Van Der Graaf Generator > Live At The Paradiso 14:04:07


Ah, l’amour. Da quanti anni il nome di Van Der Graaf Generator è capace di emozionarmi, di evocare sensazioni, atmosfere, malinconie, speranze. Poesia. Amore, appunto.
Per tre volte si è rinnovato la mia relazione con la band di Peter Hammill, David Jackson, Hugh Banton e Guy Evans. La prima negli anni “grigi e rosa” del progressive, quando io ero un adolescente e loro erano eterei come una fiaba, una leggenda, un epico poema in cui perdersi ad ogni lettura. Gli anni di Pawn Hearts, barocchi.
La seconda con i lunghi poemi romantici di Still Life e World Record, ancora negli anni settanta ma con il mondo ormai sbilanciato verso una new wave di sonorità più immediate e rock & roll.
Poi tanti anni di Peter Hammill solista, un artista concettuale troppo complesso per poter essere totalmente seguito, e infine l’inaspettato e straordinario ritorno del 2005 testimoniato dal live Real Time.

Nel bel mezzo di questa rinascita, David Jackson, il sassofonista, abbandona. Un duro colpo, perché nelle atmosfere difficili, angolose, sperimentali dei VDGG il suo caldo sax è spesso il salvagente a cui aggrapparsi per godere del flusso della sinfonia. La band questa volta non ha chiuso i battenti, ma ha deciso di proseguire come trio. Live At The Paradiso ne è la testimonianza, attraverso un concerto al Club Paradiso di Amsterdam datato Aprile 2007.
Anche senza sassofono, cioè con sola voce, chitarra modesta, tastiere e batteria, la formula VDGG continua a funzionare. Musica romantica, atmosfera gotica, arrangiamenti barocchi in un mix dal marchio registrato. Peter Hammill riesce ancora una volta a rapirci, portarci lontano dagli affanni mondani per proiettarci in un mondo di spigolosa poesia e di ardita immaginazione. Anche senza sassofono ritornano i classici dei primi settanta come Lemmings e le immortali note di apertura di Man-erg “The killer lives inside me: yes, I can feel him move / Sometimes he's lightly sleeping in the quiet of his room, but then his eyes will rise and stare through mine / Angels live inside me: I can feel them smile... their presence strokes and soothes the tempest in my mind…”

Assieme a brani della discografia solista come In The Black Room e Gog, brani della trilogia della seconda incarnazione, fra cui The Songwriters Guild, dodici minuti fra i vertici del concerto, declinati addirittura in ritmo reggae. E infine i brani del recente Trisector, A Place To Survive ed Every Blood Emperor.
Peter Hammill ed i VDGG non hanno mai fatto sconti: niente canzoni ruffiane né materiale che si possa trasmettere in radio. Così anche Live At The Paradiso non cerca consensi in un pubblico allargato, né concede ragioni agli anni duemila. Dissonanze, Prog e arrangiamenti complessi ci sono come sempre, e si fanno amare dai cultori di sempre, anche se pure io oggi apprezzo di più i momenti più lirici e musicalmente minimalisti più propri del sound di Hammill.
Chi conosce la band la troverà qui ai consueti livelli. A chi si fosse ingolosito, o solo incuriosito, consiglio piuttosto di partire all’assaggio dell’universo musicale di Peter Hammill da suoi dischi solisti come Over o Love Songs. Piaceranno anche a chi apprezza cantautori come Nick Cave.

★★★★ (ottimo)
Genere: Rock progressivo romantico
Voiceprint, 2009
in breve: l’immortale musica di Peter Hammill & Co. in concerto in formato trio

da ascoltare con:

VDGG > Real Time (il live del 2007)

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