto e senz'altro il più accessibile è rappresentato dalla prima facciata di The Confessions Of Dr. Dream (Island 1974) che sulla seconda facciata contiene invece una suite in cui ospita la voce di Nico (Velvet Underground). Da avere è June 1, 1974, registrato in concerto al Rainbow Theatre di Londra con i compagni di scuderia John Cale, Nico e Brian Eno (che cantano i loro pezzi sulla prima facciata, lasciando ad Ayers la seconda) accompagnati da Robert Wyatt e Mike Oldfield, oltre che un potente Ollie Halsall (Patto, Boxer) alla chitarra elettrica. Successivamente Ayers continuò a lavorare solo saltuariamente, dal suo buen ritiro da vecchio hippie in Costa Azzurra ed a Formentera.

Steve Hillage

Uno dei chitarristi elettrici più importanti della scena di Canterbury, arrivava dal gruppo di avanguardia degli Egg (in cui aveva militato anche Dave Stewart) ed approdò ai Gong per Flying Teapot, dove si fidanzò con la sua compagna per la vita Bambaloni Yoni alias Miquette Giraudy. Dopo che Daevid Allen abbandonò il gruppo gli fu offerta dalla Virgin la leadership della band; Hillage preferì una carriera solista che partì sulle note freak dei Gong (Fish Rising, Virgin 1975), un fantasioso manifesto psichedelico del Flower Power. Passò per L (1975) prodotto da Todd Rundgren, in cui recuperava la forma canzone con belle cover delle canzoni psichedeliche Hurdy Gurdy Man di Donovan e It's All Too Much di George Harrison. Abbracciò infine con Motivation Radio (1977) l'elettronica (in quella occasione collaborando con T.O.N.T.O. Expading Headband) che l'avrebbe condotto negli anni alla musica ambient dance di System 7. Con la Steve Hillage Band si sarebbe riavvicinato al mondo dei Gong, con cui partecipò al comeback di 2032 in cui portò in dote la propria esperienza e passione per i ritmi elettronici.

Hugh Hopper

Bassista fusion, fu un Wilde Flower degli inizi, un Soft Machine fino a Four, un East Wind con Stomu Yamash'ta per suonare poi con il gruppo jazz rock Isotope, Gilgamesh, Carla Bley Band. Il suo basso si sente anche nel disco d'esordio di Syd Barrett.

Dave Sinclair

Straordinario tastierista romantico dal suono inconfondibile, fu uno dei pilastri del suono di Canterbury con: Wilde Flowers, Caravan, Matching Mole, i primi Hatfield and the North, Polite Force, Camel.

Richard Sinclair

Cugino di Dave, fu cantante, bassista e chitarrista con Wilde Flowers, Caravan, Hatfield And The North, Camel. Inconfondibile la sua morbida voce, divenuta un trade mark del suono di Canterbury.

Dave Stewart

Tastierista con Uriel/Egg, Hatfield And The North, National Health. Più sperimentale dell'omonimo Sinclair.

Phil Miller

Chitarrista con Matching Mole, Hatfield and the North, National Health.

Mike Ratledge

Tastierista di estrazione jazz, fondò i Soft Machine di cui fu membro fisso fino al 1976.

Pye Hastings

Chitarrista con i Caravan, fratello di Jimmy Hastings.

Jimmy Hastings

Sassofonista, clarinettista e flauto con Soft Machine, Hatfield And The North, National Health.

Mike Oldfield

È l'autore di uno dei dischi d'avanguardia inglese di maggior successo di tutti i tempi, Tubular Bells (Virgin 1973) in cui per la durata di due facciate suona senza soluzione di continuità tutti gli strumenti in una bucolica sinfonia romantica dagli echi folk e classici evocando paesaggi inglesi. Fu il primo ed unico disco underground a rimanere al primo posto della classifica inglese per un anno, spianando la strada ad altri gruppi d'avanguardia come i Tangerine Dream e facendo la fortuna di Virgin Records. Fra i lavori successivi non dovrebbero essere dimenticati Ommadawn (Virgin 1975) più compatto del precedente, e Tubular Bells II (WEA 1992) in cui Oldfield ripulisce l'originale in chiave new age con ottimi risultati.

Pip Pyle

Energico batterista con i Gong, Hatfield and the North and National Health. Morì a Parigi nel 2006.

Pierre Moerlen

Grandissimo percussionista francese in qualche modo ispirato dal lavoro di Stomu Yamash'ta, lavorò con i Gong di cui divenne per un certo periodo anche il leader. Da non trascurare Gazeuse! (Virgin 1977). Morì a Strasburgo nel 2005.


dischi irrinunciabili:

Soft Machine > Third (1970)
Caravan > In The Land Of Grey And Pink (1971)
Gong > Flying Teapot (1973)
Mike Oldfield > Tubular Bells (1973)
Robert Wyatt > Rock Bottom (1974)
Kevin Ayers > June 1, 1974 (1974)
Gong > Gazeuse (1978)

solo un po' meno irrinunciabili:

Henry Cow > Leg-end (1973)
Hatfield And The North (1973)
Henry Cow Slapp Happy > Desperate Straights (1975)
Steve Hillage > Fish Rising (1975)
Mike Oldfield > Ommadawn (1975)
National Health > Of Queues And Cures (1978)

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